CGIL Modena

AGIRE DECISAMENTE SUL SISTEMA DEGLI APPALTI. PIU’ EFFICIENZA. MENO COSTI. PIU’ LEGALITA’

La forza dell'agire comune tra appalti e legalità

Il recentissimo report di “Libera contro le mafie“, uscito questo dicembre (in allegato), è utile su diversi aspetti perchè, come sempre sostenuto dai dati reali e considerazioni altamente qualificate che la Cgil apprezza e su cui lavora da tempo.
Ci limitiamo a considerarne un filone fondamentale e decisivo sul versante della legalità economica e del lavoro regolare: il sistema degli appalti.
Sconcerta il dato che Libera documenta (pag. 8) rispetto alla “connotazione geografica del maggior numero di persone denunciate in merito ad evasione ed appalti irregolari”: Campania n° 1.175 denunce; Sicilia n° 919; segue l’Emilia Romagna con n° 823. Magari, grazie ad un efficace sistema dei controlli…
E’ altrettanto sconcertante il richiamo che si fa all’ultimo rapporto della Commissione EU sulla “media dei costi per lavori e servizi” che in Italia supera sempre abbondantemente i costi degli altri Paesi…e con però il costo del lavoro italiano sotto la media dei principali partner europei.
Un macro aspetto questo, pagato dall’intera società, di cui raramente si parla.
I settori ed aree di lavoro più esposti ad irregolarità e rischi corruttivi, sono conosciuti. Costruzioni ed immobiliare, trasporti, agroalimentare e servizi, con le più recenti e preoccupanti aggiunte del settore sanitario ed assistenza sociale.
Così come le “modalità” di gestione che espongono a rischio gli appalti pubblici, vanno dalla concessione delle licenze, al sostanziale o solo formale sistema dei controlli sui lavori, sulla loro sicurezza, sulla qualità.
In particolare però, e questa nel report è una delle novità, si mette in evidenza il danno che nei pubblici appalti deriva dal “numero eccessivo delle stazioni appaltanti”, ovvero il troppo frastagliamento degli Enti che emettono bandi, specie nei medi/piccoli comuni.
“La numerosità degli Enti appaltanti, pari a circa 30mila in Italia soffre di evidenti lacune per competenze tecniche, difficoltà nel gestire adeguati controlli…ed incapacità di ottenere prezzi giusti con ribassi più consistenti…” avvicinando così i costi alle medie europee.
Un obiettivo concreto su cui il sindacato batte da tempo ed ora è fra i punti sottoscritti nei recenti protocolli regionali.
Accorpare e consolidare le 1.117 sedi appaltanti emiliano romagnole, sparpagliate nelle 236 di Bologna, 145 a Modena, 141 a Parma, 122 a Reggio Emilia, ecc…
Ovvero, stazioni appaltanti ben più strutturate e perciò unificate, avrebbero un peso ed autorevolezza più qualificate nelle trattative sui lavori-servizi-forniture, ed avrebbero prezzi/qualità più vantaggiosi.
Parole e dubbi in astratto? No.
Basta sfogliare il voluminoso Rapporto dell’Osservatorio regionale sugli appalti in Emilia Romagna, aggiudicati nell’ultimo semestre disponibile, per ricostruire un confronto concreto ed istruttivo sui risultati ottenuti.
Gli appalti banditi/gestiti a livello sovracomunale o da strutture interprovinciali, hanno migliori esiti ed efficacia nei tempi, controlli e sopratutto nella capacità di gestire le offerte e poi i prezzi finali nella contrattazione con le imprese concorrenti.
Nel semestre controllato, sono ben 313 gli appalti aggiudicati con trattative sovraterritoriali “non ripartibili per provincia”, con evidenti ribassi sui costi ed accresciuta affidabilità e regolarità.
Soluzioni ben diverse ottenute dai ribassi su lavori ottenuti dal malaffare incontrollato che poi scarica gli sconti sul lavoro nero, subappalti irregolari e qualità dei materiali.
Un esempio per tutti. L’Agenzia regionale Intercent che gestisce – a disposizione delle pubbliche amministrazioni – un sistema centralizzato per negoziare lavori e forniture, porta a casa decine di contratti molto più vantaggiosi. Specie per la fornitura di medicinali ed attrezzature sanitarie, o per le coperture assicurative delle nostre Unità Sanitarie: circa 50 accordi conclusi per un valore di 29,9 milioni e con ribassi mediamente superiori a quelli riferibili agli appalti trattati da singoli Enti.
Come dire, se la trattativa dell’appalto la gestisce una struttura pubblica ben attrezzata e qualificata, per le ditte che concorrono è più complicato sfuggire alle condizioni ed ai prezzi delle “medie europee” !

 

Franco Zavatti, Cgil Modena-coordinatore legalità e sicurezza Cgil Emilia-Romagna

Report Libera contro le mafie, dic2017 (pdf)

 

Modena, 14 dicembre 2017

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