APPALTI PUBBLICI CON REGOLARITA’ E SICUREZZA SUL LAVORO. UN BUON CERCHIO SI CHIUDE. VA APPLICATO IN TUTTI I CASI

Torniamo a battere sullo stesso chiodo delle garanzie per la trasparenza, regolarità e sicurezza del lavoro, a partire dalle gare pubbliche per l’esecuzione di opere e servizi.
Sopratutto quando notevoli appalti pubblici – vedi a Vignola nei lavori in una scuola per oltre 2,5 milioni – procedono col massimo ribasso!

Come Cgil avevamo recentemente valorizzato la delibera di metà aprile scorso della Regione Emilia Romagna, che definisce l’Elenco regionale dei Prezzi 2018 per gli appalti, con un’ampia e dettagliata definizione dei costi – con circa 8.000 voci – a partire dalla manodopera, materiali, noleggi, misure per la sicurezza, ecc…
Insistiamo: l’esplicito riferimento all’elenco regionale dei prezzi, perché non metterlo in tutte le delibere che approvano i bandi pubblici degli appalti?
Sarebbe un incontestabile riferimento per le imprese concorrenti nel definire le loro offerte, ma anche una sponda solida per i tecnici degli uffici pubblici addetti a verifiche e controlli.
Il tutto, ovviamente, a vantaggio della regolarità del lavoro, delle giuste retribuzioni dovute, delle misure di sicurezza nei cantieri, della affidabilità e trasparenza delle imprese. Specialmente per quei lavori che poi si scompongono in tanti subappalti: vedi l’ultima delibera dell’Anticorruzione –ANAC – di metà aprile che insiste sulle “…maggiori criticità riscontrate negli affidamenti dei lavori, specie nei subappalti”.

Ma adesso c’è di più. Si allarga e rinforza il cerchio delle buone norme a sostegno della legalità, con opportune norme nazionali, che certamente rafforzano quelle emiliano-romagnole.
Il 2 maggio scorso, l’Autorità Nazionale Anticorruzione ha deliberato in merito ai “costi della mano d’opera” nei lavori pubblici, chiarendo il decreto n°50/Codice dei Contratti e, finalmente, esplicitando senza più alcun dubbio, alcuni pilastri sui quali il sindacato si batte da sempre:

– “Nei contratti di lavori e servizi, la Stazione appaltante pubblica, al fine di determinare l’importo messo a base della gara, individua i costi della manodopera“.
– “I costi della sicurezza sono scorporati e non soggetti alle proposte di ribasso”.
– “Nell’offerta economica, l’impresa deve indicare i propri costi della manodopera e gli oneri aziendali per la salute e sicurezza”. Citando a tale proposito anche una sentenza del TAR Emilia Romagna del gennaio ’18.

Come dire? Le coordinate fondamentali per rinforzare la trasparenza e regolarità dei bandi pubblici, sono ben presenti.
Vanno assolutamente introdotte nelle deliberazioni sui lavori/servizi pubblici.
Potrebbero essere, per di più, un utilissimo riferimento e sponda normativa e comportamentale anche per i lavori privati.
La Cgil batterà su questo utile aspetto in tutte le sedi istituzionali e tavoli di confronto territoriali con gli Enti pubblici e,sopratutto,le rappresentanze delle imprese.

Franco Zavatti, coordinamento legalità e sicurezza Cgil Emilia Romagna

 

Modena, 28 maggio 2018