CGIL Modena

I CANONI DELLE CASE POPOLARI A MODENA NON DEVONO AUMENTARE

case popolari Modena

Dopo l’approvazione della Delibera Regionale (del 2016 n° 894) che ha cambiato le modalità di accesso e il meccanismo di calcolo dei canoni dell’ ERP (case popolari), i Sindacati Inquilini SUNIA SICET UNIAT e le Confederazioni CGIL CISL UIL ai vari tavoli che si sono susseguiti in questi mesi, hanno promosso modifiche per migliorare la legge nel senso di una maggiore equità sociale e sostenibilità del sistema ERP, oltre alla tutela nel percorso di accompagnamento nel caso di decadenza del diritto nel permanere nella casa popolare.

Durante il percorso di confronto sono state accolte molte delle nostre osservazioni.

Dopo l’approvazione della nuova norma, ora spetta ai Comuni fare la loro parte e per noi Sindacati la discussione si è pertanto spostata a livello Territoriale.

In base agli ultimi incontri avvenuti nel mese di giugno e luglio 2017 a Modena, e in base alle simulazioni che ci sono pervenute da parte di ACER Modena, riaffermiamo le preoccupazioni, già più volte manifestate al Tavolo Provinciale, in merito al nuovo Regolamento che ancora evidenzia iniquità e produce un innalzamento dei canoni di circa il 20%.

Pertanto, per i Sindacati Inquilini SUNIA, SICET, UNIAT è importante, ancora una volta ribadire e sottolineare che il nuovo calcolo dei canoni ERP non deve assolutamente generare alcun aumento del monte canoni e che le iniquità riscontrate devono essere sanate.

Ci domandiamo perchè nella nostra Provincia si continui a proporre di maggiorare ulteriormente i canoni ERP nonostante che gli importi minimi e i medi siano i più alti della Regione, con un evidente rischio di difformità ingiustificata.  Non ci risulta che le famiglie della provincia di Modena siamo più “ricche” rispetto a quelle delle altre città dell’Emilia Romagna.

Per questo chiediamo che il raddoppio del canone sociale, che riguarda le famiglie più fragili, non venga applicata e venga accolta l’indicazione emersa al Tavolo Provinciale per impegnare i comuni ad evitarlo.

Riteniamo anche che, questi aumenti non siano coerenti con il risultato prodotto dal rinnovo dei Patti Territoriali, riguardanti gli affitti dei privati, che hanno diminuito i canoni concordati anche oltre il 20%.
Per i motivi sopra esposti, vi è la necessità di applicare ulteriori correttivi per mantenere in equilibrio l’intero sistema dell’ ERP in armonia anche con il contesto regionale.

Inoltre i Sindacati Inquilini ribadiscono l’ urgenza di far ripartire un Piano Casa di edilizia pubblica nazionale in grado di dare risposte alle fasce di popolazione più deboli.

Modena, 28/07/2017

SUNIAAntonietta Mencarelli
SICETEugenia Cella
UNIATLuigi Tollari

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