CGIL Modena

CINQUE ANNI FA IN EMILIA ROMAGNA PARTE “L’ELENCO DI MERITO” DELLE IMPRESE EDILI IN NOME DELLA LEGALITA’. E ADESSO?

Modena, 23/5/2017

 
Nel pieno della straordinaria reazione post terremoto, in nome dell’avvio dello sgombero macerie e ricostruzione nella legalità e col massimo coinvolgimento della società civile, mondo delle imprese, della cooperazione, del lavoro dipendente, delle professioni, fu definito un concreto ed operativo Protocollo Legalità fra regione Emilia Romagna e tutte le organizzazioni economiche e sindacali.
In attuazione di quel protocollo, la Regione istituì l’Elenco di Merito delle Imprese del settore edile e costruzioni.
Fu un appello e una sollecitazione reale ad allargare le iniziative concrete per il lavoro legale, contro le possibili infiltrazioni – a partire dal settore delicato dell’edilizia – e i fenomeni corruttivi.
Uno strumento “volontario” per riconoscere le imprese in regola, che verrà poi affiancato dalla White list “obbligatoria” per i lavori pubblici.

E’ perciò l’impresa che chiede volontariamente l’iscrizione nell’Elenco di Merito regionale, non affrontando costi e perdite di tempo, dovendo semplicemente e responsabilmente auto-dichiarare la propria regolarità ai fini della normativa antimafia, l’assenza di condanne aziendali, la regolare attestazione SOA, la regolarità fiscale, previdenziale, di sicurezza nei cantieri, Durc, ecc…
Quindi, certamente non è “burocrazia” aggiuntiva !
Un Elenco di Merito delle imprese – seppur con adesione volontaria – che partì con le radici nei mesi durissimi della ricostruzione post-sisma per poi restare negli anni successivi, molto opportunamente, quale reale stimolo ed anticorpo per la regolare e pulita economia nel settore delle costruzioni.
Tant’è che il recente ed ulteriore passo compiuto in regione col Testo Unico dell’ottobre scorso -condiviso dalle organizzazioni datoriali e sindacati – prevede proprio un possibile ed auspicabile consolidamento dello strumento Elenco di Merito ed, anzi, una sua più ampia “adozione in altri comparti produttivi esposti al rischio di infiltrazioni”.
Bene, il sindacato ci sta e farà prossimamente le sue proposte al tavolo regionale della Consulta, affinché tale obiettivo si concretizzi.

E’ il caso perciò di verificare quanto finora ha prodotto, nella pratica concreta di questi anni, la decisione di provare a convincere le imprese ad “investire” in legalità .
I risultati però sono deludenti e meritano serie riflessioni.
Perché il vasto sistema delle nostre imprese del settore NON ritiene utile/opportuno caratterizzarsi con l’adesione all’Elenco di legalità ?
A distanza di quasi cinque anni, il bilancio è povero e problematico.
Oggi, nell’Elenco regionale di Merito sono iscritte meno di un migliaio di imprese: 965 !
Mentre in regione, sono oltre 66mila le imprese del settore edile/costruzioni.
Ancor peggio. Di queste iscritte, solamente circa la metà – 501 – sono imprese residenti in Emilia Romagna.
Ben 464 hanno inviato la mail di adesione da altre regioni: un po’ da Veneto, Lombardia, Friuli e Lazio. In maggioranza dalle regioni del Sud, Calabria, Campania, Sicilia, Puglia…!

Una magra adesione, ancor più carica di interrogativi, scorrendole provincia per provincia:
MO n° 180 sulle 10.576 attive in provincia; BO n°88; RE n°81; FE n°55; PR n°46; PC n° 17; FO n°14; RA n°11; RN n°9 !!
Circa il 74% sono imprese tipo S.r.l. , il 12% sono s.n.c. , le poche rimanenti S.p.a. e cooperative.

Guai la facile demagogia sul dire/fare nella promozione dei singoli passi necessari per promuovere le tante imprese capaci e in regola ad aderire, ma :
– sui numeri soprarichiamati occorrerà riflettere collegialmente fra tutte le parti sociali coinvolte nella promozione dell’Elenco di Merito. Perché le imprese non aderiscono?
– più nello specifico, dovranno però farsi carico di una promozione convinta dello strumento in oggetto, le Associazioni imprenditoriali, le Casse Edili, i consulenti e professionisti che a diversi titoli interagiscono con tutte le ditte, al fine di convincerle che conviene…è un punto di merito.
una estesa riflessione dovrà essere fatta anche da istituzioni territoriali e sistema delle “stazioni appaltanti” pubbliche nella regione.
Sono infatti inspiegabilmente pochissimi i bandi di appalto che esplicitamente citano l’Elenco di Merito Imprese, al fine di “…attingervi per affidare incarichi alle imprese”; cioè, gare di appalto ad “invito” con premialità/incentivi a quelle imprese che sono in elenco.
Una sottovalutazione evidente, che concorre a spiegare la stringatezza delle iscrizioni.
Franco Zavatti, responsabile legalità e sicurezza Cgil Emilia Romagna

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