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CIVILTA' CATTOLICA/DURO ATTACCO ALLE POLITICHE GOVERNATIVE PER L'INTEGRAZIONE

  Si può leggere sul sito de ‘La Civiltà Cattolica’ l’editoriale con il quale la rivista dei gesuiti attacca duramente le politiche governative in tema di immigrazione. L’editoriale è apparso sul numeo 11 del 2009 (quaderno 3815 del 6 giugno).
   L’immigrazione, scrive La Civiltà Cattolica, è una realtà complessa la cui valutazione dovrebbe essere guidata da due considerazioni: la prima è che ci si trova di fronte ad esseri umani che hanno diritto ad essere trattati come tali e la seconda  è che gli italiani stessi sono stati migranti.
   In Italia, invece, l’approccio ha avuto due caratteristiche: “una regolamentazione ispirata soprattutto ai criteri della sicurezza e dell’ordine pubblico e, in secondo luogo, l’alto margine di discrezionalità di cui gode l’Amministrazione nell’esecuzione della normativa in materia. A ciò va aggiunta la frequente instillazione di alte dosi di paura nei cittadini a causa di molti reati commessi in Italia, per poi addossarne la responsabilità agli immigrati clandestini e quindi farne i capri espiatori”.
   Riguardo alle politiche di integrazione, la rivista rileva che “Gli esponenti politici che appoggiano la politica e le decisioni assunte dal Ministero dell’Interno in tema di immigrazione aggiungono sempre, in ogni intervista, che il Governo è impegnato anche nell’azione di promozione dell’integrazione degli immigrati regolari, giacchè non esiste alcuna posizione pregiudiziale contro gli immigrati”. Però, dice Civiltà Cattolica, “si potrebbe osservare che l’amministrazione dell’Interno per ora ha impiegato 400 giorni per esaminare il 55% delle 741.000 richieste di ingresso arrivate on line per il decreto flussi 2007; in questo periodo ha consegnato 143.974 nulla osta sui 170.000 previsti. La mancata attribuzione dei rimanenti circa 28.000 nulla osta rallenta anche le pratiche del decreto 2008, perchè la graduatoria potrà scorrere soltanto dopo l’assegnazione di tutti i posti previsti per l’anno precedente. In questo modo”, è la considerazione finale di Civiltà Cattolica,  “la situazione è diventata insostenibile”.
   Civiltà Cattolica fa proprio l’appello del mondo del volontariato per abolire “il rito inutile del rientro nei Paesi di origine e il passaggio nei consolati all’estero per ottenere il permesso di soggiorno. I lavoratori dei quali i datori di lavoro hanno fatto richiesta di regolarizzazione vanno considerati già entrati e presenti in Italia, come in effetti sono”.
   L’editoriale affronta anche il tema dei respingimenti.
L’ARTICOLO INTEGRALE:
http://www.laciviltacattolica.it/Quaderni/01_quad.html

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