CGIL Modena

COMUNE DI SASSUOLO, MISURE ANTICRISI. CGIL:“SUPERARE LE PROPOSTE ESTEMPORANEE”

Sassuolo, 9 aprile 2010

 

 

 

 

 

 

Il Comune di Sassuolo, per bocca dell’assessore Barbieri, propone l’istituzione di un fondo per aiutare i lavoratori in difficoltà economiche dovute alla perdita del posto di lavoro. La proposta è di chiedere ai dipendenti comunali, ai consiglieri, agli assessori e al Sindaco di devolvere a questo fondo un’ora di lavoro.

Il corrispettivo di un’ora di lavoro da parte di tutti i dipendenti del Comune di Sassuolo andrebbe a costituire un fondo di poche migliaia di euro, una cifra che difficilmente potrà essere di grande aiuto ai lavoratori di un’area tra le più colpite dalla  crisi economica.

Posta in questi termini, la proposta dell’assessore Barbieri rischia di non dare risposte concrete e allo stesso tempo di insinuare il messaggio fuorviante che i lavoratori comunali siano privilegiati, per il semplice fatto che il 90% ha un contratto di lavoro a tempo indeterminato in un momento in cui la precarietà e l’insicurezza sociale sono ormai la normalità, mettendo in secondo piano che anche i dipendenti pubblici hanno stipendi mensili che vanno in media dai 950 ai 1.300 euro, cifra con la quale si arriva a fatica a fine mese.

Quello che però a noi interessa sottolineare è che i problemi economici e sociali derivanti dalla crisi non si affrontano con proposte demagogiche ed estemporanee.

La Cgil chiede, inascoltata, dall’inizio della crisi, il prolungamento della cassa integrazione da 52 a 104 settimane e l’aumento anche economico del sistema degli ammortizzatori sociali.

Chiede inoltre da molto tempo una riduzione del carico fiscale su lavoratori dipendenti e pensionati e una decisa lotta all’evasione fiscale, che sarebbe sicuramente fondamentale per recuperare risorse pubbliche per uscire dalla crisi.

Le recenti notizie sul fatto che metà dei contribuenti italiani dichiara redditi inferiori ai 15.000 euro fa riflettere su quanto esteso sia il fenomeno dell’evasione fiscale.

Su una cosa si può essere d’accordo con il Comune di Sassuolo: le risorse a disposizione degli Enti locali sono sempre meno, ed è veramente difficile dare risposte concrete ai tanti bisogni della cittadinanza.

Perché l’assessore non istituisce un tavolo a cui invitare anche le associazioni datoriali per concordare in quale modo, anche le aziende del settore privato, possono contribuire a reperire risorse?

Quando saremo chiamati all’annunciato confronto discuteremo, come sempre facciamo per problemi riguardanti i lavoratori, e daremo un contributo a trovare soluzioni, evitando di illudere le ormai migliaia di famiglie sull’orlo della disperazione.

Riproporremo di ridiscutere in modo serio i criteri per individuare i lavoratori e le famiglie a cui finalizzare gli aiuti, compresi il progetto Epochè, i tirocini formativi, i contributi all’abitare, al fine di privilegiare  il bisogno vero di chi abita in questa città.

E’ inaccettabile escludere da un contributo sulla base dell’anzianità di residenza o formulare delle graduatorie sempre legate alla residenza piuttosto che ad un’attenta valutazione del bisogno.

In questo modo si discriminano tutti coloro che magari hanno più bisogno di altri di essere aiutati. Questo riguarda certamente tutti gli immigrati, i lavoratori meridionali, e più in generale, tutti quei lavoratori che, nati o cresciuti in questo distretto, solo da poco tempo abitano a Sassuolo perché hanno comprato casa o perché hanno affittato un alloggio in questa città.

 

 

Francesco Cancilla, coordinatore Cgil Sassuolo

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