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PROPOSTA PER NUOVE
REGOLE DI DEMOCRAZIA E RAPPRESENTANZA
Diritti nel lavoro e democrazia sindacale sono sempre stati elemento
determinante della qualità della democrazia del nostro Paese.
Con la conquista dello Statuto dei Lavoratori e con la successiva
battaglia per la sua applicazione, diritti e democrazia riuscirono a
varcare i cancelli dei luoghi di lavoro.
L'affermarsi dei diritti sindacali nei luoghi di lavoro contribuì a
dare vita ad una importante stagione di democrazia, partecipazione e
diritti sociali nel Paese.
Anche oggi si pone 1' esigenza, non più rinviabile, di dare certezza
alle lavoratrici e ai lavoratori, di poter contare e decidere sulle
proprie condizioni.
Un eventuale accordo tra sindacati non può essere sostitutivo di una
normativa legislativa, che ha la caratteristica di essere comunque
esigibìle dai lavoratori e dalle lavoratrici, anche nel caso di
dispareri tra le organizzazioni sindacali. Per queste ragioni la
CGIL riconferma la necessità di una legge su rappresentanza,
rappresentatività e democrazia sindacale e perseguirà in ogni caso
tale obiettivo.
La CGIL intende ricercare con CISL e UIL un accordo sui contenuti
della legge, come già avvenuto per il pubblico impiego, che
rappresenterebbe la condizione migliore per il suo ottenimento,.
Tale accordo ha lo scopo di realizzare un sostanziale avanzamento
nella costruzione di un processo unitario, democratico e
partecipativo, per l'affermazione della parità dei diritti e delle
garanzie democratiche per i lavoratori e le loro associazioni e per
la verifica della rappresentatività e della piena titolarità alla
rappresentanza.
La CGIL avanza pertanto le seguenti proposte , da realizzare in
parte per via legislativa e in parte per accordo tra organizzazioni
sindacali.
1. Generalizzazione dell'elezione delle RSU (Rappresentanze
sindacali Unitarie) in tutti ì luoghi di lavoro e contestuale
certificazione degli eletti, superando il concetto delle quote
riservate ai delegati nominati dalle OO.SS.; R.S.U. elette con voto
libero, segreto e con sistema proporzionale, dotate di poteri certi
di contrattazione in ambito aziendale e territoriale.
2. Deve essere assunta la prassi di eleggere delegazioni trattanti
certificate composte da RSU titolate a condurre con le OO.SS. la
contrattazione ed alle quali viene riconosciuto il diritto di voto
sui risultati conseguiti prima che essi siano sottoposti all'insieme
delle lavoratrici e lavoratori, nonché il diritto alla circolazione
di eventuali posizioni differenti.
3. L'insieme dei delegati e delle delegate eletti/e nelle RSU e
regolarmente certificati esprimono con voto la propria valutazione
di merito, rispetto a piattaforme e ipotesi di accordo. Tale
valutazione, unitamente a quella delle OO.SS., viene consegnata alle
assemblee dei lavoratori.
4. Le piattaforme e le ipotesi di accordo devono essere presentate
in tutti i luoghi di lavoro, discusse e votate in modo certificato
daì lavoratori e dalle lavoratrici in assemblea per la loro
convalida. L'esito del voto è vincolante per le OO.SS.
5. Le 00. SS. sono tenute ad indire la consultazione referendaria a
scrutinio segreto fra tutti i lavoratori e lavoratrici qualora essa
sia richiesta da una percentuale minima di lavoratrici e lavoratori
(che potrà variare da settore a settore) oppure da una percentuale
minima di delegati e delegate eletti e regolarmente certificati. La
consultazione referendaria sarà indetta anche qualora ne facesse
richiesta una delle Organizzazioni Sindacali Rappresentative.
E' altresì necessario realizzare una validazione democratica delle
piattaforme rivendicative e degli accordi raggiunti nella
contrattazione sociale territoriale.
La CGIL, in ogni caso, fino alla conquista della legge, considererà
vincolanti e applicherà questi principi nell'ambito dei propri
iscritti, rendendo cogente quanto già previsto dal proprio Statuto.
Democrazia e rappresentanza sindacale debbono essere diritti di
tutti i lavoratori e lavoratrici del Paese: per questo è necessario
estenderli anche nelle imprese sotto i 16 dipendenti, alle quali va
esteso l' art. 18 dello Statuto dei Lavoratori.
Gian Paolo Patta
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