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Ipotesi di ricerca sulle
condizioni di lavoro e performances delle imprese
nella industria e nei servizi commerciali nella provincia
di Modena
Obiettivo della ricerca
L’obiettivo della ricerca, così come
concordato con la segreteria della CDLT di Modena, e con il
contributo del prof. G. Solinas, sarà quello di studiare il
rapporto che intercorre tra le condizioni di lavoro e sua
qualità e le performances economiche ed innovative
delle imprese localizzate nella provincia di Modena, con
almeno 50 dipendenti nei settori manifatturieri, nella
grande distribuzione commerciale e nel comparto di
stoccaggio dei prodotti agricoli.
L’ipotesi da sottoporre a
verifica sul campo sarà quella di valutare se le condizioni
di lavoro e la qualità dello stesso, misurata in termini di
contenuto professionale, autonomia, partecipazione, accesso
alla formazione, ecc. si accompagnano a stili di gestione
del personale, a modelli organizzativi e relazioni
industriali innovativi. In particolare, da una parte sarà
posto l’accento sulle condotte d’impresa orientate alla
valorizzazione del lavoro e alle modalità di interazione con
esso, sia nella dimensione collettiva sia individuale,
dall’altra saranno evidenziate nell’analisi le connotazioni
del tessuto produttivo locale caratterizzate da una forte
divisione del lavoro tra imprese, in un’ottica distrettuale
che, come è noto, influenzano cultura organizzativa,
modalità di innovazione, mercato del lavoro interno ed
esterno alle imprese, ecc. In questo senso sarà opportuno
indagare i legami societari, produttivi e funzionali tra
imprese nella convinzione che è da essi, e non da strategie
isolate delle singole unità produttive, che dipendono i
processi innovativi e le migliori performances
dell’apparato produttivo.
Metodologia
Strumenti
1)Per
raggiungere tale scopo s’intende condurre un’indagine
campionaria somministrando un questionario chiuso alle
rappresentanze sindacali delle imprese oggetto d’indagine
sui seguenti punti:
a)
caratteristiche
generali dell’impresa (dimensione, ragione sociale, prodotto
e mercati, evoluzione del fatturato e di altri indicatori di
performances, ecc.);
b)
occupazione e
forme di flessibilità della manodopera e regimi
contrattuali;
c)
formazione
(destinatari, modalità, contenuti, frequenza,
contrattazione/incentivazione, ecc.);
d)
innovazioni
tecnologiche e di prodotto (innovazioni radicali o
incrementali, fonti delle innovazioni, rapporti con
fornitori e clienti, difficoltà nel processo innovativo,
rapporto con istituzioni, centri di ricerca ecc.);
e)
cambiamenti
organizzativi e del lavoro (politiche di esternalizzazione,
modalità di partecipazione a reti di subfornitura; pratiche
organizzative innovative: circoli di qualità, produzione di
gruppo, ecc; pratiche innovative di organizzazione
dell’attività lavorativa: rotazione di mansione, ampliamento
competenze, maggiore autonomia del lavoro individuale o di
gruppo, ecc.);
f)
condizione di
lavoro (valutazione dei cambiamenti nell’erogazione del
lavoro misurato su varie dimensioni: sicurezza, intensità,
autonomia, incentivazione, partecipazione, ecc.; analisi
della varie forme di flessibilità adottate e della
contrattazione aziendale ad esse relative, ecc.);
g)
relazioni
industriali (livello di coinvolgimento del sindacato sui
vari aspetti della strategia aziendale, contenuti della
contrattazione collettiva, presenza e materie di
contrattazione individuale, clima delle relazioni sindacali,
rapporto delle rappresentanze con i lavoratori, ecc.).
Lo schema proposto ricalca in
larga misura un questionario precedentemente sperimentato in
una ricerca promossa dall’Università di Ferrara
(coordinata dal prof P. Pini) in collaborazione con la
locale CDLT di Reggio Emilia nell’industria manifatturiera
reggiana. A tale proposito si sottolinea la rilevanza della
opportunità di effettuare, in una secondo momento, una
analisi comparata tra le due realtà territoriali, oltre al
vantaggio di usufruire di una metodologia già testata e
migliorabile.
Modalità
e campo di rilevazione
Sulla base della
ricostruzione con diverse fonti (ISTAT, IMPERO, ARCHIVI
SINDACALI RSU, ecc.) dell’universo delle imprese Modenesi
nei settori sopra citati e con almeno 50 dipendenti si
procederà all’estrazione di un campione statisticamente
significativo di imprese che abbiano una rappresentanza
sindacale, stratificato per classi di dimensione aziendale e
comparto produttivo. A questo proposito alleghiamo una stima
di valutazione dell’universo teorico di riferimento, sulla
base del Censimento del 2001, che tuttavia non potrà
costituire la base per l’estrazione del campione, in quanto
non tutte le imprese della rilevazione ISTAT sono dotate di
una rappresentanza sindacale. Sarà pertanto necessario
ricostruire l’universo di riferimento effettivo
costituito da unità locali in cui sia presente una
rappresentanza. In questo senso occorrerà ricorrere agli
archivi organizzativi della CDLT modenese.
Definite le unità
statistiche da intervistare la somministrazione dovrà
avvenire con l’assistenza di un rilevatore per la migliore
comprensione dei quesiti posti dal questionario che
comporterà un impegno temporale di almeno due ore per RSU.
Allo scopo di contenere i tempi ed il numero d’incontri, la
rilevazione potrebbe avvenire anche per gruppi di RSU su
base territoriale. In relazione alla dimensione campionaria
si può prevedere, anche sulla scorta di precedenti
esperienze, una numerosità campionaria prossima alle
duecento imprese, che comporterà una fase di rilevazione di
almeno quattro mesi.
Fasi successive alla
rilevazione
Correzione questionari,
imputazione questionari, elaborazione e stesura rapporto
finale. Queste fasi impegneranno un ricercatore Senior per
almeno sei mesi.
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