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FILCEM/CGIL, CONCLUSO IL CONGRESSO
RICONFERMATO SEGRETARIO OLINTO ARTIOLI


Si sono conclusi mercoledì 14 dicembre i lavori del 1° congresso provinciale fondativo della FILCEM/CGIL, il sindacato nato dalla fusione delle categorie FILCEA/CGIL e FNLE/CGIL che rappresenta i lavoratori della chimica, vetro, ceramica, gomma plastica, biomedicale, elettricità e gas-acqua.
L’assemblea congressuale ha eletto gli 80 componenti del Comitato Direttivo e ha confermato (con l’83% di voti a favore) il segretario uscente Olinto Artioli, 52 anni, alla guida della categoria nata lo scorso luglio come struttura di secondo livello. Il nuovo Comitato Direttivo ha inoltre confermato Patrizia Palmieri, Riccardo Regoti, Iames Cavallieri, Stefano Bassoli, Cesare Pignatti, in qualità di componenti la segreteria FILCEM/CGIL di Modena.

Artioli si è detto soddisfatto del dibattito congressuale che ha visto i contributi di funzionari e dirigenti sindacali – fra gli altri Giancarlo Straini della FILCEM nazionale, Maurizio Dondi della CGIL di Modena, Stefano Vanni della FILCEM regionale - numerosi interventi dei delegati, e le conclusioni di Manuela Gozzi della FILCEM regionale.
Nel dibattito si è riscontrato, ancor più che in passato, un elevato livello di condivisione del programma con cui la CGIL vuole contribuire a cambiare in meglio il paese, una CGIL che ha mostrato unità e coesione al proprio interno.

Fortissima è stata la denuncia rispetto alla situazione di declino che si registra nel paese. La ricetta neoliberista del Governo Berlusconi ha sbagliato due volte. Ha fatto inutilmente male ai lavoratori e ai pensionati. Non è servita a dare fiato alla economia.
Non sono affermazioni dei soliti “disfattisti” come li giudica il presidente del Consiglio (di fatto tutti coloro che non gli danno comunque e sempre ragione), ma sono posizioni espresse da tutti gli organismi, nazionali, europei e internazionali che periodicamente valutano lo stato di salute dell’economia e della tenuta sociale, ad evidenziare un’Italia che arretra rispetto agli altri paesi.

Oltre alle vertenze aperte, innumerevoli e complessi sono gli impegni che la categoria dovrà affrontare prossimamente. Sono da rinnovare tutti i principali contratti nazionali dei lavoratori dei settori chimico, elettricità, gas-acqua, energia e artigianato: le piattaforme rivendicative sono già state presentate e sono iniziate le trattative. Per il settore gomma plastica-biomedicale scade a fine anno la parte economica del contratto e a giugno 2006 scade il contratto dei ceramisti che riguarda a Modena 18.000 addetti. L’obiettivo di questi rinnovi sono aumenti salariali superiori all’inflazione programmata dal Governo, ridurre la precarietà e il ricorso agli appalti, tutelare la salute e sicurezza sul lavoro.

Dalle assemblee di base fino al congresso, la discussione ha posto forte attenzione al tema della precarietà , con la richiesta di una legislazione del mercato del lavoro diversa da quella che ha caratterizzato gli ultimi anni, cioè una nuova legislazione mirata a ridurre la precarietà e rivalorizzare il lavoro.

A fronte di importanti situazioni di crisi aziendali nella nostra provincia che stanno generando licenziamenti, l’obiettivo della FILCEM è di disporre di nuovi e più avanzati strumenti per formazione, riqualificazione e ricollocazione delle persone che perdono il lavoro. Sul versante delle politiche per l’innovazione e la ricerca, la FILCEM chiede che si creino positive sinergie all’interno dei distretti locali dove, in particolare nella ceramica, sono evidenti i segnali di una delocalizzazione produttiva con conseguente impoverimento del distretto.

Per quanto riguarda settori gas-acqua ed elettricità che occupano in provincia circa 1.100 addetti, la FILCEM è di fronte alle sfide generate dai processi di fusione (Meta-Hera), trasformazione e riorganizzazione che interessa le aziende multiservizio a valenza ambientale per effetto della liberalizzazione. Riorganizzazioni che comportano anche il trasferimento di personale a società diverse. Il sindacato ritiene che si debba andare al superamento delle piccole realtà frazionate e verso la creazione di poli aziendali interprovinciali, ed in prospettiva anche interregionali, ma con chiare finalità industriali a garanzia della qualità del servizio al cittadino utente e delle tutele occupazionali e dei trattamenti economico-normativo dei lavoratori.
La FILCEM seguirà con estrema attenzione la riorganizzazione di aziende multiservizio come Aimag e Sat per garantire tutele e sviluppo di nuova occupazione.

 


Modena, 12/12/2005


comunicato stampa


FILCEM/CGIL A CONGRESSO
I° congresso provinciale fondativo
13-14 dicembre 2005
salone “Corassori” CGIL Modena (piazza Cittadella 36)



Al via domani i lavori congressuali che sanciranno ufficialmente la nascita della FILCEM/CGIL in rappresentanza dei lavoratori modenesi della ceramica-chimica, gomma-plastica, elettricità e gas-acqua. La nascita della FILCEM provinciale, costituita formalmente a Modena come struttura di secondo livello nel luglio scorso, porterà al definitivo scioglimento delle categorie FILCEA e FNLE che confluiranno in essa.
I lavori del 1° congresso costitutivo della FILCEM/CGIL provinciale si aprono domani pomeriggio martedì 13 dicembre alle ore 14.30 (e sino alle 18) con il rapporto di attività del segretario in carica Olinto Artioli e proseguono con i saluti degli ospiti invitati: rappresentanti di categoria di CISL e UIL, delle istituzioni e delle associazioni economiche.
Il lavori proseguono l’intera giornata di mercoledì 14 dicembre (inizio ore 9.30) con il dibattito e le conclusioni intorno alle ore 12 di Manuela Gozzi segretario regionale FILCEM/CGIL. Nel pomeriggio, dopo la pausa pranzo, sono previsti l’espletamento delle pratiche congressuali, l’elezione degli organismi dirigenti di categoria e l’elezione dei delegati alle istanze congressuali superiori.

Ai lavori congressuali partecipano Maurizio Dondi della segreteria provinciale CGIL, Giancarlo Straini della segreteria FILCEM/CGIL nazionale e 160 delegati eletti (nella proporzione di 1 delegato ogni 50 iscritti) nelle 250 assemblee svolte da metà ottobre nei luoghi di lavoro sul territorio provinciale rivolte ad una platea di 6.150 iscritti (al 31.12.04).

La nuova Federazione che nascerà formalmente dal congresso, darà vita ad un soggetto più grande e con più forte potere contrattuale a difesa dei diritti dei lavoratori.
In relazione al settore chimico-ceramico, la Federazione sarà impegnata nel duplice versante dei rinnovi contrattuali e della gestione delle crisi aziendali che stanno interessando il comparto ceramico e il biomedicale. A metà del prossimo anno scadono infatti tutti i principali contratti di categoria e da gennaio 2006 la FILCEM sarà particolarmente coinvolta nella elaborazione della piattaforma per il rinnovo del contratto nazionale del settore ceramico che interessa 18.000 addetti del distretto sassolese, sui 30.000 a livello nazionale. Il sindacato rivendica aumenti oltre l’inflazione per un reale recupero del potere d’acquisto dei lavoratori, e misure di salvaguardia e rilancio del distretto ceramico attraverso intese con le associazioni datoriali. Le richieste si concentreranno, da un lato, sulla salvaguardia dell’occupazione per gestire la riconversione-ricollocazione degli esuberi puntando su riqualificazione e formazione professionale. Dall’altro, sulle politiche per l’innovazione e la ricerca creando positive sinergie fra tutti i comparti della filiera produttiva, dalle imprese del settore meccatronico, alle smalterie sino ai produttori finali di piastrelle.
Prioritaria rimane poi nell’azione della categoria, la valorizzazione dei delegati attraverso la formazione sindacale classica e quella su prevenzione e sicurezza nei luoghi di lavoro.

Per quanto riguarda i settori gas-acqua ed elettricità che occupano a Modena e provincia circa 1.100 addetti, il sindacato è di fronte alle sfide poste dai processi di fusione (Meta-Hera), trasformazione e riorganizzazione (è prossimo il trasferimento di parte della rete provinciale Enel a Meta con relativo personale che ammonta a 42 addetti) che interessano le aziende multiservizio a valenza ambientale per effetto della liberalizzazione.
Il sindacato sostiene il superamento delle piccole realtà frazionate e la creazione di poli aziendali interprovinciali, e in prospettiva anche interregionali, ma con chiare finalità industriali a garanzia della qualità del servizio al cittadino-utente e delle tutele occupazionali e dei trattamenti economico-normativi dei lavoratori.
La riorganizzazione di aziende multiservizio come Aimag e Sat con l’ingresso di nuovi partner tecnologici/economici (per effetto delle disposizioni sulla realizzazione dei cicli integrati di acqua-gas-rifiuti) è seguita con attenzione dal sindacato per garantire tutele e sviluppo di nuovi posti di lavoro.