|
Inizio
FILTEA/CGIL,
CONCLUSO IL CONGRESSO
RICONFERMATO SEGRETARIO GIANNI MAZZONI
Si è concluso venerdì 2 dicembre il 10° congresso provinciale del
sindacato tessile-abbigliamento FILTEA/CGIL. L’assemblea ha
confermato il segretario uscente Gianni Mazzoni, 48 anni, alla guida
della FILTEA dal luglio 2004. Mazzoni ha ringraziato i delegati per
la sua riconferma e si è detto soddisfatto del dibattito che ha
accompagnato l’assise congressuale, arricchita dalla tavola rotonda
sul “Made in Italy” e conclusa dal segretario nazionale Valeria
Fedeli. Oltre all’Ordine del giorno a favore della lotta dei
meccanici per il rinnovo contrattuale, la categoria ha poi ribadito
l’importanza della legge 194 (sull’interruzione volontaria di
gravidanza) respingendo gli attacchi rivolti a condizionarne
l’applicazione.
La FILTEA conferma la propria azione per il rilancio del settore
tessile con politiche industriali concrete che portino alla
valorizzazione dei prodotti italiani attraverso l’etichettatura
obbligatoria che ne renda possibile la tracciabilità,
accompagnandola con politiche di repressione per chi non rispetta le
norme. Per evitare la competizione stritolante “da costi”, si
propongono misure che puntino sulla qualità, quali l’incentivazione
alla ricerca e all’innovazione, l’aiuto all’internazionalizzazione
delle imprese, la crescita dimensionale delle aziende, la formazione
continua dei lavoratori, sia sul posto di lavoro che per favorire il
passaggio a nuovi settori a più alto tasso di specializzazione
Rispetto all’estendersi del lavoro nero e sommerso, al non rispetto
di leggi e contratti, la categoria si batterà per l’adozione di
misure più significative nei confronti delle aziende che
somministrano lavoro senza il rispetto di norme e contratti, fino
alla confisca delle merci quando si riscontrano laboratori
irregolari.
Rispetto all’estensione della cassa integrazione agli addetti delle
aziende artigiane con meno di 15 dipendenti, il sindacato è
impegnato a rivendicare il pagamento urgente degli importi già
finanziati la cui erogazione è in forte ritardo mettendo in crisi i
redditi familiari delle lavoratrici. che spesso attendono da quasi 2
anni il dovuto.
Di fronte ad un quadro complesso del settore, la FILTEA/CGIL avanza
una serie di proposte alle parti sociali per il rilancio delle
attività industriali in loco, per la formazione continua degli
addetti, la lotta alla precarietà del lavoro (cancellazione legge
30), perché si vada a posizioni condivise come quelle contenute nei
documenti in fase di firma con Confindustria e con la Provincia, o a
strumenti di confronto come il Tavolo per l’Economia di Carpi.
FILTEA/CGIL A CONGRESSO
X° congresso provinciale
1-2 dicembre 2005
auditorium “Giorgio Fini” c/o Centro Famiglie Gesù di Nazareth (via
Formigina 319, Modena)
In una settimana densa di appuntamenti congressuali, prende il via
il 1 e 2 dicembre anche il 10° congresso provinciale del sindacato
tessile-abbigliamento FILTEA/CGIL.
Apre i lavori nel pomeriggio del 1° dicembre alle ore 14 la tavola
rotonda sul Made in Italy con numerosi rappresentanti del mondo
imprenditoriale, sindacale, economico-finanziario e istituzionale,
che si confronteranno sui temi della competitività e del rilancio
delle imprese tessili modenesi.
I lavori continuano nell’intera giornata di venerdì 2 dicembre con
la relazione del segretario in carica Gianni Mazzoni e l'intervento
di Domenico D’Anna della segreteria provinciale CGIL. Conclusioni
intorno alle ore 16 di Valeria Fedeli segretaria generale nazionale
FILTEA/CGIL. A seguire le votazioni e le procedure congressuali, e
l’elezione dei nuovi organismi dirigenti di categoria.
Partecipano al congresso, oltre agli invitati, i 35 delegati in
rappresentanza dei 4.305 iscritti (dati 31.12.04) eletti nelle 91
assemblee svolte da metà ottobre nei luoghi di lavoro di tutta la
provincia, con una partecipazione nelle assemblee di 1.609 iscritti
su 2.847 convocati (essendo molti iscritti attualmente disoccupati o
in mobilità).
La tavola rotonda “Made in Italy: le nuove frontiere della
competizione e le strategie di rilancio e sviluppo” (giovedì 1°
dicembre, ore 14) ruota intorno a temi cruciali delle politiche
industriali oggetto del dibattito interno alla categoria. A parlare
di rilancio della competitività delle aziende tessili modenesi sono
chiamati Marco Marchi titolare della Liu-Jo e componente di Giunta
di Confindustria, Vanni Po titolare della Tessilpo e presidente di
Cna-Federmoda di Modena, Chen Xiangxiao imprenditore tessile cinese
e collaboratore del consorzio Spinner per l’emersione del lavoro
irregolare, Simone Sidoti imprenditore e stilista del brand A-Style,
la ricercatrice Daniela Bigarelli, Francesco Silingardi responsabile
finanziario della filiale di Carpi della Banca Popolare dell’Emilia-Romagna,
l’assessore provinciale alle Attività Produttive Morena Diazzi e il
segretario della FILTEA/CGIL nazionale Valeria Fedeli. Introduce
Gianni Mazzoni della FILTEA provinciale e modera la tavola rotonda
Paolo Tomassone giornalista economico dell’Agenzia Dire e
collaboratore del Sole 24 Ore.
Il tema della competitività delle settore tessile e delle produzioni
Made in Italy è quanto mai attuale e urgente, se si considera la
profonda crisi che attanaglia il settore almeno da un decennio con
il ridimensionamento di molte aziende medio-grandi, la chiusura e
l'ulteriore polverizzazione di piccole imprese con meno di 10
addetti, con la forte espulsione di manodopera, prevalentemente
femminile, che fatica a ricollocarsi in modo stabile e qualificato.
La FILTEA/CGIL rivendica il rilancio del settore attraverso una
maggiore spinta all’innovazione, alla formazione di nuove
professionalità e riqualificazione occupazionale, le aggregazioni
tra imprese, l'internalizzazione sui nuovi mercati di sbocco e le
attività promozionali all’estero, la tracciabilita del prodotto con
l’etichettatura di origine anche a tutela del consumatore, il
sostegno da parte del sistema bancario agli investimenti nell’intera
filiera tessile. Interventi che debbono poi accompagnarsi a nuovi
ammortizzatori sociali per i lavoratori espulsi, alla lotta al
lavoro irregolare e alle contraffazioni dei marchi.
Investita in pieno dalla crisi del settore, la categoria ha dovuto
affrontare in questi 4 anni non poche crisi aziendali, gestite con
l’obiettivo di coniugare competizione e diritti, con attenzione al
mantenimento delle attività industriali e alla difesa dei livelli
occupazionali, nonché alla riqualificazione delle competenze.
Rivendicando sempre il mantenimento del know how aziendale -
progettuale, creativo e produttivo - a livello locale,
contrapponendosi alle scelte di delocalizzazione e della semplice
commercializzazione del prodotto sempre più frequenti tra gli
imprenditori.
Fra le più recenti conquiste della categoria, unitariamente a CISL e
UIL, anche l’estensione della cassa integrazione agli addetti delle
aziende artigiane con meno di 15 dipendenti, di cui si rivendica la
piena attuazione, oggi purtroppo a rilento per il ritardo
nell’erogazione dei fondi da parte del Governo e degli Enti
regionali.
La Categoria - pur impegnata in difficili trattative di crisi
aziendali per la difesa dei posti di lavoro in un settore che a
livello provinciale vanta ancora 16.000 addetti di cui la metà nel
settore artigiano - ha portato avanti (anche se in quantità più
contenute rispetto agli anni passati) una significativa e
qualificata contrattazione integrativa soprattutto nelle imprese che
meglio hanno retto il mercato.
I contratti aziendali rinnovati sono stati 25 e hanno coinvolto
circa 6.000 addetti del settore industriale. Tra i più significativi
Simint, Spw Sportware, Filte Tintoria.


|