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CGIL - XV Congresso

Testi sintetizzati da leggere in caso di assenza del presentatore di una delle tesi alternative

  Sintesi Tesi 8 - primo firmatario G. Epifani
  Sintesi Tesi 8A - primo firmatario G. Rinaldini
  Sintesi Tesi 9 - primo firmatario G. Epifani
  Sintesi Tesi 9A - primo firmatario G. P. Patta
  Sintesi Tesi 9B - primo firmatario G. Rinaldini
 
 

SINTESI TESI 8 (primo firmatario G. Epifani)

LE POLITICHE CONTRATTUALI

La nostra proposta sulle politiche contrattuali non può prescindere da quanto avvenuto negli anni recenti:
- dinamica retribuzioni inferiore all’inflazione; sistematico ritardo rinnovi CCNL; mancata revisione degli inquadramenti del sistema parametrale e del meccanismo di calcolo dell’inflazione.
La contrattazione di secondo livello è stata prevalentemente insufficiente sui temi relativi a:
- organizzazione del lavoro; processi di trasformazione, ristrutturazione, esternalizzazione dei processi produttivi, si sono accentuate le differenze salariali tra donne e uomini.
In questo contesto la ricchezza si è spostata verso profitti e rendite a scapito delle retribuzioni, pertanto il sindacato deve mettere in campo una proposta di politica contrattuale, che abbia un carattere acquisitivo e non solo difensivo sia per le retribuzioni che per i diritti.
Il sistema di regole contrattuali deve essere unico per tutti i contratti pubblici e privati.
Il contratto nazionale rimane lo strumento universale indispensabile per la difesa e l’incremento del potere d’acquisto delle retribuzioni e per aumentare i salari contrattuali, nonché per garantire i diritti su tutto il territorio nazionale ed eliminare la dilagante precarietà del lavoro frutto delle norme di legge di questi ultimi anni.
La contrattazione decentrata va estesa e riqualificata a partire dai posti di lavoro. Non deve essere ridimensionata, ma al contrario deve rimanere centrale per fa si che i delegati e i lavoratori svolgano un ruolo effettivo e di negoziazione sull’organizzazione del lavoro, salute e sicurezza, orario riconoscimento della professionalità.
Va sviluppata la contrattazione territoriale, di sito, di distretto, di filiera al fine di estender la contrattazione decentrata a tutti i lavoratori. Pertanto bisogna sperimentare azioni intercategoriali fermo restando la titolarità contrattuale delle singole strutture e categorie. Nel contempo è necessario sviluppare un ruolo confederale di contrattazione sul territorio ed un livello sovranazionale europeo.
La CGIL considera vincolante la validazione certificata dei lavoratori e delle lavoratrici su tutto ciò che attiene alle piattaforme e agli accordi.


 

TESI 8A (primo firmatario G. Rinaldini)

LE POLITICHE CONTRATTUALI

· Il sistema di regole del 23 luglio ’93 è superato, di fatto è stato azzerato.
- Dal versante di un sistema di regole contrattuali come parte di una più generale intesa tra governo e rappresentanze sociali per la semplice ragione che le scelte attuate sono andate in direzione opposta: dal fisco, al mercato del lavoro, alla formazione, al sistema di sicurezza sociale, alla Bossi-Fini.
- Dal versante del sistema contrattuale perché la Confindustria ha sempre negato la possibilità di una crescita delle retribuzioni oltre l’inflazione e inoltre in questi ultimi anni l’inflazione programmata non è più stata un riferimento comune ma una scelta unilaterale di Governo e Confindustria per ridurre le retribuzioni reali.
L’insieme di queste questioni ci consegnano oggi la profonda crisi del sistema industriale e la fotografia sociale di un paese dove sono aumentate le disuguaglianze sociali e peggiorate le condizioni lavorative e retributive.
· La contrattazione di secondo livello è stata complessivamente insufficiente. I limiti più evidenti riguardano l’intervento su tutto ciò che attiene l’organizzazione del lavoro e i cambiamenti prodotti dai processi di trasformazione e di esternalizzazione delle imprese. Questo ha prodotto in diverse realtà una pratica di scambio tra aumenti retributivi totalmente variabili e peggioramento delle condizioni lavorative scaricandone eventualmente le condizioni più disagiate sui nuovi assunti con contratti a termine.
· Rilanciare funzione e ruolo della contrattazione che affermi la centralità del lavoro significa definire una struttura contrattuale in grado di determinare la possibilità di invertire l’attuale situazione. Questo deve essere l’obiettivo della nuova struttura contrattuale. Un sistema di regole eguale per tutti i lavoratori e le lavoratrici con la conferma di due livelli di contrattazione.
· Il ruolo del Contratto nazionale va rafforzato nel suo significato fondamentale di solidarietà e di emancipazione dell’insieme dei lavoratori e delle lavoratrici.
- Nella parte normativa per affermare processi di stabilizzazione dei rapporti di lavoro coerentemente con le posizioni assunte dalla Cgil per l’abrogazione delle legge 30 e una nuova legislazione sul lavoro. Per rafforzare il ruolo delle Rsu rifiutando qualsiasi ipotesi di superamento dell’orario settimanale con la gestione unilaterale da parte delle imprese della flessibilità, del tempo di lavoro.
- Nella parte retributiva è necessario affermare per il Contratto nazionale criteri di riferimento come il potere d’acquisto, l’andamento economico del settore, la produttività e la redistribuzione della ricchezza. Non si tratta di modificare l’inflazione programmata con un altro indice inflazionistico di riferimento quale può essere l’inflazione attesa e/o concordata che in quanto tale non può che essere definita a livello Confederale, ma di affermare esplicitamente criteri di riferimento che prevedano la possibilità di un aumento delle retribuzioni reali. Starà all’autonoma valutazione delle organizzazioni sindacali definire sulla base di questi criteri le rivendicazioni retributive, fermo restando l’obiettivo della crescita delle retribuzioni reali.
· La crescita del potere d’acquisto è determinata dall’insieme dell’intervento sulle politiche sociali (dal fisco al sistema di sicurezza sociale) ma ciò nulla toglie al fatto che le retribuzioni delle lavoratrici e dei lavoratori nel nostro paese sono di gran lunga inferiori a quelle dei paesi europei di riferimento.


 

SINTESI TESI 9 (primo firmatario G. Epifani)

LA PARTECIPAZIONE QUALE ASSE STRATEGICO PER RIPROGETTARE IL PAESE E I VALORI DELLA CONFEDERALITA’, DELL’AUTONOMIA, DELL’UNITA’

La società italiana ha bisogno di più partecipazione per rendere più forte la democrazia.
Occorre riattualizzare tutti i canali che hanno consentito, anni addietro, una grande e proficua stagione di partecipazione democratica, a livello istituzionale, politico e sociale.
Nei luoghi di lavoro la democrazia e la partecipazione rappresentano l’asse strategico per definire nuovi assetti di potere.
Allo stesso modo occorre operare su tre fronti assolutamente distinti: estendere la contrattazione; completare l’elezione dei Rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza e di quelli territoriali, e generalizzare le Rappresentanze sindacali unitarie; conquistare nuove forme di partecipazione.
Nel sindacato occorre definire le forme della partecipazione democratica degli iscritti dell’insieme delle lavoratrici e dei lavoratori alle scelte che compie.
Questo accordo endosindacale è urgente.
La Cgil conferma il suo impegno a ricercare l’accordo unitario a che intervenga una specifica legislazione che può essere di recepimento dell’accordo stesso.
E’ altresì necessario riflettere sulle forme di validazione democratica delle piattaforme rivendicative e delle intese in tema di contrattazione sociale sul territorio.
Più partecipazione e più politica per il sindacato significano necessariamente anche più confederalità.
Un’idea alta di confederalità s’invera dentro una progettualità che ne definisca con precisione l’identità e la proposta politica.
Il formarsi di schieramenti politico-programmatici fra loro alternativi rende, infatti, ancor più indispensabile la definizione di un progetto sindacale con il quale interloquire.
La stessa unità sindacale non può prescindere dalla costruzione di un progetto comune.
Lo stesso insopprimibile pluralismo fra le Confederazioni, se non si misura con questa ricerca comune, anziché rappresentare una ricchezza, rischia di costituire un ostacolo insormontabile.
Per questo avanziamo a Cisl e Uil la proposta di lavorare assieme alla definizione di una Carta programmatica dei valori del sindacato confederale.


 

SINTESI Tesi 9A (primo firmatario Gian Paolo Patta)

PROPOSTA PER NUOVE REGOLE DI DEMOCRAZIA E RAPPRESENTANZA PER RILANCIARE I VALORI DELLA CONFEDERALITA’, L’AUTONOMIA E L’UNITA’
La Tesi 9A modifica solo il punto 1.4 su democrazia e rappresentanza sindacale.
Democrazia e Rappresentanza sindacale debbono essere diritti di tutti, per questo vanno estesi anche alle azienda al di sotto dei 16 dipendenti alle quali va anche esteso l’art.18 dello Statuto dei Lavoratori.
La CGIL riconferma la necessità di una legge su rappresentanza, rappresentatività e democrazia sindacale cercando un accordo con CISL e UIL sui contenuti che
non può essere però sostitutivo della legge la quale è esigibile dai lavoratori anche in caso di disaccordo tra le organizzazioni sindacali.
La Cgil avanzerà comunque cinque proposte:
1 - generalizzazione dell’elezione delle Rsu in tutti i luoghi di lavoro
2 - delegazioni trattanti composte da RSU e organizzazioni sindacali
3 – I delegati e le delegate delle RSU esprimono la propria valutazione su piattaforme ed accordi che viene portata alle assemblee unitamente a quella delle organizzazioni sindacali
4 - Piattaforme ed Accordi debbono essere presentate e discusse in tutti i luoghi di lavoro, votate delle lavoratrici e dai lavoratori. L’esito del voto è vincolante per le Organizzazioni Sindacali
5 - Le organizzazioni sindacali sono tenute ad indire una consultazione referendaria qualora essa sia richiesta da una percentuale minima di lavoratri e lavoratori oppure da una delle organizzazioni sindacali rappresentative
in ogni caso, fino alla conquista della legge, la CGIL applicherà tali principi rendendo vincolante quanto già previsto nello Statuto.
Per le lavoratrici e lavoratori dei servizi di rilevanza pubblica va garantito l’effettivo diritto all’esercizio dello sciopero riconducendo le limitazioni ai veri servizi essenziali.


 

TESI 9B (primo firmatario G. Rinaldini)

LA PARTECIPAZIONE QUALE ASSE STRATEGICO PER RIPROGETTARE IL PAESE E I VALORI DELLA CONFEDERALITA’, DELL’AUTONOMIA, DELL’UNITA’

La società italiana ha bisogno di più partecipazione per rendere più forte la democrazia. Occorre riattualizzare tutti i canali che hanno consentito, anni addietro, una grande e proficua stagione di partecipazione democratica, a livello istituzionale, politico e sociale.
Nei luoghi di lavoro la democrazia e la partecipazione rappresentano l’asse strategico per definire nuovi assetti di potere a favore dei lavoratori e delle lavoratrici. La centralità e l’estensione dei diritti per tutti i lavoratori e lavoratrici, decisa dall’ultimo Congresso, rappresenta l’orizzonte della nostra iniziativa per la riunificazione del lavoro. La Cgil sostiene la necessità di una legislazione che affermi l’elezione dei rappresentanti sindacali aziendali su base proporzionale e la validazione di piattaforme e accordi come un diritto democratico delle lavoratrici e dei lavoratori. Per la Cgil questo costituisce a tutti i livelli un vincolo della propria pratica contrattuale. Le regole legislative oggi vigenti nel pubblico impiego costituiscono un importante riferimento, che va completato con lo strumento del referendum. In questo contesto è necessario definire con le altre organizzazioni sindacali forme e modalità di un percorso democratico unitario.
Più partecipazione e più politica per il sindacato significano necessariamente anche più confederalità. Un’idea alta di confederalità s’invera dentro una progettualità che ne definisca con precisione l’identità e la proposta politica. Tale progettualità rappresenta, altresì, condizione per l’autonomia del sindacato. Progettualità e democrazia sono alla base della scelta dell’autonomia come indipendenza politica e culturale. Nel rapporto con il potere politico il sindacato può avere governi avversari, ma non può avere governi amici a cui delegare le proprie funzioni.
La stessa unità sindacale non può prescindere dalla costruzione di un progetto comune. Lo stesso insopprimibile pluralismo esistente fra le Confederazioni, se non si misura con questa ricerca comune, rischia di costituire un ostacolo insormontabile. Per questo avanziamo a Cisl e Uil la proposta di lavorare assieme alla definizione di una Carta programmatica dei valori del sindacato confederale