Sintesi Tesi 8 - primo firmatario G. Epifani
Sintesi Tesi 8A - primo firmatario G. Rinaldini
Sintesi Tesi 9 - primo firmatario G. Epifani
Sintesi Tesi 9A - primo firmatario G. P. Patta
Sintesi Tesi 9B - primo firmatario G. Rinaldini
SINTESI TESI 8
(primo firmatario G. Epifani)
LE POLITICHE CONTRATTUALI
La nostra proposta sulle politiche contrattuali non può prescindere da
quanto avvenuto negli anni recenti:
- dinamica retribuzioni inferiore all’inflazione; sistematico ritardo
rinnovi CCNL; mancata revisione degli inquadramenti del sistema
parametrale e del meccanismo di calcolo dell’inflazione.
La contrattazione di secondo livello è stata prevalentemente
insufficiente sui temi relativi a:
- organizzazione del lavoro; processi di trasformazione,
ristrutturazione, esternalizzazione dei processi produttivi, si sono
accentuate le differenze salariali tra donne e uomini.
In questo contesto la ricchezza si è spostata verso profitti e rendite a
scapito delle retribuzioni, pertanto il sindacato deve mettere in campo
una proposta di politica contrattuale, che abbia un carattere
acquisitivo e non solo difensivo sia per le retribuzioni che per i
diritti.
Il sistema di regole contrattuali deve essere unico per tutti i
contratti pubblici e privati.
Il contratto nazionale rimane lo strumento universale indispensabile per
la difesa e l’incremento del potere d’acquisto delle retribuzioni e per
aumentare i salari contrattuali, nonché per garantire i diritti su tutto
il territorio nazionale ed eliminare la dilagante precarietà del lavoro
frutto delle norme di legge di questi ultimi anni.
La contrattazione decentrata va estesa e riqualificata a partire dai
posti di lavoro. Non deve essere ridimensionata, ma al contrario deve
rimanere centrale per fa si che i delegati e i lavoratori svolgano un
ruolo effettivo e di negoziazione sull’organizzazione del lavoro, salute
e sicurezza, orario riconoscimento della professionalità.
Va sviluppata la contrattazione territoriale, di sito, di distretto, di
filiera al fine di estender la contrattazione decentrata a tutti i
lavoratori. Pertanto bisogna sperimentare azioni intercategoriali fermo
restando la titolarità contrattuale delle singole strutture e categorie.
Nel contempo è necessario sviluppare un ruolo confederale di
contrattazione sul territorio ed un livello sovranazionale europeo.
La CGIL considera vincolante la validazione certificata dei lavoratori e
delle lavoratrici su tutto ciò che attiene alle piattaforme e agli
accordi.
TESI 8A (primo
firmatario G. Rinaldini)
LE POLITICHE CONTRATTUALI
· Il sistema di regole del 23 luglio ’93 è superato, di fatto è stato
azzerato.
- Dal versante di un sistema di regole contrattuali come parte di una
più generale intesa tra governo e rappresentanze sociali per la semplice
ragione che le scelte attuate sono andate in direzione opposta: dal
fisco, al mercato del lavoro, alla formazione, al sistema di sicurezza
sociale, alla Bossi-Fini.
- Dal versante del sistema contrattuale perché la Confindustria ha
sempre negato la possibilità di una crescita delle retribuzioni oltre
l’inflazione e inoltre in questi ultimi anni l’inflazione programmata
non è più stata un riferimento comune ma una scelta unilaterale di
Governo e Confindustria per ridurre le retribuzioni reali.
L’insieme di queste questioni ci consegnano oggi la profonda crisi del
sistema industriale e la fotografia sociale di un paese dove sono
aumentate le disuguaglianze sociali e peggiorate le condizioni
lavorative e retributive.
· La contrattazione di secondo livello è stata complessivamente
insufficiente. I limiti più evidenti riguardano l’intervento su tutto
ciò che attiene l’organizzazione del lavoro e i cambiamenti prodotti dai
processi di trasformazione e di esternalizzazione delle imprese. Questo
ha prodotto in diverse realtà una pratica di scambio tra aumenti
retributivi totalmente variabili e peggioramento delle condizioni
lavorative scaricandone eventualmente le condizioni più disagiate sui
nuovi assunti con contratti a termine.
· Rilanciare funzione e ruolo della contrattazione che affermi la
centralità del lavoro significa definire una struttura contrattuale in
grado di determinare la possibilità di invertire l’attuale situazione.
Questo deve essere l’obiettivo della nuova struttura contrattuale. Un
sistema di regole eguale per tutti i lavoratori e le lavoratrici con la
conferma di due livelli di contrattazione.
· Il ruolo del Contratto nazionale va rafforzato nel suo significato
fondamentale di solidarietà e di emancipazione dell’insieme dei
lavoratori e delle lavoratrici.
- Nella parte normativa per affermare processi di stabilizzazione dei
rapporti di lavoro coerentemente con le posizioni assunte dalla Cgil per
l’abrogazione delle legge 30 e una nuova legislazione sul lavoro. Per
rafforzare il ruolo delle Rsu rifiutando qualsiasi ipotesi di
superamento dell’orario settimanale con la gestione unilaterale da parte
delle imprese della flessibilità, del tempo di lavoro.
- Nella parte retributiva è necessario affermare per il Contratto
nazionale criteri di riferimento come il potere d’acquisto, l’andamento
economico del settore, la produttività e la redistribuzione della
ricchezza. Non si tratta di modificare l’inflazione programmata con un
altro indice inflazionistico di riferimento quale può essere
l’inflazione attesa e/o concordata che in quanto tale non può che essere
definita a livello Confederale, ma di affermare esplicitamente criteri
di riferimento che prevedano la possibilità di un aumento delle
retribuzioni reali. Starà all’autonoma valutazione delle organizzazioni
sindacali definire sulla base di questi criteri le rivendicazioni
retributive, fermo restando l’obiettivo della crescita delle
retribuzioni reali.
· La crescita del potere d’acquisto è determinata dall’insieme
dell’intervento sulle politiche sociali (dal fisco al sistema di
sicurezza sociale) ma ciò nulla toglie al fatto che le retribuzioni
delle lavoratrici e dei lavoratori nel nostro paese sono di gran lunga
inferiori a quelle dei paesi europei di riferimento.
SINTESI TESI 9
(primo firmatario G. Epifani)
LA PARTECIPAZIONE QUALE ASSE STRATEGICO PER RIPROGETTARE IL PAESE E I
VALORI DELLA CONFEDERALITA’, DELL’AUTONOMIA, DELL’UNITA’
La società italiana ha bisogno di più partecipazione per rendere più
forte la democrazia.
Occorre riattualizzare tutti i canali che hanno consentito, anni
addietro, una grande e proficua stagione di partecipazione democratica,
a livello istituzionale, politico e sociale.
Nei luoghi di lavoro la democrazia e la partecipazione rappresentano
l’asse strategico per definire nuovi assetti di potere.
Allo stesso modo occorre operare su tre fronti assolutamente distinti:
estendere la contrattazione; completare l’elezione dei Rappresentanti
dei lavoratori per la sicurezza e di quelli territoriali, e
generalizzare le Rappresentanze sindacali unitarie; conquistare nuove
forme di partecipazione.
Nel sindacato occorre definire le forme della partecipazione democratica
degli iscritti dell’insieme delle lavoratrici e dei lavoratori alle
scelte che compie.
Questo accordo endosindacale è urgente.
La Cgil conferma il suo impegno a ricercare l’accordo unitario a che
intervenga una specifica legislazione che può essere di recepimento
dell’accordo stesso.
E’ altresì necessario riflettere sulle forme di validazione democratica
delle piattaforme rivendicative e delle intese in tema di contrattazione
sociale sul territorio.
Più partecipazione e più politica per il sindacato significano
necessariamente anche più confederalità.
Un’idea alta di confederalità s’invera dentro una progettualità che ne
definisca con precisione l’identità e la proposta politica.
Il formarsi di schieramenti politico-programmatici fra loro alternativi
rende, infatti, ancor più indispensabile la definizione di un progetto
sindacale con il quale interloquire.
La stessa unità sindacale non può prescindere dalla costruzione di un
progetto comune.
Lo stesso insopprimibile pluralismo fra le Confederazioni, se non si
misura con questa ricerca comune, anziché rappresentare una ricchezza,
rischia di costituire un ostacolo insormontabile.
Per questo avanziamo a Cisl e Uil la proposta di lavorare assieme alla
definizione di una Carta programmatica dei valori del sindacato
confederale.
SINTESI Tesi 9A
(primo firmatario Gian Paolo Patta)
PROPOSTA PER NUOVE REGOLE DI DEMOCRAZIA E RAPPRESENTANZA PER RILANCIARE
I VALORI DELLA CONFEDERALITA’, L’AUTONOMIA E L’UNITA’
La Tesi 9A modifica solo il punto 1.4 su democrazia e rappresentanza
sindacale.
Democrazia e Rappresentanza sindacale debbono essere diritti di tutti,
per questo vanno estesi anche alle azienda al di sotto dei 16 dipendenti
alle quali va anche esteso l’art.18 dello Statuto dei Lavoratori.
La CGIL riconferma la necessità di una legge su rappresentanza,
rappresentatività e democrazia sindacale cercando un accordo con CISL e
UIL sui contenuti che
non può essere però sostitutivo della legge la quale è esigibile dai
lavoratori anche in caso di disaccordo tra le organizzazioni sindacali.
La Cgil avanzerà comunque cinque proposte:
1 - generalizzazione dell’elezione delle Rsu in tutti i luoghi di lavoro
2 - delegazioni trattanti composte da RSU e organizzazioni sindacali
3 – I delegati e le delegate delle RSU esprimono la propria valutazione
su piattaforme ed accordi che viene portata alle assemblee unitamente a
quella delle organizzazioni sindacali
4 - Piattaforme ed Accordi debbono essere presentate e discusse in tutti
i luoghi di lavoro, votate delle lavoratrici e dai lavoratori. L’esito
del voto è vincolante per le Organizzazioni Sindacali
5 - Le organizzazioni sindacali sono tenute ad indire una consultazione
referendaria qualora essa sia richiesta da una percentuale minima di
lavoratri e lavoratori oppure da una delle organizzazioni sindacali
rappresentative
in ogni caso, fino alla conquista della legge, la CGIL applicherà tali
principi rendendo vincolante quanto già previsto nello Statuto.
Per le lavoratrici e lavoratori dei servizi di rilevanza pubblica va
garantito l’effettivo diritto all’esercizio dello sciopero riconducendo
le limitazioni ai veri servizi essenziali.
TESI 9B (primo
firmatario G. Rinaldini)
LA PARTECIPAZIONE QUALE ASSE STRATEGICO PER RIPROGETTARE IL PAESE E I
VALORI DELLA CONFEDERALITA’, DELL’AUTONOMIA, DELL’UNITA’
La società italiana ha bisogno di più partecipazione per rendere più
forte la democrazia. Occorre riattualizzare tutti i canali che hanno
consentito, anni addietro, una grande e proficua stagione di
partecipazione democratica, a livello istituzionale, politico e sociale.
Nei luoghi di lavoro la democrazia e la partecipazione rappresentano
l’asse strategico per definire nuovi assetti di potere a favore dei
lavoratori e delle lavoratrici. La centralità e l’estensione dei diritti
per tutti i lavoratori e lavoratrici, decisa dall’ultimo Congresso,
rappresenta l’orizzonte della nostra iniziativa per la riunificazione
del lavoro. La Cgil sostiene la necessità di una legislazione che
affermi l’elezione dei rappresentanti sindacali aziendali su base
proporzionale e la validazione di piattaforme e accordi come un diritto
democratico delle lavoratrici e dei lavoratori. Per la Cgil questo
costituisce a tutti i livelli un vincolo della propria pratica
contrattuale. Le regole legislative oggi vigenti nel pubblico impiego
costituiscono un importante riferimento, che va completato con lo
strumento del referendum. In questo contesto è necessario definire con
le altre organizzazioni sindacali forme e modalità di un percorso
democratico unitario.
Più partecipazione e più politica per il sindacato significano
necessariamente anche più confederalità. Un’idea alta di confederalità
s’invera dentro una progettualità che ne definisca con precisione
l’identità e la proposta politica. Tale progettualità rappresenta,
altresì, condizione per l’autonomia del sindacato. Progettualità e
democrazia sono alla base della scelta dell’autonomia come indipendenza
politica e culturale. Nel rapporto con il potere politico il sindacato
può avere governi avversari, ma non può avere governi amici a cui
delegare le proprie funzioni.
La stessa unità sindacale non può prescindere dalla costruzione di un
progetto comune. Lo stesso insopprimibile pluralismo esistente fra le
Confederazioni, se non si misura con questa ricerca comune, rischia di
costituire un ostacolo insormontabile. Per questo avanziamo a Cisl e Uil
la proposta di lavorare assieme alla definizione di una Carta
programmatica dei valori del sindacato confederale