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DDL SICUREZZA/RITIRATA LA NORMA SUI PRESIDI SPIA, MA VERRA' POSTA LA FIDUCIA: I COMMENTI/ PROTESTA DELLE FORZE DI POLIZIA

   “Per iscriversi alla scuola dell’obbligo non sarà necessario presentare il permesso di soggiorno. Pertanto i presidi non potranno sapere se la famiglia dello studente è clandestina e non potranno fare la spia”. Con queste parole, ieri, al termine di una riunione fiume di maggioranza, il ministro della Difesa Ignazio La Russa ha spiegato i cambiamenti al ddl sicurezza all’esame dell’Aula della Camera. “E’ stata accolta la richiesta di Fini”, ha aggiunto il vicepresidente del gruppo Pdl alla Camera Italo Bocchino (da Rassegna.it del 5 maggio).
   La maggioranza ha dunque rinunciato alla norma sui presidi-spia recependo la contrarietà espressa da un ampio movimento di partiti, associazioni, sindacati, movimenti e dal presidente della Camera Fini.
   Per questa mattina, intanto, è convocato il Consiglio dei Ministri, che, ormai è certo, porrà la fiducia sul provvedimento (i voti di fiducia potrebbero essere addirittura tre), mentre le votazioni sono state rimandate alla prossima settimana.

   Riguardo al rinvio delle votazioni, Donatella Ferrante, capogruppo del Pd Commissione Giustizia della Camera, commenta così: “La maggioranza e il governo sono allo sbando, navigano a vista e improvvisano su un provvedimento che è un attacco frontale ai diritti fondamentali delle persone. Hanno soffocato il dibattito in commissione” prosegue “”invocando fantomatiche urgenze, mentre è ormai chiaro che la sola impellenza era quella di nascondere le tante divisioni interne. Il parlamento è oggi bloccato per le incertezze e le incoerenze della maggioranza e del governo che si sono dichiarati impreparati ad affrontare il dibattito in aula. E’ la dimostrazione che l’unità invocata oggi al termine del vertice di maggioranza era solo una foglia di fico dietro al quale si nascondono divisioni così profonde che potranno essere soffocate solo ricorrendo alla fiducia. E’ gravissimo”.
   Per Livia Turco, capogruppo Pd in commissione Affari sociali della Camera, “la maggioranza è allo sbaraglio su un provvedimento importante e delicato che coinvolge i diritti umani dei migranti. Non è bastato neanche l’ennesimo vertice tra Pdl e Lega per fargli trovare un accordo. …La massima confusione che regna nel Pdl e tra il Pdl e la Lega blocca i lavori del Parlamento. …Sarebbe gravissimo se per occultare lo stato confusionale in cui versa la maggioranza, il governo ponesse la questione di fiducia”.
   I deputati democratici Roberto Zaccaria e Linda Lanzillotta parlano di atto gravissimo “se il Governo presentasse un maxiemendamento in vista di una fiducia sulle parti più delicate e controverse del ddl sicurezza. …Siamo certi”, concludono, “che il Presidente della Camera, che già si è dimostrato sensibile al punto di reagire contro alcune delle norme più aberranti del testo, non vorrà consentire questa umiliazione della Camera dei Deputati”.
   Contro il ricorso alla fiducia si esprime pure il parlamentare dell’Udc Pierluigi Mantini con una dichiarazione all’Adnkronos.
    Paolo Ferrero, segratario nazionale del Prc, afferma che “abolendo la norma sui presidi-spia, la maggioranza di destra che governa il Paese ci ha risparmiato qualche elemento in più di odiosa inciviltà…Rimane in piedi il peggio, del decreto sicurezza, e cioè il reato di immigrazione clandestina, che impedirà una gestione regolare e nella regolarità dell’immigrazione in Italia, aumenterà il tasso di oscurità della clandestinità e ingrasserà lavoro nero ed evasione fiscale di padroni e padroncini”.

    Contro un’altra delle norme del ddl sicurezza, quella sulle ronde, sono tornate a protestare ieri mattina davanti a Montecitorio le forze di polizia (Siulp, Silp per la Cgil, Ugl, Anfp, Coisp e Uilps).

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