LA DELEGAZIONE ITALIANA ALLE ELEZIONI POLITICHE IN TURCHIA

All’appello lanciato dalla Società Civile Kurda e Turca e dal partito HDP, ha risposto una folta delegazione italiana formata da avvocati, giornalisti, insegnanti e sindacalisti, già impegnati in Associazioni Ong/Onlus che difendono da anni la lotta del popolo kurdo in Turchia. Associazioni di volontariato, come “verso il Kurdistan”, cui partecipa anche la Cgil di Modena, sostenendone progetti di solidarietà e cooperazione.

Insieme a tutte le delegazioni, provenienti dalla Francia, dalla Germania, dall’Inghilterra, dalla Catalogna, dalla Svizzera e dall’Australia, ci siamo incontrati a Diyarbakir, “capitale” della regione kurda in Turchia. Della Cgil modenese era presente Franco Zavatti.

Domenica 24 giugno, si sono svolte le elezioni politiche, già anticipate di oltre un anno dal Presidente Erdogan che ha voluto affrettare i tempi per praticare subito la “riforma autoritaria” che ha sempre voluto: usufruire della maggioranza necessaria a disporre del Parlamento a proprio piacimento, con l’eliminazione di qualsiasi controllo sull’operato del Governo, oltre a disporre del diritto di nomina dei Giudici e dei pubblici Ministeri per perpetrare la violenza operata con l’arresto di migliaia di cittadini e le condanne a centinaia di anni nei loro confronti, come avviene dai tempi del fallito golpe del luglio 2016, per migliaia di cittadini, avvocati, magistrati, giornalisti, accademici, operai e studenti, detenuti nelle carceri turche.

La campagna elettorale, accompagnata da centinaia di arresti di oppositori (almeno 200 nell’ultimo mese), ha procacciato meno del 50% dei voti al Partito di Erdogan, mentre, nonostante la diseguaglianza di mezzi per lo svolgimento di una campagna elettorale squilibrata tra le varie formazioni politiche – denunciate anche dalla delegazione OSCE – un buon risultato l’ha ottenuto il partito HDP il quale, nonostante i numerosi arresti subiti, ha superato il quorum – capestro del 10% per entrare in Parlamento con 68 deputati.

La presenza degli osservatori internazionali ha permesso la verifica delle numerose violazioni all’esercizio del diritto di voto, realizzate con l’uso dell’esercito e della Polizia per intimidire gli elettori fin dentro i seggi elettorali e dalle minacce praticate da persone qualificatesi come rappresentanti del partito di Erdogan che intimidivano chi si recava nei seggi, strappando di mano le schede elettorali e usandole per votare in loro vece.

Testimonianze in merito,le abbiamo raccolte passando nei tanti seggi da noi visitati.
In ben tre diversi seggi visitati dal gruppo comprendente il rappresentante della Cgil modenese, l’intervento della polizia ha portato al ripetuto ritiro del passaporto, poi restituito solo dopo lunga trattativa dell’avvocato che ci accompagnava.

Ciò è avvenuto in molti seggi della Provincia di Diyarbakir, dove alcuni rappresentanti della nostra delegazione si sono trovati a discutere con i Presidenti dei seggi della zona di Egil, Kayapinar, Lice o Kulp, dove hanno trovato molti soldati armati addirittura presenti all’interno dei seggi.

In alcuni casi, l’intervento nostro è stato efficace, grazie alla presenza per ogni gruppo che visitava i seggi di un avvocato e i soldati sono stati allontanati, ma in altri seggi, si è appreso successivamente, molte persone hanno subito minacce per la loro incolumità e molti rappresentanti delle delegazioni non sono stati fatti entrare, mentre altri hanno potuto verificare che persone accompagnate, come le donne, subivano il fatto che il loro accompagnatore sottraeva loro le schede ed entrava nella cabina al loro posto, o che alcune schede erano mancanti di regolare timbro del Servizio Elettorale. Questi casi li abbiamo riscontrati o ci sono stati raccontati direttamente, nei pressi dei seggi visitati.

Tutte le violazioni sono state denunciate al Comitato Supremo Elettorale e se ne aspettano gli esiti.

Erdogan, nel suo discorso di ringraziamento per la vittoria elettorale, ha usato parole molto dure per il futuro, minacciando ritorsioni contro qualsiasi opposizione al suo progetto dittatoriale, confermando, così, tutto il sistema usato per la campagna elettorale e nella domenica del voto, che possiamo definire “carica di irregolarità”.
L’attenzione e la vigilanza della Europa dovrà accrescere ben più che nel passato.

La nostra delegazione, tornata in Italia il 26 giugno ha portato con sé tutta la fiducia nell’operato dei democratici kurdi e turchi ed augura a tutti coloro che operano per il cambiamento della società turca, di poter continuare la propria difesa dei diritti umani e fondamentali.

Modena, 28/6/2018

Cgil Modena