CGIL Modena

DISTRETTO CERAMICO, BLOCCATO IL PROTOCOLLO SU SINERGIE TRA WELFARE AZIENDALE E TERRITORIALE

distretto ceramico

Purtroppo si è persa una grande occasione. Quella di arrivare alla firma di un protocollo di intesa tra i Comuni dell’Unione del distretto Ceramico, le organizzazioni Sindacali e le associazioni di Impresa, che avrebbe permesso un apporto alla contrattazione territoriale anche da parte del sistema produttivo.

Infatti, il protocollo, discusso in diversi incontri nell’ultimo anno, si riprometteva di uscire dal perimetro della singola impresa per integrare le esigenze del sistema territoriale, attraverso la contrattazione di secondo livello e lo sviluppo del welfare aziendale.
Ad esempio, durante la discussione erano emerse proposte per convogliare le risorse della contrattazione sul welfare aziendale, su pacchetti sanitari (visite specialistiche, prevenzione, check up, visite odontoiatriche) da svolgersi presso strutture sanitarie pubbliche o convenzionate, sostenendo in questo modo la rete dei servizi pubblici.
Anche sulla mobilità, si potrebbero contrattare agevolazioni aziendali per gli abbonamenti del trasporto pubblico per lavoratori e figli-studenti.
Si potrebbero ottenere agevolazioni da parte delle aziende a copertura delle spese sostenute dalle famiglie per servizi come scuola materna, asilo nido o per servizi per anziani non autosufficienti.

Il tema dell’integrazione tra welfare aziendale e servizi pubblici locali si sta approcciando in diversi territori a livello nazionale, attraverso un lavoro di integrazione sul territorio di diversi soggetti, pubblici e privati.

Nel distretto ceramico, questo percorso è iniziato da oltre un anno e ha portato a diversi incontri ed al coinvolgimento di quanti più attori possibili nel distretto, soprattutto grazie all’interesse ed alla partecipazione attiva dei comuni dell’Unione.
Si è cercato di trovare soluzioni innovative sotto il profilo sociale, in grado di leggere i bisogni del territorio, di valorizzare le risorse presenti nel contesto locale per definire obiettivi e finalità comuni e promuovere sinergie tra il welfare pubblico e quello privato.

Purtroppo la decisione di alcune associazioni di impresa hanno segnato una battuta d’arresto in questo faticoso processo.

La Cgil della zona di Sassuolo si augura che in un prossimo futuro si realizzi una riflessione profonda sulla necessità di non disperdere il lavoro fatto nell’ultimo anno, riprendendo il ragionamento interrotto per cogliere fino in fondo le potenzialità di un modello di welfare aziendale sempre più intrecciato ai bisogni che il territorio e, soprattutto chi lo abita, esprime.

Cgil Sassuolo

 

Sassuolo, 16/11/2018

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