ECONOMIA E LAVORO A MODENA: SEGNALI DI RALLENTAMENTO PRODUTTIVO E AUMENTO DEL RICORSO AGLI AMMORTIZZATORI SOCIALI

La Cgil di Modena lancia l’allarme: la nostra provincia negli ultimi mesi sta conoscendo una battuta di arresto sulla produzione industriale che porterà ad una situazione di incertezza nel 2024.

Infatti gli ultimi dati dell’Osservatorio Cgil (su dati Inps) sull’utilizzo degli ammortizzatori sociali in Emilia Romagna, mostrano una tendenza alla crescita dell’utilizzo dell’ammortizzatore stesso: nel distretto ceramico nelle ultime settimane sono diverse le aziende che chiedono gli esami congiunti per la Cigo, con un calo della produzione che si attesta attorno al 20% nel settore.

Questo fenomeno, lo riscontriamo anche e soprattutto nelle imprese artigiane dove registriamo un forte incremento delle domande di Fsba (ammortizzatore sociale delle imprese artigiane) specie da parte delle imprese del settore meccanico e tessile.

Non è un caso che i primi a pagare una contrazione economica siano le lavoratrici e i lavoratori dell’artigianato, perché spesso le aziende tendono a re-internalizzare una parte del lavoro dato in esterno in presenza di una diminuzione degli ordinativi e della produzione.
Inoltre nel settore delle piccole e medie imprese metalmeccaniche registriamo uno slittamento in avanti degli ordinativi produttivi previsti nell’anno.

Non sono solo i lavoratori dell’artigianato e delle piccole e medie imprese a pagare questi primi segnali di crisi, ma ad essi si aggiungono anche i molti lavoratori precari con contratti di somministrazione o tempi determinati che rappresentano sempre la prima valvola di sfogo nelle imprese quando c’è una contrazione produttiva. Questo per la Cgil è inaccettabile.

Tutto questo la dice lunga sulle politiche industriali e la mancanza di un disegno organico dell’Esecutivo che guida il paese. Se non si affrontano questi problemi relativi al posizionamento dell’Italia nella suddivisione internazionale del lavoro, l’unica alternativa per continuare a “campare” è quella di svalorizzare il lavoro, lo vediamo anche nella nostra provincia con appalti, esternalizzazioni e lavoro precario.

Perché più la filiera, la catena del valore si allunga, più le condizioni di chi lavora si abbassano, anche per quanto attiene la sicurezza sul lavoro. Per rafforzare e creare una nuova cultura del lavoro ed eliminare il dumping contrattuale occorre intervenire sulla legislazione nazionale, ma anche in ogni luogo di lavoro attraverso la contrattazione territoriale e integrativa.

Politiche industriali e lotta al lavoro povero e alla precarietà sono fra le rivendicazioni che caratterizzeranno le mobilitazioni e lo sciopero nazionale del 17 e del 24 novembre.

 

Roberta Orfello e Fernando Siena, Segreteria Cgil Modena

 

Modena, 6/11/2023