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	<title>CGIL - Confederazione Italiana Generale del Lavoro - Modena</title>
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	<description>Confederazione Italiana Generale del Lavoro - Modena</description>
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		<title>INALCA (GRUPPO CREMONINI) CONDANNATA PER ATTIVITÀ ANTISINDACALE</title>
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		<pubDate>Thu, 17 May 2012 13:26:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>fpinelli</dc:creator>
				<category><![CDATA[FLAI]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>

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		<description><![CDATA[Modena, 17 maggio 2012 Il tribunale del lavoro di Modena ha condannato l’Inalca Spa per attività antisindacale ex art.28 dello Stato dei Lavoratori su ricorso della Flai/Cgil patrocinata dai legali Giliani e Bertoni. Il ricorso è stato presentato contro la decisione unilaterale dell’Inalca sul mancato riconoscimento dell’ultrattività del Contratto Integrativo Aziendale (CIA) 2004-2008, stabilita dal [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Modena, 17 maggio 2012</p>
<p>Il tribunale del lavoro di Modena ha condannato l’Inalca Spa per attività antisindacale ex art.28 dello Stato dei Lavoratori su ricorso della Flai/Cgil patrocinata dai legali Giliani e Bertoni.</p>
<p>Il ricorso è stato presentato contro la decisione unilaterale dell’Inalca sul mancato riconoscimento dell’ultrattività del Contratto Integrativo Aziendale (CIA) 2004-2008, stabilita dal CCNL 2009 dell’industria alimentare. Infatti Inalca aveva proceduto ad erogare il Premio di Risultato (PdR) 2009 non in base al CIA firmato da tutti e tre i Sindacati e con i criteri previsti dal CCNL, ma in base ad un nuovo accordo separato firmato solo con la Uila/Uil, organizzazione sindacale che, all’epoca, era in netta minoranza all’’interno delle Rappresentanze Sindacali Unitarie (la Uila aveva 4 delegati su 11).</p>
<p>Il PdR stabilito con l’accordo separato, firmato dalla sola  Uila/uil, prevedeva un premio di risultato annuale di soli euro 100, oltre ad una erogazione liberale annua in buoni di benzina. Da evidenziare che questa azienda fattura oltre 1 miliardo di euro all’anno!</p>
<p>L’accordo separato fu sottoposto ad un referendum, indetto dalla sola Uila/Uil. Anche quel Referendum, per come si è svolto ed è stato organizzato, fu oggetto del ricorso giudiziario in quanto la Flai/Cgil modenese riteneva censurabile il comportamento tenuto dalla direzione aziendale Inalca che avrebbe interferito sull’esito del voto. Su questo aspetto l’antisindacalità dell’Inalca è stata decretata solo per quanto riguarda le affissioni di materiale sindacale.</p>
<p>La Flai/Cgil ha contestato il mancato rispetto dell’ultrattività del CIA 2004-2008 stabilita dal CCNL. Il giudice ha condannato l’Inalca per attività antisindacale e ha ordinato all’azienda di applicare il precedente accordo sindacale per l’erogazione del PdR 2009, da ricontrattare con i Sindacati ed ha inoltre condannato l’Inalca al pagamento di tutte le spese legali.</p>
<p>La decisione del Tribunale di Modena ripristina la gerarchia delle fonti ritenendo il CCNL non passibile di deroga, come nei fatti è accaduto con un accordo separato firmato da una sola organizzazione sindacale su tre e in netta minoranza fra i rappresentanti sindacali.</p>
<p>La determinazione della Flai/Cgil e dei suoi rappresentanti sindacali ha consentito il raggiungimento di questo importante risultato nell’interesse dei lavoratori, ma anche per la salvaguardia del valore del Contratto Nazionale di Lavoro.</p>
<p>Nei prossimi giorni la Flai/Cgil chiederà formalmente l’avvio del confronto sindacale per eseguire la Sentenza del Tribunale di Modena.</p>
<p><span><strong><em> </em></strong></span></p>
<p><span><strong><em> </em></strong></span></p>
<p><span><strong><em> </em></strong></span></p>
<p><span><strong><em>Umberto Franciosi, segretario sindacato agroindustria Flai/Cgil Modena</em></strong></span></p>
]]></content:encoded>
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		<title>SABATO 19 MAGGIO PRESENTAZIONE A MASSA FINALESE DEL LIBRO “UN MONUMENTO ALLE SPERANZE PERDUTE. STORIA NARRATA DEL SALUMIFICIO SAMIS BELLENTANI DI MASSA”</title>
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		<pubDate>Thu, 17 May 2012 12:55:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>fpinelli</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>

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		<description><![CDATA[Modena-Finale Emilia, 17 maggio 2012 Sfilano le vicende e le vite dei protagonisti che hanno fatto la storia del salumificio Samis-Bellentani, una delle più grande realtà industriali della Bassa Modenese fondata nel 1936 e dismessa nel 1981. Quarantacinque anni di storia industriale e sociale, una fotografia della Bassa, di una comunità e di un intero [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Modena-Finale Emilia, 17 maggio 2012</p>
<p>Sfilano le vicende e le vite dei protagonisti che hanno fatto la storia del salumificio Samis-Bellentani, una delle più grande realtà industriali della Bassa Modenese fondata nel 1936 e dismessa nel 1981.</p>
<p>Quarantacinque anni di storia industriale e sociale, una fotografia della Bassa, di una comunità e di un intero territorio. Una fotografia della prima industrializzazione in una realtà depressa a prevalente economica agricola e bracciantile, e delle lotte dei lavoratori negli Anni Settanta per tenere aperta un’impresa che nel periodo di maggior espansione arrivò ad occupare sino a 400 addetti. Un affresco che rivive nelle memorie di 17 testimoni, 11 uomini e 6 donne che lavorarono alla Bellentani, ma anche attraverso materiale documentario, fotografie d’epoca, volantini e documenti sindacali.</p>
<p>Questo e tanto altro vuole essere il <strong>libro</strong> “<strong>Un monumento alle speranze perdute. Storia narrata del salumificio Samis-Bellentani di Massa</strong>” a cura della professoressa <strong>Adriana Barbolini</strong>, pubblicato dal sindacato pensionati <strong>Spi/Cgil</strong> di Massa Finalese e Modena, con il patrocinio del Comune di <strong>Finale Emilia</strong>.</p>
<p>Il libro sarà presentato <strong>sabato</strong> prossimo, <strong>19 maggio</strong>, alle <strong>ore 15.30 presso la sala Meridiana</strong> (via per Mirandola) di <strong>Massa Finalese</strong> alla presenza di tutta la comunità. Lo Spi/Cgil ha spedito oltre 400 inviti a ex lavoratori e loro familiari.</p>
<p>Coordinano la presentazione del libro <strong>Luisa Zuffi</strong> segretario Spi/Cgil provinciale e <strong>Dino Panzetta</strong> della lega Spi/Cgil di Massa Finalese. Introduce la professoressa <strong>Adriana Barbolini</strong> curatrice del volume e collaboratrice scientifica del “progetto memoria” dello Spi di Modena, esperta in metodologia autobiografica e laboratori di scrittura.</p>
<p>Sono previsti interventi del sindaco di Finale Emilia <strong>Fernando Ferioli</strong>, di <strong>Umberto Franciosi</strong> segretario sindacato alimentaristi Flai/Cgil e del segretario della Cgil di Modena <strong>Donato Pivanti</strong>.</p>
<p>L’attrice modenese <strong>Irene Guadagnini</strong> proporrà letture recitate di brani tratti dal volume. In occasione della presentazione del libro sarà allestita, sempre nella sala Meridiana, la mostra di fotografie e documenti sindacali d’epoca tra gli Anni Cinquanta e Settata della Samis-Bellentani, a cura di <strong>Angelica Barberini </strong>e <strong>Margherita Beggi</strong>.</p>
<p>A tutti gli intervenuti all’iniziativa di sabato sarà offerta copia de volume. Al termine è previsto il rinfresco e gli invitati confermati sono già più di 200.</p>
<p>Il volume è disponibile presso le sedi sindacali ad offerta libera.</p>
<p>“Il sindacato pensionati Spi/Cgil ha fatto raccontare la storia della fabbrica Bellentani alle donne e agli uomini che vi hanno lavorato – spiega Luisa Zuffi segretario dello Spi/Cgil – abbiamo ripercorso la vita in fabbrica con l’intreccio della vita delle persone, delle loro famiglie e del Paese. E’ la storia di una comunità forte e coesa, e lo è anche oggi che la fabbrica non funziona più. I valori della solidarietà e della partecipazione a Massa Finalese vivono insieme e hanno saputo innovarsi”.</p>
<p><a href="http://www.cgilmodena.it/wp-content/uploads/2012/05/LOCANDINA-presentaz-libro-Samis-Bellentani-19.5.2012.pdf">LOCANDINA presentaz libro Samis Bellentani 19.5.2012</a></p>
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		<item>
		<title>FORMAZIONE INIZIALE: INCONTRO SUI TFA E SUI PERCORSI ABBREVIATI PER I DOCENTI CON SERVIZIO</title>
		<link>http://www.cgilmodena.it/formazione-iniziale-incontro-sui-tfa-e-sui-percorsi-abbreviati-per-i-docenti-con-servizio.html</link>
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		<pubDate>Thu, 17 May 2012 11:57:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>sprudent</dc:creator>
				<category><![CDATA[FLC]]></category>

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		<description><![CDATA[FORMAZIONE INIZIALE: INCONTRO SUI TFA E SUI PERCORSI ABBREVIATI PER I DOCENTI CON SERVIZIO Alcuni chiarimenti, fumose proposte e tanti dubbi.  http://www.flcgil.it/scuola/precari/formazione-iniziale-incontro-sul-tfa-e-sui-percorsi-abbreviati-per-i-docenti-con-servizio.flc]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-family: sans-serif;font-size: x-small"><strong>FORMAZIONE INIZIALE: INCONTRO SUI TFA E SUI PERCORSI ABBREVIATI PER I DOCENTI CON SERVIZIO</strong></span><br />
<span style="font-family: sans-serif;font-size: x-small"><strong>Alcuni chiarimenti, fumose proposte e tanti dubbi.</strong></span></p>
<p><img src="http://webmail.virgilio.it/cp/imgvirgilio/s.gif" border="0" alt="" width="1" height="1" /> <a href="http://www.flcgil.it/scuola/precari/formazione-iniziale-incontro-sul-tfa-e-sui-percorsi-abbreviati-per-i-docenti-con-servizio.flc">http://www.flcgil.it/scuola/precari/formazione-iniziale-incontro-sul-tfa-e-sui-percorsi-abbreviati-per-i-docenti-con-servizio.flc</a><!-- DO NOT REMOVE THIS USED TO CALC LENGHT OF PAGE --></p>
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		<title>I DATI DELL&#8217;OSSERVATORIO PROVINCIALE APPALTI. FORTI CRITICITÀ E POCO RINNOVAMENTO NEI METODI</title>
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		<pubDate>Thu, 17 May 2012 08:11:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>fpinelli</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>

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		<description><![CDATA[Modena, 17 maggio 2012     E&#8217; di questi giorni la presentazione dei dati relativi all&#8217;intera attività 2011 degli appalti e subappalti pubblici in provincia di Modena, elaborati nello straordinario lavoro dell&#8217;Osservatorio Provinciale. Valuteremo a parte e successivamente, il capitolo che riguarda tutta l&#8217;attività dei cantieri privati,ancor più copiosa. Per la Cgil, sono ancora troppi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Modena, 17 maggio 2012</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong></strong></p>
<p>E&#8217; di questi giorni la presentazione dei dati relativi all&#8217;intera attività 2011 degli appalti e subappalti pubblici in provincia di Modena, elaborati nello straordinario lavoro dell&#8217;Osservatorio Provinciale.</p>
<p>Valuteremo a parte e successivamente, il capitolo che riguarda tutta l&#8217;attività dei cantieri privati,ancor più copiosa.</p>
<p><strong>Per la Cgil, sono ancora troppi i cantieri pubblici assegnati col sistema del massimo ribasso</strong> anzi, a guardar bene, sono ancora di più rispetto all&#8217;anno precedente.</p>
<p>E con questo sistema è risaputo e dimostrato un triplice risultato: l&#8217;Ente pubblico risparmia un po’, ma la qualità dell&#8217;opera non è però il criterio primario; degenera la qualità e tutela del lavoro; accresce il vantaggio per le imprese con notevole liquidità, anche di natura illecita.</p>
<p>Un primo dato che segnaliamo con preoccupazione è che, rispetto al precedente rapporto, all&#8217;Osservatorio Provinciale NON viene segnalato un significativo e crescente numero di modalità con cui gli Enti modenesi assegnano i loro appalti. E questo, a parere del Sindacato, avviene perché <strong>cresce il numero </strong>delle assegnazioni col criterio sbrigativo del massimo ribasso.</p>
<p>Infatti, su un totale di 492 appalti, in ben 188 casi, l&#8217;informazione &#8220;non è pervenuta&#8221; all&#8217;Osservatorio da parte degli Enti !</p>
<p>Di conseguenza, il conto è presto fatto.</p>
<p>Delle 305 gare di cui si hanno le informazioni complete, solo 38 (<strong> il 12,5%</strong> ) sono assegnate col criterio intelligente dell&#8217;offerta &#8220;più vantaggiosa&#8221; e per un importo complessivo di circa 48 milioni, mentre ben 267 ( <strong>il 87,5 % </strong>) col massimo sconto e per un ammontare di circa 68 milioni .</p>
<p>E&#8217; un dato preoccupante ed in controtendenza rispetto alle intenzioni e dichiarazioni emerse chiaramente anche nel corso del recente interessante convegno con la Procuratore Lucia Musti e gli Amministratori modenesi.</p>
<p>E colpisce ancor più che gli Enti che più praticano il sistema del ribasso più alto, sono l&#8217;Amministrazione Provinciale, l&#8217;Azienda USL, il Consorzio Burana, AIMAG.</p>
<p>Tutti gli Amministratori,nei loro interventi,hanno ribadito la necessità di ridurre sensibilmente le procedure &#8220;scorciatoia&#8221; del massimo ribasso che, pur senza criminalizzare, rappresentano un rischio ben maggiore per fenomeni di lavoro nero e irregolare o imprese ad influenza malavitosa.</p>
<p>Nel settore dei lavori e costruzioni, le forme di lavoro si stanno inquinando sempre più e lo confermano gli esiti preoccupanti dei controlli e delle ispezioni fatte nei cantieri nell’ultimo anno.</p>
<p>A fronte del crollo degli occupati con regolare rapporto di dipendenza, crescono le forme spurie di lavoro, le false partite Iva, le forme di intermediazione e di contratti a progetto fasulli.</p>
<p>Il lavoro nero &#8220;si sta istituzionalizzando&#8221;. Questo è l&#8217;avviso autorevolmente lanciato anche nel corso del convegno.</p>
<p>Lo stesso sindaco Pighi ha ribadito un concetto molto chiaro, quanto ostico a tradursi nei fatti, visto che ancora spopola la scorciatoia del &#8220;&#8230;vince chi fa lo sconto più alto,<strong>ma quando supera la soglia del 15-20% bisogna guardarci</strong> &#8220;!</p>
<p>A questo proposito i dati dell&#8217;anno appena passato, sono una doccia fredda.</p>
<p>Spulciando con pazienza fra i 267 appalti vinti col massimo ribasso nella nostra provincia, ne contiamo ben 111 con uno sconto che supera il 15%, poi 49 oltre il 25% e ben 22 con ribassi oltre il 30% distribuiti tra Provincia, Ausl, Burana, Villa Fiorita, Aimag ed Hera.</p>
<p><strong>Evidentemente, fra Uffici Tecnici ed Amministratori, si registrano sensibilità e scelte divergenti</strong>.</p>
<p>La Cgil ribadisce la propria sfida.</p>
<p>Nel corso del corrente anno, si dovrebbero <strong>dimezzare</strong> gli appalti affidati con sistemi troppo sbrigativi ed a rischio legalità.</p>
<p>Condividiamo inoltre gli obiettivi urgenti di :</p>
<p>- <strong>aggiornare il Protocollo</strong> provinciale sugli appalti del 2007 e che poi sia sottoscritto da tutti gli Enti pubblici modenesi.</p>
<p>- <strong>estendere ai lavori privati</strong> le norme ed i controlli in atto per quelli pubblici.</p>
<p>- <strong>obbligo della certificazione antimafia</strong> anche per i subappalti.</p>
<p>- <strong>rafforzare gli organici </strong>degli Enti dello Stato addetti ai controlli.</p>
<p>Proponiamo infine di riempire con urgenza il silenzio su un paio di aspetti decisivi :</p>
<p>1) Le Unioni dei Comuni devono predisporre <strong>Nuclei di Polizia Municipale</strong> specializzati nei controlli sui posti di lavoro.</p>
<p>2) Le Unioni dei Comuni hanno solo nove mesi di tempo per organizzare le nuove<strong> Stazioni Uniche Appaltant</strong>i-SUA, rese obbligatorie dalla legge per i 19 comuni modenesi al di sotto dei 5.000 abitanti.</p>
<p><strong><em>Franco Zavatti, Cgil Modena-coordinatore legalità e sicurezza Cgil regionale</em></strong></p>
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		<item>
		<title>I MISTERI DELL&#8217;OCCUPAZIONE IN COOP  ESTENSE</title>
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		<pubDate>Wed, 16 May 2012 13:38:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>fpinelli</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>

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		<description><![CDATA[Modena, 16 maggio 2012   Un curioso comunicato di Coop Estense risponde ai dati ufficiali sulle assunzioni nel commercio a Modena, dopo tre mesi di liberalizzazione orari. Dati impietosi, quelli della Provincia di Modena, che parlano di un –17% di assunzioni “tradizionali” (tempo indeterminato e determinato) rispetto allo stesso periodo dell&#8217;anno scorso.  Allo stesso tempo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Modena, 16 maggio 2012</p>
<p><strong> </strong></p>
<p>Un curioso comunicato di Coop Estense risponde ai dati ufficiali sulle assunzioni nel commercio a Modena, dopo tre mesi di liberalizzazione orari.</p>
<p>Dati impietosi, quelli della Provincia di Modena, che parlano di un –17% di assunzioni “tradizionali” (tempo indeterminato e determinato) rispetto allo stesso periodo dell&#8217;anno scorso.  Allo stesso tempo crescono le formule “superprecarie”, come il lavoro a chiamata.</p>
<p>Ad un numero di ore di apertura incrementato in negozi ed ipermercati fino al 20% (col conseguente forte incremento di costi) corrisponde quindi un arretramento dell&#8217;occupazione. Si potevano ipotizzare minimi effetti positivi, ed invece i dati sono negativi.</p>
<p>Certo, il commercio modenese non è rappresentato dalla sola Coop Estense, ma è curioso che l&#8217;unico tentativo di negare dati ufficiali venga proprio da quell&#8217;azienda.</p>
<p>Il comunicato di Coop Estense è curioso perché, se da una parte vanta gli straordinari maggiori risultati di vendite, dall&#8217;altro fa intendere che anche per quell’azienda il dato di occupazione alla fine di marzo non è positivo, a causa della crisi.</p>
<p>Crisi che, per quanto ci risulta, è iniziata ben prima del gennaio 2012; ad esempio col pesante calo dei risultati netti nel 2009.</p>
<p>Anche a noi risulta (dopo una accurata verifica nei negozi ed ipermercati) un lieve saldo negativo dell&#8217;occupazione in Coop Estense a Modena alla fine del mese di marzo. </p>
<p>Le poche assunzioni operate non hanno nemmeno coperto le dimissioni e i pensionamenti. Altra cosa sono le positive trasformazioni di personale da tempo determinato ad indeterminato che ha fatto l&#8217;azienda. Positive certamente, ma che non incidono nei dati di maggior occupazione.</p>
<p>Quindi oggi avremmo straordinari risultati di vendite con minori occupati: sarebbe un dato incredibile, che meriterebbe di essere studiato nelle Università italiane e straniere, se fosse autentico.</p>
<p>In realtà quello che sta accadendo è che sconti e promozioni sono spostati sulla giornata della domenica, inducendo i consumatori a fare la spesa in quella giornata anziché il sabato e lunedì.</p>
<p>Non a caso è capitato che la maggior parte del venduto, in un ipermercato di domenica, fosse proprio su prodotti in sconto. Maggiori sconti inevitabilmente recuperati nel corso della settimana, con un effetto perverso e dannoso per i consumatori.</p>
<p>Proponiamo a Coop Estense di fermarsi a riflettere, magari attuando strategie di moderazione già nella vicina estate, periodo che solitamente non richiama frotte di consumatori a fare la spesa di domenica.</p>
<p>Oppure no, e dovremo attendere che bilanci impietosi dimostrino l&#8217;errore commesso.</p>
<p>Ma a quel punto temiamo però che a pagare quell&#8217;errore non saranno i dirigenti Coop, ma soltanto dipendenti e soci.</p>
<p><strong><em> Filcams/Cgil       Fisascat/Cisl    Uiltucs/Uil   Modena</em></strong></p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>L’AUSER DI CARPI INAUGURA UN NUOVO MEZZO, CERIMONIA DI CONSEGNA GIOVEDI 17 MAGGIO IN PIAZZA MARTIRI</title>
		<link>http://www.cgilmodena.it/l%e2%80%99auser-di-carpi-inaugura-un-nuovo-mezzo-cerimonia-di-consegna-giovedi-17-maggio-in-piazza-martiri.html</link>
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		<pubDate>Wed, 16 May 2012 11:07:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>fpinelli</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.cgilmodena.it/?p=15389</guid>
		<description><![CDATA[Carpi, 16 maggio 2012     L&#8217;Auser è lieta di invitare la cittadinanza alla cerimonia di consegna del nuovo Fiat Ducato attrezzato per il trasporto delle persone diversamente abili, messo a disposizione della sede dell&#8217;Auser di Carpi grazie alle donazioni raccolte tra i cittadini da parte della società Mobilità gratuita, con il patrocinio del Comune [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Carpi, 16 maggio 2012</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>L&#8217;Auser è lieta di invitare la cittadinanza alla cerimonia di consegna del nuovo Fiat Ducato attrezzato per il trasporto delle persone diversamente abili, messo a disposizione della sede dell&#8217;Auser di Carpi grazie alle donazioni raccolte tra i cittadini da parte della società <span style="text-decoration: underline">Mobilità gratuita</span>, con il patrocinio del Comune di Carpi.</strong></p>
<p><strong>La consegna avverrà giovedì 17 Maggio  alle ore 11.20 in piazza Martiri nella zona antistante il Teatro Comunale.</strong></p>
<p><strong>A tutti i donatori sarà consegnato un attestato di ringraziamento e offerto il brindisi di inaugurazione.</strong></p>
<p><strong>Il nuovo mezzo consentirà di ampliare la possibilità di intervento per il sempre crescente gruppo di volontari che si occupano del trasporto sociale.</strong></p>
<p><strong>In questi relativamente pochi mesi di attività, infatti, l&#8217;Auser di Carpi ha visto crescere le richieste di intervento che verrà sempre più integrato con l’iniziativa delle altre associazioni di volontariato presenti nel territorio. Per questo impegno in tempi di disagio  economico e sociale, ringrazia tutti i volontari per il loro instancabile contributo.</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
]]></content:encoded>
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		<title>PIENA RIUSCITA DELLO SCIOPERO A CANTINE RIUNITE &amp; CIV</title>
		<link>http://www.cgilmodena.it/sciopero-di-4-ore-domani-dei-lavoratori-cantine-riunite-civ-di-modena-presidio-davanti-a-legacoop-via-fabriani-dalle-ore-9-alle-12.html</link>
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		<pubDate>Tue, 15 May 2012 11:36:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>fpinelli</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Modena, 15 maggio 2012 Adesione totale allo sciopero di 4 ore stamattina proclamato dalla Rsu e dalla Flai/Cgil nello stabilimento Cantine Riunite &#38; CIV di Modena per rigettare il piano industriale presentato dall’azienda. Piano che prevede 28 esuberi, la chiusura dello stabilimento di Modena di via Polonia e il trasferimento di tre quarti della produzione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Modena, 15 maggio 2012</p>
<p>Adesione totale allo sciopero di 4 ore stamattina proclamato dalla Rsu e dalla Flai/Cgil nello stabilimento Cantine Riunite &amp; CIV di Modena per rigettare il piano industriale presentato dall’azienda. Piano che prevede 28 esuberi, la chiusura dello stabilimento di Modena di via Polonia e il trasferimento di tre quarti della produzione e di tutta l’area logistica a Campegine (RE), mentre il restante quarto di produzione andrebbe allo stabilimento Cavicchioli di San Prospero recentemente acquisito dal gruppo.</p>
<p>Una cinquantina di lavoratori e insieme a una delegazione delle rappresentanze sindacali di Cantine Riunite di Campegine (RE) hanno presidiato stamattina, durante lo sciopero, la sede di Legacoop Modena in via Fabriani (<strong><em>in foto un momento del presidio</em></strong>).</p>
<p>Il presidio di oggi è il secondo dopo la presentazione del piano industriale, per sollecitare l’interessamento dell’Associazione che, oltre a non presentarsi agli incontri con il sindacato, come invece fa Legacoop Reggio Emilia, continua a rimanere latitante. Infatti, nella giornata odierna nessuna disponibilità o proposte di incontro sono state avanzate.</p>
<p>Per la Flai/Cgil di Modena e le RSU Cantine Riunite &amp; CIV è prioritaria la difesa del posto di lavoro e della territorialità della produzione. Infatti, l’unica garanzia per difendere l’occupazione sul nostro territorio e limitare i processi di deindustrializzazione che colpiscono la provincia di Modena, sta nel mantenimento di un’unica struttura produttiva in grado di assorbire l’intera produzione degli stabilimenti di San Prospero e di Modena.</p>
<p>Nei prossimi giorni continueranno le iniziative di lotta, così come da mandato ricevuto nelle assemblee con i lavoratori.</p>
<p><strong><em>RSU Cantine Riunite &amp; Civ Modena</em></strong></p>
<p><strong><em>Flai/Cgil Modena</em></strong></p>
<p><a rel="attachment wp-att-15385" href="http://www.cgilmodena.it/wp-content/uploads/2012/05/SAM_1375.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-15385" src="http://www.cgilmodena.it/wp-content/uploads/2012/05/SAM_1375-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a></p>
<p><a rel="attachment wp-att-15386" href="http://www.cgilmodena.it/wp-content/uploads/2012/05/SAM_1377.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-15386" src="http://www.cgilmodena.it/wp-content/uploads/2012/05/SAM_1377-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a></p>
<p>Modena, 14 maggio 2012</p>
<p><strong>SCIOPERO DI 4 ORE DOMANI DEI LAVORATORI CANTINE RIUNITE &amp; CIV DI MODENA. PRESIDIO DAVANTI A LEGACOOP (VIA FABRIANI) DALLE ORE 9 ALLE 12</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>Sciopero di 4 ore domani martedì 15 maggio</strong> dei lavoratori delle Cantine Riunite &amp; Civ, proclamato da Flai/Cgil e Rsu, contro il piano industriale che prevede la chiusura della sede modenese di via Polonia e lo spostamento della produzione su Campegine e in minor misura nello stabilimento di San Prospero.</p>
<p>Previsto anche un <strong>presidio</strong> <strong>davanti alla sede di Legacoop</strong> in via Fabriani <strong>dalle ore 9 alle 12</strong>.</p>
<p>“Manifestiamo domani ancora sotto la sede del movimento cooperativo – affermano le RSU e i sindacalisti della Flai/Cgil &#8211; perché riteniamo che, con i valori e i principi che rappresenta, debba interessarsi in prima persona di questa ulteriore ristrutturazione aziendale, la seconda in quasi tre anni, che inciderà sulle produzioni locali ma anche, soprattutto, sull’occupazione. Un interessamento dell’associazione che purtroppo vediamo latitante, tanto da non essersi nemmeno presentata nell’ultimo incontro con la direzione aziendale”.</p>
<p>Nell’assemblea del 10 maggio scorso, i lavoratori di Cantine Riunite &amp; Civ di Modena hanno deciso di dare corso alle 40 ore di sciopero proclamate ad aprile, rigettando il piano industriale presentato dall’azienda che prevede 28 esuberi, la chiusura dello stabilimento di Modena di via Polonia e il trasferimento di tre quarti della produzione e di tutta l’area logistica a Campegine, mentre il restante quarto di produzione andrebbe allo stabilimento Cavicchioli di San Prospero recentemente acquisito dal gruppo.</p>
<p>“Vari sono i motivi per rigettare il piano industriale spiegano i lavoratori &#8211; il principale è la difesa del posto di lavoro di tutte e tutti e della territorialità della produzione. Infatti, l’unica garanzia per difendere l’occupazione sul nostro territorio e non contribuire ai processi di deindustrializzazione che colpiscono la provincia di Modena, sta nel mantenimento di un’unica struttura produttiva in grado di assorbire l’intera produzione che oggi viene fatta negli stabilimenti di San Prospero e di Modena”.</p>
<p>Cantine Riunite &amp; Civ è un’azienda in attivo e in crescita, come più volte dichiarato dal presidente Casoli. E’ diventata in poco tempo la settima potenza mondiale nella produzione vitivinicola, la seconda in Europa e la prima in Italia. I soci della cooperativa hanno una remunerazione delle uve superiore di un terzo circa rispetto agli altri produttori, l’export vola e il bilancio presentato è solido.</p>
<p>Sorge spontanea una domanda che noi rivolgiamo alla città, ai suoi amministratori, alle forze politiche e a tutti coloro che hanno a cuore la difesa dei posti di lavoro: “vi sembra normale – dicono i lavoratori &#8211; che in una situazione di crisi dove migliaia di lavoratori fanno i conti con aziende che chiudono, riducono la produzione, licenziano e attivano gli ammortizzatori sociali, un’azienda che invece va bene, distribuisce utili, esporta, ha tutti i soci sul territorio (perché anche se non sembra è una cooperativa) decida di chiudere una fabbrica, di ridurre la produzione in provincia di Modena? Evidenziamo che il piano proposto prevede la riduzione dagli attuali circa 400.000 ettolitri a 225.000 e di ridurre l’occupazione sul territorio modenese dagli attuali 111 lavoratori (escluse le cantine che non vengono toccate) a 48”.</p>
<p>“Per noi di normale non c’è niente, sappiamo solo che nelle aziende in crisi il prezzo lo pagano i lavoratori e nelle aziende che vanno bene il prezzo lo pagano i lavoratori ugualmente”.</p>
<p>Le lavoratrici e i lavoratori sono determinati a difendere il posto di lavoro, per difendere la loro dignità e,  per difendere il ricordo di chi, nel ‘900, si mise insieme e si organizzò per fondare le cooperative perché credeva in un mondo di liberi e uguali e proprio per questo le fabbriche le apriva e non le chiudeva.</p>
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		<title>RINNOVATO IL CONTRATTO AZIENDALE MEDIAGROUP98</title>
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		<pubDate>Tue, 15 May 2012 10:42:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>fpinelli</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>

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		<description><![CDATA[Modena, 15 maggio 2012   Dopo alcuni mesi di trattativa è stato raggiunto l&#8217;accordo per il rinnovo del Contratto integrativo aziendale per Mediagroup98 Soc. Coop. di Modena, che coi suoi 260 dipendenti (240 dei quali soci), è la maggiore impresa negli appalti della cultura e dell&#8217;informazione nel nostro territorio. Offre servizi di comunicazione, organizzazione eventi, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Modena, 15 maggio 2012</p>
<p><strong> </strong></p>
<p>Dopo alcuni mesi di trattativa è stato raggiunto l&#8217;accordo per il rinnovo del Contratto integrativo aziendale per Mediagroup98 Soc. Coop. di Modena, che coi suoi 260 dipendenti (240 dei quali soci), è la maggiore impresa negli appalti della cultura e dell&#8217;informazione nel nostro territorio.</p>
<p>Offre servizi di comunicazione, organizzazione eventi, web, servizi di gestione del pubblico presso musei e teatri, gestisce centri per l’informazione al cittadino e, unitamente ad altre imprese, ha preso in concessione il Museo Casa Enzo Ferrari, di cui dirige il progetto di gestione.</p>
<p>Il rinnovo dell&#8217;integrativo aziendale sottoscritto con la Filcams-Cgil consente ai lavoratori di Mediagroup98 di migliorare le parti del Contratto Nazionale del Terziario sottoscritto separatamente nel 2011 da Cisl e Uil di categoria.</p>
<p>Nello specifico occorre evidenziare come Mediagroup98 continuerà a pagare i primi 3 giorni di malattia al 100%, continuerà a corrispondere integralmente anche ai nuovi assunti tutte le ore di permesso previste dal Contratto Nazionale sottoscritto unitariamente nel 2008, non ricorrerà ad un periodo di apprendistato più lungo per i lavoratori stranieri e non si avvarrà delle clausole compromissorie previste dal Contratto separato del 2011.</p>
<p>Rilevante è anche l&#8217;impegno della Cooperativa sul tema delle esternalizzazioni, per le quali Mediagroup98 si affiderà solo a quelle ditte che applicano ai loro dipendenti i Contratti Nazionali sottoscritti dalle Organizzazioni Sindacali maggiormente rappresentative, attuando anche un costante monitoraggio sulla corretta attuazione degli stessi anche per quel che riguarda gli aspetti retributivi, previdenziali, assistenziali e di sicurezza sul lavoro per il personale impiegato.</p>
<p>A margine della trattativa va evidenziata anche la disponibilità da parte della Cooperativa di valutare i percorsi professionali dei lavoratori dell&#8217;appalto della biblioteca comunale Loria di Carpi,   attualmente in cassa integrazione dopo la reinternalizzazione del servizio operato dal Comune di Carpi.</p>
<p>Si tratta di un impegno rilevante, in un momento nel quale Mediagroup98 sta sostenendo al proprio interno azioni per il mantenimento dell’occupazione dei propri lavoratori, stante la grave crisi economica che negli ultimi due anni ha ridotto il fatturato e pesantemente eroso i margini di redditività aziendale.</p>
<p>Anche per questo la Filcams-Cgil di Modena esprime soddisfazione per il rinnovo dell&#8217;integrativo aziendale, giunto al termine di una discussione resa complessa da un contesto – quello degli appalti pubblici e privati &#8211; dove la rincorsa alla riduzione dei costi, primo tra tutti quello del personale, crea fenomeni perversi come l&#8217;applicazione di contratti “pirata”, la crescita del lavoro irregolare e nero, il crollo della qualità dei servizi offerti.</p>
<p>Nei giorni scorsi l&#8217;accordo è stato approvato all&#8217;unanimità da lavoratrici e lavoratori riuniti in assemblea.</p>
<p> <strong><em>Alessandro Fili, Filcams/Cgil Modena</em></strong></p>
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		<title>ARTICOLO 18 TRA ETICA E DIGNITÀ</title>
		<link>http://www.cgilmodena.it/articolo-18-tra-etica-e-dignita.html</link>
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		<pubDate>Tue, 15 May 2012 10:33:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>fpinelli</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>

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		<description><![CDATA[Modena, 15 maggio 2012   In questi giorni le polemiche relative all&#8217;articolo 18 della L.300/70, sono sempre in prima pagina, ma credo che pochi, a parte gli addetti ai lavori, abbiano colto la portata devastante delle modifiche che il disegno di legge della Fornero intende apportare. Raccontando uno dei tanti casi che quasi quotidianamente approcciamo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Modena, 15 maggio 2012</p>
<p><strong> </strong></p>
<p>In questi giorni le polemiche relative all&#8217;articolo 18 della L.300/70, sono sempre in prima pagina, ma credo che pochi, a parte gli addetti ai lavori, abbiano colto la portata devastante delle modifiche che il disegno di legge della Fornero intende apportare.</p>
<p>Raccontando uno dei tanti casi che quasi quotidianamente approcciamo nei ns. uffici, vorrei provare a far cogliere gli effetti e sopratutto lo spirito demagogico con il quale governo e aziende stanno provando a far passare le modifiche all&#8217;art. 18.</p>
<p>Dignity, che ovviamente è un nome di fantasia, lavorava per una grande catena di distribuzione, che chiameremo Etic.</p>
<p>La sua mansione era quella di “addetta riempimento scaffali” veniva svolta con due tipi di contratto diversi: il primo era un contratto a progetto (quindi lavoro autonomo), il secondo, invece, era di tipo subordinato e normalmente definito “a chiamata”.</p>
<p>Le alchimie legislative per cui lo stesso lavoro possa essere svolto contratti diversi, pur sottoposti a orari fissi, a precise indicazioni di dipendenti Etic, sono a me assolutamente inconcepibili; ma non è l&#8217;oggetto della discussione di oggi.</p>
<p>Quello degli addetti al riempimento degli scaffali nella grande distribuzione,comunemente chiamati “merchandiser” è un problema che da anni tentiamo di affrontare, senza nessuna risposta concreta.</p>
<p>Ma torniamo a noi. Per effetto della parcellizzazione del processo produttivo, la figura del merchandiser è stata appaltata ad altre piccole società a cui l&#8217;articolo 18 non sarà mai applicato per limiti numerici, non superando queste i 15 dipendenti, nel caso del lavoro a chiamata; mentre per le collaborazioni a progetto è comunque inapplicabile, in quanto trattasi, formalmente, di lavoro autonomo.</p>
<p>In questo modo Etic, pur beneficiando effettivamente delle prestazioni di Dignity, ha risolto, per un bel po&#8217; di persone  il problema dell&#8217;applicazione dell&#8217;articolo 18 .</p>
<p>Se a ciò aggiungiamo le recenti norme dell&#8217;art. 8 del cosiddetto “Collegato al lavoro” (legge 183/2010) che prevede la tipizzazione dei licenziamenti, ovvero la situazione in cui la contrattazione collettiva, anche con un sindacato creato ad hoc, può definire le motivazioni dei licenziamenti senza giusta causa o giustificato motivo, completiamo un quadro dove l&#8217;articolo 18 è rimasto solo come comparsa .</p>
<p>Nonostante quanto detto finora renda evidente come sia strumentale la discussione sui licenziamenti individuali nei termini posti dalla Fornero e da Confindustria, non è ancora tutto.</p>
<p>Si dimentica, infatti, che per licenziare serve un motivo valido, e che questa riforma vuole introdurre la possibilità che, pur in assenza di questo, il lavoratore potrà essere solo risarcito e non reintegrato sul posto di lavoro.</p>
<p>Ma continuiamo la nostra storia.</p>
<p>La lavoratrice Dignity, colta in “atteggiamento sospetto” e subito licenziata da Etic senza verificare se effettivamente avesse o meno commesso anche la nefandezza più immonda, non solo non può più lavorare, ma addirittura non può più entrare nel luogo di lavoro.</p>
<p>A questo aggiungiamo che le due società per le quali Dignity fittiziamente lavora, non le hanno, ad oggi, contestato nessuna infrazione/reato. Se fosse già in vigore la nuova normativa, il fatto di non aver contestato alla lavoratrice le motivazioni del licenziamento, comporterebbe il pagamento di una somma da 12 a 20 mensilità, senza avere la possibilità di ritornare nel  proprio posto di lavoro, solo perchè ,nell&#8217;effettuare il licenziamento , il datore ha omesso le motivazioni.</p>
<p>Oggi , invece, Dignity, vincendo la causa con Etic, datore di lavoro occulto, potrebbe avere un posto di lavoro a tempo indeterminato , dopo anni di contratti precari anche senza nessuna contribuzione utile per la pensione, la malattia o la maternità, e spesso con pagamenti a 60gg,</p>
<p>Vorrei che il governo nella riforma del lavoro prevedesse in primis incentivi per le aziende che assumono lavoratori di tipo subordinato a tempo indeterminato; vorrei che mettesse fine a molte di queste forme elusive del lavoro subordinato, anziché concentrarsi su un problema, ovvero l&#8217;art.18, che non creerà mai occupazione.</p>
<p>L&#8217;ultimo pensiero è per l&#8217;azienda Etic, il cui nome non è casuale, e questo ennesimo caso dovrebbe far riflettere i responsabili circa i valori che dovrebbero ispirare l&#8217;attivita della società, meno Marchionne e più lavoro dignitoso.</p>
<p>Sarà mia cura informare chi ha avuto la pazienza di leggermi sull&#8217;esito della scontata causa di lavoro.</p>
<p> <strong><em>Claudio Argilli, segretario sindacato atipici Nidil/Cgil Modena </em></strong></p>
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		<title>SETTORE CULTURA COMUNE DI MODENA, L’IPOTESI DELLA FONDAZIONE NON CONVINCE I DIPENDENTI</title>
		<link>http://www.cgilmodena.it/settore-cultura-comune-di-modena-l%e2%80%99ipotesi-della-fondazione-non-convince-i-dipendenti.html</link>
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		<pubDate>Mon, 14 May 2012 14:22:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>fpinelli</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>

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		<description><![CDATA[Modena, 14 maggio 2012    Questa mattina le organizzazioni sindacali di categoria presenti nel Comune di Modena hanno incontrato i lavoratori del settore cultura per discutere di quanto emerso nell’incontro che le stesse avevano avuto con l’Assessore Alperoli il 27 aprile u.s. in merito alla possibilità di affidare ad una Fondazione i vari musei, oggi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Modena, 14 maggio 2012</p>
<p><strong> </strong><strong> </strong></p>
<p>Questa mattina le organizzazioni sindacali di categoria presenti nel Comune di Modena hanno incontrato i lavoratori del settore cultura per discutere di quanto emerso nell’incontro che le stesse avevano avuto con l’Assessore Alperoli il 27 aprile u.s. in merito alla possibilità di affidare ad una Fondazione i vari musei, oggi in capo al Comune.</p>
<p>I sindacati in una nota, inviata in precedenza all’Amministrazione, avevano manifestato tutte le loro riserve, non essendo chiari gli obiettivi, per cui si dovrebbe affidare la gestione del ME.MO. e dei Servizi Museali a due Fondazioni. Nella medesima nota, le OO.SS. si erano espresse anche in merito all’affidamento di alcune scuole per l’infanzia e della Casa Protetta S.G. Bosco ad altre due Fondazioni.</p>
<p>Avevano inoltre ribadito comunque che si sarebbero opposti in ogni modo a operazioni che avrebbero portato alla fuoriuscita di dipendenti pubblici dal proprio rapporto di dipendenza dal Comune senza il libero e sereno assenso dei singoli lavoratori interessati.</p>
<p>Nell’incontro del 27 aprile, l’Amministrazione ha informato le organizzazioni sindacali che, nonostante il Consiglio comunale avesse deliberato la costituzione di una Fondazione Cultura a cui affidare i diversi Istituti culturali, avrebbe fatto, prima di definire questo iter, delle valutazioni e degli studi per verificarne la fattibilità e per rilanciare gli interventi utili a sostenere la cultura a Modena.</p>
<p>L’assemblea dei lavoratori sollecita l’Amministrazione ad esplicitare le sue intenzioni a tutto il personale del settore cultura, a confrontarsi con le organizzazioni sindacali e le RSU, perché i lavoratori sono preoccupati che, con scelte affrettate, di cui non  si capisce fino in fondo la logica, si arrivi a depotenziare la cultura a Modena.</p>
<p>L’assemblea ha ribadito, cose già comunicate dal sindacato all’Amministrazione che, se una delle ragioni di questa decisione deriva da motivi economici, non si capisce perché devono venire meno i principi ispiratori di una buona gestione pubblica dei servizi, compresa la ricerca e l&#8217;attribuzione di fondi di privati alle Istituzioni pubbliche.</p>
<p>Inoltre, è stato ribadito con forza che il Comune, con l’affidamento ad una Fondazione della gestione dei musei, si priverebbe dell’esercizio della tutela del patrimonio culturale della città, fatto non soltanto di raccolte artistiche, ma anche di un insieme di competenze degli operatori che da anni lavorano con passione e dedizione.</p>
<p>Il personale del Settore Cultura ritiene che uno studio su come riorganizzare gli istituti debba essere fatto in primo luogo coinvolgendo in modo attivo il personale al fine di verificare la possibilità di mantenere inalterata la gestione del sistema museale.</p>
<p>Il personale, ancora una volta, ha dichiarato la propria disponibilità in questo senso all&#8217;Amministrazione comunale.</p>
<p>Totale indisponibilità è stata invece dichiarata da parte dei dipendenti comunali a vedersi trasformare il proprio contratto di lavoro da pubblico a privato, qualora l’Amministrazione volesse attuare quanto deliberato dal Consiglio comunale.</p>
<p>Le organizzazioni sindacali, le RSU e i lavoratori del settore attendono gli sviluppi degli studi e chiedono di essere convocati non appena emergeranno elementi ulteriori per la prosecuzione del confronto.</p>
<p><strong><em>Fp/Cgil, Cisl/Fp, Uil/Fpl, Csa, Diccap Modena </em></strong></p>
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