Distribuzione Cooperativa

Tutte le novità per i lavoratori occupati nel settore della Distribuzione Coperativa in provincia di Modena

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I MISTERI DELL’OCCUPAZIONE IN COOP ESTENSE

Un curioso comunicato di Coop Estense risponde ai dati ufficiali sulle assunzioni nel commercio a Modena, dopo tre mesi di liberalizzazione orari.

Dati impietosi, quelli della Provincia di Modena, che parlano di un –17% di assunzioni “tradizionali” (tempo indeterminato e determinato) rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso.  Allo stesso tempo crescono le formule “superprecarie”, come il lavoro a chiamata.

Ad un numero di ore di apertura incrementato in negozi ed ipermercati fino al 20% (col conseguente forte incremento di costi) corrisponde quindi un arretramento dell’occupazione. Si potevano ipotizzare minimi effetti positivi, ed invece i dati sono negativi.

Certo, il commercio modenese non è rappresentato dalla sola Coop Estense, ma è curioso che l’unico tentativo di negare dati ufficiali venga proprio da quell’azienda.

Il comunicato di Coop Estense è curioso perché, se da una parte vanta gli straordinari maggiori risultati di vendite, dall’altro fa intendere che anche per quell’azienda il dato di occupazione alla fine di marzo non è positivo, a causa della crisi.

Crisi che, per quanto ci risulta, è iniziata ben prima del gennaio 2012; ad esempio col pesante calo dei risultati netti nel 2009.

Anche a noi risulta (dopo una accurata verifica nei negozi ed ipermercati) un lieve saldo negativo dell’occupazione in Coop Estense a Modena alla fine del mese di marzo.

Le poche assunzioni operate non hanno nemmeno coperto le dimissioni e i pensionamenti. Altra cosa sono le positive trasformazioni di personale da tempo determinato ad indeterminato che ha fatto l’azienda. Positive certamente, ma che non incidono nei dati di maggior occupazione.

Quindi oggi avremmo straordinari risultati di vendite con minori occupati: sarebbe un dato incredibile, che meriterebbe di essere studiato nelle Università italiane e straniere, se fosse autentico.

In realtà quello che sta accadendo è che sconti e promozioni sono spostati sulla giornata della domenica, inducendo i consumatori a fare la spesa in quella giornata anziché il sabato e lunedì.

Non a caso è capitato che la maggior parte del venduto, in un ipermercato di domenica, fosse proprio su prodotti in sconto. Maggiori sconti inevitabilmente recuperati nel corso della settimana, con un effetto perverso e dannoso per i consumatori.

Proponiamo a Coop Estense di fermarsi a riflettere, magari attuando strategie di moderazione già nella vicina estate, periodo che solitamente non richiama frotte di consumatori a fare la spesa di domenica.

Oppure no, e dovremo attendere che bilanci impietosi dimostrino l’errore commesso.

Ma a quel punto temiamo però che a pagare quell’errore non saranno i dirigenti Coop, ma soltanto dipendenti e soci.

Modena, 16 maggio 2012

Filcams/Cgil – Fisascat/Cisl – Uiltucs/Uil
Modena

SEGRETERIA FILCAMS/CGIL CONTRO DISDETTA UNILATERALE CONTRATTO AZIENDALE COOP ESTENSE

Roma, 11 maggio 2012

Spett. le ANCC

Spett. le Coop Estense

Loro Sedi

Oggetto: Esito Trattativa rinnovo CIA Coop Estense

La Segreteria Nazionale Filcams esprime profonda preoccupazione per l’esito attualmente negativo della trattativa per il rinnovo del contratto integrativo aziendale in Coop Estense, che ha portato all’interruzione del confronto tra le parti, con relativa dichiarazione dello stato di agitazione delle lavoratrici e dei lavoratori.

La rappresentazione delle posizioni sindacali fatte dall’azienda, come prive di volontà innovativa rispetto alle sfide di fronte alle quali Coop estense si trova ad operare nel contesto odierno, è priva di fondamento e smentita dalle proposte ripetutamente avanzate per una positiva risoluzione del lungo confronto.

La Segreteria Nazionale Filcams respinge con fermezza la decisione di Coop Estense di disdire unilateralmente l’applicazione del CIA vigente, considerando prive di fondamento gli argomenti che attribuiscono ai contenuti dell’accordo del 10 gennaio 2011 le motivazioni a sostegno di tale decisione. Tale forzatura ha il solo scopo di accentuare le tensioni tra le lavoratrici ed i lavoratori, oltreché tra le parti, nel momento in cui, invece, è auspicabile ricostruire rapidamente le condizioni per un confronto costruttivo, finalizzato alla conclusione della vertenza.

La Segreteria Nazionale Filcams ritiene che la scelta dell’azienda sia in netto contrasto con lo stato delle relazioni sindacali con il mondo della cooperazione, che ha portato recentemente al rinnovo del CCNL, dimostrando che la via del dialogo e della reciproca comprensione, contraria ad atti unilaterali, rappresenti sempre la via maestra per costruire risultati utili a impresa e lavoratori.

Per queste ragioni, la Segreteria Nazionale Filcams non può che guardare con preoccupazione alla situazione della vertenza in Coop Estense, anche per i possibili riflessi negativi nei rapporti tra sindacato e associazione di rappresentanza della cooperazione.

Cordiali Saluti

La Segreteria Filcams Cgil Nazionale

I DATI UFFICIALI DELL’OCCUPAZIONE NEL COMMERCIO A MODENA: UN DATO IMPRESSIONANTE CHE DEVE FAR MUOVERE LA POLITICA

Ricordate? I dirigenti di un’azienda modenese avevano presentato in pompa magna gli assunti per coprire le maggiori vendite portate dalle aperture domenicali.

Un’altra azienda nazionale aveva diffuso la notizia che migliaia di studenti avevano presentato domanda per lavorare la domenica nei propri supermercati.

Nei mesi precedenti la deregulation degli orari, l’associazione della grande distribuzione aveva presentato studi commissionati alla Bocconi, che prevedevano centinaia di migliaia di nuovi occupati su base nazionale.

I dubbi di CGIL, CISL e UIL di categoria venivano quindi derubricati a difese corporative, a battaglie di altri tempi, a fastidiosi rumori di fondo che non potevano coprire i formidabili ed inevitabili risultati della liberalizzazione.

Così fu catalogato da qualcuno il rapporto che Filcams, Fisascat e Uiltucs di Modena presentarono lo scorso 26 marzo. Il titolo era Effetto ZERO, e si riferiva alla mancata nuova occupazione portato dalle aperture domenicali.

Ma anche dall’inefficacia di quel provvedimento rispetto alla produzione di maggiori vendite, oltre che dei primi segnali di un deragliamento dei prezzi, nel quale influivano anche i maggiori costi delle aperture domenicali.

Avremmo voluto che i dati che – empiricamente – fornimmo a fine marzo, fossero stati smentiti. Poteva essere prevedibile tanta nuova e buona occupazione, nella fase di maggiore novità ed in mesi “appetitosi” per le vendite prima della calma dei mesi centrali dell’anno.

E così è stato: siamo stati smentiti. Non di “Effetto ZERO” si tratta, ma di “Effetto SOTTOZERO”.

I dati ufficiali, comunicati dalle imprese commerciali presenti a Modena al Servizio Politiche del Lavoro della Provincia sono impietosi e drammatici. I dati (tabella in allegato) si riferiscono al primo trimestre 2012, e sono raffrontati allo stesso periodo del 2011.

I lavoratori assunti a tempo indeterminato nel settore Commercio nella nostra provincia sono calati del 15,6%. Questa tipologia è ormai ridotta al lumicino. Appena il 12,5% degli avviamenti al lavoro è fatta col “normale” rapporto di lavoro.

Anche i lavoratori assunti a tempo determinato sono calati del 17%. Le altre tipologie minori hanno andamenti diversi, che non incidono particolarmente sul dato.

Ciò nonostante il dato complessivo degli avviamenti nelle imprese commerciali nel primo trimestre 2012 registra soltanto un lieve arretramento, da 3.011 nuovi assunti a 2.996 (- 0,5%).

E’ un dato alterato da alcune clamorose anomalie. La prima è la forte crescita del lavoro in somministrazione (interinale) che diventa a Modena nel commercio la prima forma di assunzione.

La seconda anomalia è l’esplosione del lavoro a chiamata, formula che molto spesso nasconde lavoro nero e grigio. Il lavoro a chiamata, che cresce in un anno del 43%, è ormai nei numeri prossimo a sorpassare il lavoro a tempo indeterminato. Non certo però nei contenuti economici e contributivi, risultando quasi sempre una prestazione di poche ore mensili.

Se nel 2011 l’occupazione nel commercio era cresciuta di 400 unità ben diverso è oggi il dato ufficiale che abbiamo a disposizione. Alla forte riduzione di ore lavorate nel piccolo e medio commercio, confermata dai dati Confesercenti della scorsa settimana, si aggiunge l’assenza di crescita o l’arretramento nelle assunzioni della Grande Distribuzione, che nemmeno sostituisce dimissioni, licenziamenti e pensionamenti.

Tutta colpa delle aperture domenicali? Certo che no. Mancano le risorse ai consumatori, che spesso ricercano una maggiore sobrietà nei consumi e si orientano ai prezzi più bassi, come confermato dall’unico segmento in crescita, quello dei Discount. Settore che tra l’altro non apre la domenica ed i festivi.

Ma allo stesso tempo quella degli orari è stata ed è una ubriacatura controproducente per le imprese, per i consumatori e per i lavoratori.

Chi, del tutto onestamente attendeva altri dati ora deve valutare questi, che ne anticipano altri forse ancora più drammatici.

Nelle prossime settimane sarà reso noto l’esito del ricorso contro la deregulation degli orari commerciali che diverse Regioni italiane hanno presentato alla Corte Costituzionale. Anche se i ricorsi fossero respinti sarà necessario ricostruire un quadro di regole sulla materia, agendo per il bene comune e non per gli interessi di limitate lobby.

In attesa di quella sentenza ogni segnale di intelligenza e moderazione, anche a Modena, è bene accetto.

(3) avviamenti commercio

Modena, 11 maggio 2012

Filcams/Cgil – Fisascat/Cisl – Uiltucs/Uil
Modena

ORARI COMMERCIO, IL GIUDIZIO DELLA CGIL SULL’IMPORTANTE ACCORDO DI CASTELNUOVO RANGONE

L’accordo che a Castelnuovo Rangone ha portato ad una rilevante limitazione delle aperture domenicali e festive delle strutture commerciali della grande distribuzione è giudicato positivamente dalla Filcams/Cgil di Modena.

Positivo è stato l’impegno dell’Amministrazione Comunale, in primis degli Assessori Davide Fava e Carlo Bruzzi, recentemente eletto Sindaco di Castelnuovo, che hanno fortemente voluto questo accordo.

Positivo l’impegno di quasi tutte le insegne commerciali presenti a rispettare la chiusura nelle dieci festività rese indisponibili dalla decaduta Legge Regionale.

Positivo il dimezzamento delle aperture domenicali possibili, ponendo il tetto a 26 domeniche e attuando convincenti strategie di apertura a rotazione .

Purtroppo l’accordo è un “non accordo”, o meglio è soltanto una volontaria limitazione dei soggetti disponibili sancita in un verbale di incontro.

Ciò a causa, ancora una volta, della indisponibilità di Coop Estense ad aderire ad impegni di limitazione che andassero oltre le dieci festività.

Chi ha ottenuto nel tempo posizioni preminenti nel mercato dovrebbe dimostrare un maggiore senso di responsabilità verso i propri dipendenti e verso i consumatori, che oggi con l’incremento vertiginoso dei prezzi sono i primi danneggiati dalla follia della deregulation degli orari.

Castelnuovo Rangone, 10 maggio 2012

Alessandro Fili, Filcams/Cgil Vignola

COOP ESTENSE: UN ATTEGGIAMENTO IRRESPONSABILE CHE PRODUCE SOLO CONFLITTO SOCIALE

La decisione di Coop Estense, 5.700 dipendenti sul territorio nazionale di cui 4.000 in Emilia Romagna, di disdettare tutti i contratti collettivi aziendali integrativi e di procedere con un regolamento interno che deroga le norme vigenti, è inaccettabile e degna dei più beceri atteggiamenti di un padronato stile anni 50 che mira a ricostruire margini di guadagno sulla pelle dei lavoratori.

Alla base di questa grave decisione, che ha provocato un’immediata reazione della categoria con la proclamazione di un primo pacchetto di 8 ore di sciopero, c’è la volontà della Cooperativa di ridurre la retribuzione per i nuovi assunti e liberalizzare gli orari di lavoro.

Oggi, nel 2012, con una disoccupazione giovanile al 36%, con le retribuzioni tra le più basse d’Europa, con il perseverare di scelte finanziarie che definire azzardate è un eufemismo, anche la cooperazione si fa carico del “modello Marchionne” e scarica sui lavoratori i costi della crisi e di scelte sbagliate, mandando a quel paese decenni di relazioni sindacali che hanno contribuito allo sviluppo di queste realtà.

In una regione come l’Emilia Romagna, dove solo 5 mesi fa è stato siglato il “Patto per uscire dalla crisi e per una crescita sostenibile” da tutte le parti sociali, compresa la cooperazione, la decisione di Coop Estense non solo è grave ma deve essere osteggiata da tutti i soggetti, pubblici e privati, che hanno sottoscritto quel patto.

E’ indiscutibile che dopo le dichiarazioni di Calzolari sull’art.18 e le scelte di Coop Estense si apre un problema nelle relazioni sul territorio con la cooperazione i cui effetti non sono prevedibili.

Non siamo disposti a sacrificare la dignità dei lavoratori sull’altare della crisi e della finanza, un altro modello economico è possibile ed anche per queste ragioni siamo a fianco dei lavoratori del commercio per la tutela dei propri diritti.

Bologna, 2 Maggio 2012

Antonio Mattioli
Responsabile Politiche Contrattuali
Segreteria Cgil Emilia Romagna

COOP ESTENSE INTERROMPE LE TRATTATIVE PER IL RINNOVO DEL CONTRATTO AZIENDALE

Dal 1° maggio 2012 fine dell’applicazione del contratto aziendale

Forse i dirigenti di Coop Estense non l’hanno fatto apposta, ma certamente desta stupore la scelta di una data simbolica come il primo maggio per comunicare la disdetta del Contratto Aziendale applicato ai 5700 dipendenti della cooperativa.
Il 27 aprile, nel corso dell’incontro svoltosi a Modena, è stata comunicata la decisione del Consiglio di Amministrazione di sancire la fine del confronto per il rinnovo del Contratto Aziendale e la sua decadenza appunto dal prossimo 1° maggio.
Un’ operazione, lo diciamo subito, sconcertante e del tutto priva di valore, oltre che basata sulle ennesime errate valutazioni dei dirigenti Coop.
Per questo unitariamente Filcams CGIL, Fisascat CISL e Uiltucs UIL, assieme alle RSU/RSA dell’Emilia, della Puglia e della Basilicata, hanno chiesto – per ora inutilmente – l’immediato ritiro di tale gravissima decisione.
Decisione che per i dirigenti Coop è da riferirsi alla mancata accettazione da parte sindacale della proposta ultimativa avanzata dall’azienda.
“Una proposta inaccettabile, un testo che avrebbe rappresentato per tutti i lavoratori e lavoratrici una riduzione di parti salariali e di diritti acquisiti” affermano invece i sindacati.
“L’azienda non solo non ha mai risposto alla Piattaforma rivendicativa che il Sindacato aveva inviato nel giugno 2008, ma non ha nemmeno accolto le disponibilità avanzate su alcune delle tematiche proposte, a condizione che non si stravolgesse interamente il contratto aziendale.

“Con questa decisione gravissima” proseguono i sindacati “i dirigenti Coop vogliono cancellare una storia lunghissima di relazioni e accordi consolidati nel tempo, allineandosi a quei soggetti dell’imprenditoria che non riescono a trovare altre soluzioni alla crisi se non quella di ridurre i diritti dei lavoratori e risparmiare sul costo del lavoro.”
Perché di crisi, innegabilmente si tratta. Una crisi ben rappresentata dai modesti risultati di questi anni, dall’assenza di una spinta propulsiva, da un affannosa progettazione e riprogettazione ormai senza fine, dalla venuta meno di ogni rapporto partecipativo coi dipendenti e coi soci.
Una crisi ben rappresentata dalle vicende finanziarie rese note dalla stampa in questi mesi.
Investire mezzo miliardo di euro (assieme ad altre Coop) in rischiose attività finanziarie e contemporaneamente progettare il taglio del salario dei propri dipendenti lascia l’amaro in bocca a chiunque abbia a cuore i valori cooperativi.
Le organizzazioni sindacali dichiarano che il Contratto Aziendale mantiene la propria validità e deve essere data continuità alla sua applicazione e dichiarano un primo pacchetto di 8 ore di sciopero da effettuarsi dopo la campagna di Assemblee informative che si svolgeranno immediatamente in tutti i luoghi di lavoro.
Anche la giornata del 1° maggio sarà occasione per informare cittadini e soci Coop di quanto accaduto, dello stato della cooperativa, delle problematiche condizioni dei lavoratori e delle lavoratrici Coop Estense.

27/4/2012

Filcams/Cgil, Fisascat/Cisl, Uiltucs/Uil Nazionali
Di Labio – Dell’Orefice – Veronese

Fonte: filcams.it

Rassegna stampa

Gazzetta di Modena (4/5/2012)

Prima pagina Modena (4/5/2012)

Sassuolo 2000 (4/5/2012)

Estense (29/4/2012)

il Fatto Quotidiano Emilia Romagna (29/4/2012)

il Resto del Carlino Modena (29/4/2012)

24 Emilia (28/4/2012)

Corriere del Mezzogiorno (28/4/2012)

Estense (28/4/2012)

Gazzetta di Modena (28/4/2012)

Modena on line (28/4/2012)

Prima pagina Modena (28/4/2012)

Qui Modena (28/4/2012)

Gazzetta di Modena (27/4/2012)

Modena 2000 (27/4/2012)

Riviera24 (27/4/2012)

DOCUMENTAZIONE FILCAMS CGIL MODENA SU LIBERALIZZAZIONE ORARI COMMERCIALI (2012)

(Aggiornamento al 25/4/2012)

Vedi rassegna stampa modenese

Di seguito i documenti prodotti dalla Filcams CGIL di Modena:

STAMPA MODENESE DALL’AVVIO DELLA LIBERALIZZAZIONE DEGLI ORARI COMMERCIALI (2012)

(Aggiornamento rassegna stampa al 16/5/2012)

Vedi documentazione Filcams CGIL Modena

Di seguito un’ampia rassegna stampa sulla situazione che si è concretizzata nel territorio modenese:

LIBERALIZZAZIONE DEGLI ORARI DEL COMMERCIO: UN ERRORE POLITICO, ECONOMICO E MORALE

Tema caldo e di stretta attualità quello affrontato lunedì prossimo 23 aprile 2012 nella tavola rotonda “Liberalizzazione degli orari del commercio: un errore politico, economico e morale”, organizzata dai sindacati di settore Filcams/Cgil, Fisascat/Cisl e Uiltucs/Uil di Modena.

L’appuntamento è al pomeriggio alle ore 14.30 presso la sala “9 Gennaio 1950” della Cgil (10° piano, piazza Cittadella 36).

Discutono del tema Graziano Pini docente presso la Facoltà di Giurisprudenza Università di Modena e Reggio Emilia, don Federico Pigoni Vicario Episcopale per la Pastorale della Diocesi di Modena, Alberto Crepaldi segretario Confcommercio città di Modena, Fulgenzio Brevini responsabile sindacale Confesercenti area Modena, e i segretari di Filcams Fisascat e Uiltucs Marzio Govoni, Liliana Castiglioni e Lorenzo Tollari.

La nuova normativa varata a dicembre scorso dal Governo Monti toglie ogni regola in materia di orari commerciali ed ha ampiamente mostrato nel territorio modenese di non riuscire a dare alcuna delle risposte urgenti e necessarie per la ripresa del paese.

Non garantisce infatti nessun incremento dell’occupazione e nemmeno la tanto richiesta e sperata ripresa dei consumi interni.

In questo contesto di recessione non trova una logica spiegazione sostenere che per incrementare le spese è sufficiente ampliare il numero di ore di apertura. Inoltre, l’assenza di regole consente ai soggetti più spregiudicati l’apertura anche durante le maggiori festività nazionali, senza alcun rispetto verso le date fondanti l’identità del nostro Paese.

Se mancano effetti positivi prodotti dalla norma, si hanno invece effetti devastanti nelle vite dei lavoratori, in maggioranza donne, che operano nel settore del commercio, così come sulle piccole e piccolissime aziende che non sono in grado di tenere il passo con i colossi della Grande Distribuzione Organizzata che hanno fortemente voluto questa normativa.

Il dibattito modenese vuole contribuire a delineare proposte concrete per un futuro sostenibile del commercio, con l’ambizione di costruire un mobilitazione per modificare l’attuale legge.

23 Aprile 2012 – ore 14:30

presso la sala “9 Gennaio”, al 10° piano della Camera del Lavoro di Modena in P.zza Cittadella, si svolgerà la tavola rotonda dal titolo

Liberalizzazione degli orari del commercio:
un errore politico, economico e morale

Per delineare un possibile futuro sostenibile del commercio e con l’ambizione di modificare l’attuale legge portando proposte concrete con Filcams CGIL, Fisascat CISL, Uiltucs UIL ne discutono

Graziano Pini, docente universitario presso la facoltà di Giurisprudenza dell’Università di Modena e Reggio Emilia

Don Federico Pigoni, Vicario Episcopale per la Pastorale della Diocesi di Modena

Alberto Crepaldi, segretario Confcommercio città di Modena

Fulgenzio Brevini, responsabile sindacale Confesercenti area Modena

Marzio Govoni, segretario generale Filcams CGIL Modena

Liliana Castiglioni, segretario generale Fisascat CISL Modena

Lorenzo Tollari, segretario generale Uiltucs UIL Modena

Filcams CGIL – Fisascat CISL – Uiltucs UIL

Modena, 20 aprile 2012

Scarica la locandina in formato .pdf

Rassegna stampa

Gazzetta di Modena – 24 aprile 2012

Prima pagina Modena – 24 aprile 2012

Prima pagina Modena – 24 aprile 2012

il Resto del Carlino Modena – 24 aprile 2012

Servizio di E’TG Modena Antenna 1 a partire 4′ e 03″

SCIOPERO CGIL 19 APRILE 2012, LA FORTE PARTECIPAZIONE SOTTOLINEA IL BISOGNO DI CAMBIAMENTO

Circa 8.000 manifestanti hanno preso parte stamattina alla manifestazione per lo sciopero provinciale di 8 ore dei lavoratori delle categorie Cgil di pubblico impiego, scuola-università-ricerca, lavoratori privati in legge 146 (addetti nei servizi alle persone, quali nidi, materne, case protette, servizi handicap), lavoratori di commercio-turismo-terziario, Poste, telecomunicazioni, banche-assicurazioni-riscossioni tributi, igiene ambientale, gas-acqua, elettricità.

Lo sciopero di oggi rientra nella mobilitazione delle prime 8 ore di sciopero, delle 16 proclamate a livello nazionale, contro la riforma del mercato del lavoro e per rivendicare provvedimenti per la crescita e lo sviluppo, e per l’occupazione di qualità. La Cgil ritiene inoltre necessario la revisione delle norme pensionistiche che penalizzano fortemente le donne, i lavoratori precoci e i giovani, e lascia senza tutele centinaia di migliaia di lavoratori cosidetti “esodati”.

Il corteo di stamattina è stato molto partecipato e variegato, caratterizzato principalmente dalla presenza di tanti lavoratori del pubblico impiego, del commercio e di metalmeccanici. E’ partito da una sede non usuale, via Galaverna dove hanno sede molti uffici pubblici e strutture commerciali, ha sfilato in centro storico lungo la via Emilia e si è concluso con un grande sit-in in largo Garibaldi, dove Tania Scacchetti della segreteria Cgil ha tenuto il comizio conclusivo.

Scacchetti ha sottolineato, tra l’altro, che “la grande presenza di oggi manda un messaggio al paese che lavoratori e lavoratrici non si rassegnano ad una riforma che non risolve il problema della precarietà, della flessibilizzazione spinta del mercato del lavoro, e non garantisce l’universalità degli ammortizzatori sociali”.

“Sull’art. 18, – ha aggiunto Scacchetti – il reintegro per motivi economici costituisce un passo avanti, frutto della mobilitazione di queste settimane, ma non sufficiente per ripristinare centralità e dignità del lavoro. Non è con i licenziamenti facili, come ci vuol far credere qualcuno, che si crea occupazione e si determinano condizioni per la crescita”.

Dal palco la sindacalista ha rivendicato politiche per lo sviluppo, investimenti in innovazione e ricerca, per creare nuovo lavoro e scelte di equità in materia fiscale, con la tassazione di rendite finanziarie e patrimoni.

La presenza in manifestazione di oggi di tante lavoratrici e lavoratori del commercio è dovuta anche alla protesta contro il decreto sulle liberalizzazioni che lungi dal toccare gli interessi delle vere corporazioni del nostro Paese, si caratterizza quasi esclusivamente per la deregolamentazione degli orari commerciali, senza creare posti di lavoro in più e senza maggiori vendite, e peggiora esclusivamente le condizioni di lavoro e di vita delle addette del settore.

Per tutte queste ragioni, la Cgil proseguirà la mobilitazione con l’obbiettivo di presidiare il percorso parlamentare di approvazione del Ddl sul mercato del lavoro e conquistare le modifiche richieste.

Modena, 19 aprile 2012

Alcune foto del pezzo di corteo Filcams

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