Multiservizi-Imprese Pulizie
Tutte le novità per i lavoratori occupati nel settore Multiservizi – Imprese di Pulizie in provincia di Modena
SCIOPERO CGIL 19 APRILE 2012, LA FORTE PARTECIPAZIONE SOTTOLINEA IL BISOGNO DI CAMBIAMENTO
Circa 8.000 manifestanti hanno preso parte stamattina alla manifestazione per lo sciopero provinciale di 8 ore dei lavoratori delle categorie Cgil di pubblico impiego, scuola-università-ricerca, lavoratori privati in legge 146 (addetti nei servizi alle persone, quali nidi, materne, case protette, servizi handicap), lavoratori di commercio-turismo-terziario, Poste, telecomunicazioni, banche-assicurazioni-riscossioni tributi, igiene ambientale, gas-acqua, elettricità.
Lo sciopero di oggi rientra nella mobilitazione delle prime 8 ore di sciopero, delle 16 proclamate a livello nazionale, contro la riforma del mercato del lavoro e per rivendicare provvedimenti per la crescita e lo sviluppo, e per l’occupazione di qualità. La Cgil ritiene inoltre necessario la revisione delle norme pensionistiche che penalizzano fortemente le donne, i lavoratori precoci e i giovani, e lascia senza tutele centinaia di migliaia di lavoratori cosidetti “esodati”.
Il corteo di stamattina è stato molto partecipato e variegato, caratterizzato principalmente dalla presenza di tanti lavoratori del pubblico impiego, del commercio e di metalmeccanici. E’ partito da una sede non usuale, via Galaverna dove hanno sede molti uffici pubblici e strutture commerciali, ha sfilato in centro storico lungo la via Emilia e si è concluso con un grande sit-in in largo Garibaldi, dove Tania Scacchetti della segreteria Cgil ha tenuto il comizio conclusivo.
Scacchetti ha sottolineato, tra l’altro, che “la grande presenza di oggi manda un messaggio al paese che lavoratori e lavoratrici non si rassegnano ad una riforma che non risolve il problema della precarietà, della flessibilizzazione spinta del mercato del lavoro, e non garantisce l’universalità degli ammortizzatori sociali”.
“Sull’art. 18, – ha aggiunto Scacchetti – il reintegro per motivi economici costituisce un passo avanti, frutto della mobilitazione di queste settimane, ma non sufficiente per ripristinare centralità e dignità del lavoro. Non è con i licenziamenti facili, come ci vuol far credere qualcuno, che si crea occupazione e si determinano condizioni per la crescita”.
Dal palco la sindacalista ha rivendicato politiche per lo sviluppo, investimenti in innovazione e ricerca, per creare nuovo lavoro e scelte di equità in materia fiscale, con la tassazione di rendite finanziarie e patrimoni.
La presenza in manifestazione di oggi di tante lavoratrici e lavoratori del commercio è dovuta anche alla protesta contro il decreto sulle liberalizzazioni che lungi dal toccare gli interessi delle vere corporazioni del nostro Paese, si caratterizza quasi esclusivamente per la deregolamentazione degli orari commerciali, senza creare posti di lavoro in più e senza maggiori vendite, e peggiora esclusivamente le condizioni di lavoro e di vita delle addette del settore.
Per tutte queste ragioni, la Cgil proseguirà la mobilitazione con l’obbiettivo di presidiare il percorso parlamentare di approvazione del Ddl sul mercato del lavoro e conquistare le modifiche richieste.
Modena, 19 aprile 2012
Alcune foto del pezzo di corteo Filcams
A MODENA IL 19 APRILE 2012 SCIOPERO GENERALE DI TUTTA LA GIORNATA
LA CGIL CONFERMA LA MOBILITAZIONE PER CAMBIARE
LA MANOVRA DEL GOVERNO MONTI
Scarica il volantino dello sciopero del 19 Aprile 2012 in formato .pdf
In continuità con le iniziative delle categorie
dell’industria fatte a Modena il 29 Marzo e il 5 Aprile il
19 APRILE 2012 SCIOPERO GENERALE DI TUTTA LA GIORNATA
delle lavoratrici e lavoratori (anche somministrati) di
- ENTI PUBBLICI
- TUTTI I SETTORI PRIVATI CHE EROGANO SERVIZI ALLE PERSONE (coop sociali, asili nido, case protette, ecc.)
- SCUOLA
- RICERCA
- UNIVERSITA’
- FORMAZIONE PROFESSIONALE
- COMMERCIO
- TURISMO
- SERVIZI
- VIGILANZA
- MULTISERVIZI
- APPALTI POSTALI
- TELECOMUNICAZIONI
- POSTE
- BANCARI
- ASSICURATIVI
- RISCOSSIONE TRIBUTI
- IGIENE AMBIENTE
- GAS ACQUA
- ELETTRICI
IL CORTEO PARTIRA’ DA VIA GALAVERNA
(PIAZZALE COOP CIALDINI – CONCENTRAMENTO ORE 9:00)
PER RAGGIUNGERE LARGO GARIBALDI DOVE SI TERRA’ UN SIT-IN
Il Direttivo Nazionale della CGIL ha varato 16 ore di sciopero, 8 delle quali articolate a livello locale, per contrastare i contenuti della bozza di riforma del Governo Monti.
A Modena ha già scioperato la FIOM il 29 marzo, e le altre categorie dell’industria il 5 aprile.
La CGIL ha contestato e contesta l’intervento progettato dal Governo sull’art. 18, l’insufficiente intervento in materia di mercato del lavoro, la riduzione degli ammortizzatori sociali in un periodo di profonda crisi economica. Resta ancora aperta per la CGIL la partita Pensioni, con la pressante richiesta di revisione di una riforma rozza e sbagliata.
La costante mobilitazione della CGIL ha ottenuto la riconquista del “reintegro” nel caso di licenziamenti economici insussistenti, reintegro che al termine della consultazione con le parti sociali il Governo aveva escluso. E’ un primo seppur parziale risultato positivo, che ripristina il principio che la CGIL ha sempre ritenuto irrinunciabile, riassegnando all’art. 18 il valore di deterrenza che la formulazione iniziale espressa dal Governo cancellava.
Purtroppo la cosiddetta “Riforma del Lavoro in una prospettiva di crescita” non contiene le necessarie ed urgenti previsioni per stimolare la crescita economica e definire strategie per la creazione di posti di lavoro, per esempio riducendo la pressione fiscale sul lavoro dipendente e sulle pensioni.
La riforma non risolve in modo compiuto l’impegno dichiarato dal Governo di riassegnare al lavoro a tempo indeterminato il ruolo di tipologia contrattuale prevalente perché, seppure con leggere rivisitazioni, restano in campo tutte le forme di precarietà che hanno caratterizzato questi ultimi anni. Ed in questo ambito viene completamente mancato l’obiettivo di ridefinire in termini universali la copertura degli ammortizzatori sociali. Infatti i requisiti per maturare il diritto restano invariati non includendo i giovani ed i lavoratori discontinui.
In base a queste valutazioni la CGIL ritiene necessario proseguire con la mobilitazione al fine di presidiare attivamente la discussione parlamentare sul Disegno di legge per migliorarlo a partire da crescita, precarietà e ammortizzatori sociali.
Continuiamo la mobilitazione per ridurre la pressione fiscale sul lavoro dipendente ed i pensionati.
Continuiamo la mobilitazione per ottenere provvedimenti per la crescita economica e la creazione di posti di lavoro.
CGIL Modena
RIPARTIAMO DAL LAVORO
Campagna nazionale del tesseramento 2012 della Filcams CGIL
- SuperPrecario e il Turno Eterno
- SuperPrecario e lo Sporco Impossibile
- SuperPrecario e le Pieghe Amare




I LAVORATORI DI LORIA (CARPI) MARTEDI’ 28/2/2012 A BALLARO’
Contiene rassegna stampa aggiornata al 7/4/2012
La difficile vertenza che stanno vivendo le lavoratrici ed i lavoratori della biblioteca Loria di Carpi approda a Ballarò.
Su youtube.com il filmato e le fotografie delle telecamere di Ballarò in Loria. Fonte: temponews.it
Un’ampia rassegna stampa dell’evoluzione degli ultimi 2 anni dell’appalto Loria.
4/4/2012 il Resto del Carlino Modena
28/3/2012 il Resto del Carlino Modena
25/2/2012 il Resto del Carlino
23/2/2012 il Resto del Carlino
12/2/2012 il Resto del Carlino
29/1/2012 il Resto del Carlino
2011
30/3/2011 l’Unità Emilia Romagna
30/3/2011 il Resto del Carlino
17/3/2011 il Resto del Carlino
2010
1/12/2010 il Resto del Carlino
31/10/2010 il Resto del Carlino
30/10/2010 Informazione Modena
29/10/2010 il Resto del Carlino
25/10/2010 il Resto del Carlino
22/10/2010 il Resto del Carlino
22/10/2010 Informazione Modena
IL SEGRETARIO CGIL CAMUSSO HA INCONTRATO IERI A MODENA I BIBLIOTECARI DELLA LORIA DI CARPI
La vicenda dei 17 licenziamenti alla Biblioteca comunale Loria di Carpi, a seguito del taglio del servizio deciso dall’Amministrazione Campedelli, è stata più volte evocata nel corso dell’iniziativa di sindacale di ieri pomeriggio a Modena alla presenza del segretario nazionale della Cgil Susanna Camusso.
L’iniziativa di ieri era promossa dai sindacati CGIL della Funzione Pubblica e di Scuola-Università-Ricerca per la campagna di rinnovo delle rappresentanze sindacali unitarie (RSU) nel pubblico impiego che si terrà con le elezioni il 5-6-7 marzo prossimi.
La vicenda dei bibliotecari della Loria è stata ricordata come esempio negativo nell’intervento introduttivo di Marco Bonaccini segretario FP/Cgil Modena, e poi ripresa nelle parole accorate della delegata sindacale Fp/Cgil della Biblioteca Loria, sottolineando la vicinanza dei dipendenti comunali a quelli dell’appalto.
Unanime e forte la richiesta all’Amministrazione comunale di Carpi di rinunciare ad un taglio dagli effetti così drammatici, è venuta dall’intera platea di oltre 700 delegati del pubblico impiego.
Al termine dell’iniziativa una delegazione di lavoratori e lavoratrici dell’appalto hanno incontrato il segretario nazionale Cgil Susanna Camusso (in foto), che ha espresso la propria piena solidarietà a chi, tra poco più di un mese, potrebbe perdere il posto di lavoro.
Modena-Carpi, 22 febbraio 2012
Filcams/Cgil Carpi

Susanna Camusso esprime la sua solidarietà ai bibliotecari della Loria, 21.2.2012
17 LICENZIAMENTI ALLA BIBLIOTECA LORIA DI CARPI
Il Comune di Carpi non ha intenzione di rinnovare l’appalto Biblioteca Loria, dove attualmente lavorano 17 persone. Il tema è stato anticipato ieri al tavolo di confronto sul bilancio di previsione 2012, e confermato oggi al tavolo di trattative tra il Comune di Carpi e le Organizzazioni Sindacali. Dal 1° aprile 2012 il servizio verrà ulteriormente ridimensionato, con la probabile chiusura domenicale, e sarà gestito da dipendenti del Comune provenienti da altri servizi.
La Biblioteca Loria era nata nella prospettiva di essere il fiore all’occhiello della cultura carpigiana e non solo. Dal 2010 è cominciato il ridimensionamento dell’appalto e la riduzione del servizio, appaltato alla Coop Euro&Promos. Forti sono state le contestazioni del Sindacato e dei lavoratori ai continui tagli portati al loro reddito, già ridotto in quanto per lo più si tratta di part-time.
Lavoratori e lavoratrici sono in cassa integrazione dal marzo 2010, e nell’aprile 2011 hanno subito ulteriori tagli di ore di lavoro e di retribuzione. Già nel 2010 vi erano state avvisaglie, più volte smentite dall’Amministrazione, sull’intenzione di re-internalizzare il servizio.
Non è accaduto allora, ma accade oggi.
La scelta dell’Amministrazione carpigiana, qualora confermata, porterà inevitabilmente al licenziamento di 17 uomini e donne per lo più cittadini carpigiani.
Sarebbe una scelta sconcertante, sia nel merito che per il metodo, che non può essere accettata silenziosamente.
Le Organizzazioni Sindacali che rappresentano i lavoratori coinvolti hanno richiesto un incontro urgente all’Amministrazione comunale e all’Assessore per valutare strade alternative che tutelino l’occupazione delle lavoratrici e dei lavoratori dell’appalto Biblioteca Loria.
Carpi, 27 gennaio 2012
Marcella Capitani Filcams/Cgil – Giulia Moretti Fp/Cgil
Carpi
COMITATO DIRETTIVO FILCAMS CGIL MODENA: ORDINE DEL GIORNO
14 Dicembre 2011
Il Comitato Direttivo della Filcams CGIL di Modena riunito il giorno 14 Dicembre 2011 esprime fortissima preoccupazione per le scelte annunciate dal Governo nella cosiddetta manovra “Salva Italia”. Questa manovra colpirà i settori Filcams in diversi modi. Il più evidente è legato all’aumento dell’età pensionabile. Soprattutto per le donne, che sono la stragrande maggioranza degli occupati nei settori della Filcams CGIL e che in moltissimi casi già devono vivere con retribuzioni al di sotto della soglia della povertà, la situazione sarà aggravata dall’allontanamento del pensionamento e dalle penalizzazioni ideate dal Governo.
Ma non solo. I delegati e le delegate ritengono dannosa la decisione del Governo di intervenire sulla liberalizzazione degli orari commerciali, argomento che la Costituzione della Repubblica Italiana assegna alle Regioni. Tale decisione diverrà un fatto concreto dal 1 Gennaio 2012 consentendo illimitate aperture delle attività commerciali a qualsiasi ora ed in qualunque giorno dell’anno (anche a Natale, Pasqua, Capodanno, festa dei Lavoratori, festa della Liberazione,…), ma anche garantendo la liberalizzazione delle aperture di attività commerciali superiori ai 2500 mq.
A queste condizioni solo la Grande Distribuzione Organizzata potrà attrezzarsi per garantire tutte le aperture previste e le piccole strutture del commercio dei centri storici o di quartiere saranno inevitabilmente costrette alla chiusura per l’incapacità di essere concorrenziali rispetto ai centri commerciali. Gli eventuali posti di lavoro generati dall’incremento degli orari di lavoro della Grande Distribuzione Organizzata non potranno compensare l’aumento della disoccupazione generato dalla chiusura delle strutture più piccole. In questo contesto i lavoratori si troveranno ad operare in contesti sempre più precarizzanti fatti di orari che impediranno le necessarie conciliazioni dei tempi di vita con i tempi di lavoro.
I dirompenti effetti sociali della liberalizzazione ci porteranno quindi a
- un saldo occupazionale negativo,
- il venir meno del presidio di legalità, ruolo spesso assolto dalle strutture del commercio in alcune zone degradate dei nostri territori,
- il grave problema legato alla mobilità, soprattutto per gli anziani che hanno grosse difficoltà di spostamento e non potranno più fare la spesa nel negozio vicino a casa,
- la coesione stessa delle famiglie i cui componenti lavorino in strutture commerciali.
Ma la liberalizzazione non gioverà nemmeno ad incrementare i consumi. Infatti la scelta recessiva effettuata dal Governo di aumentare l’IVA non contribuirà certo ad aumentare la già scarsa capacità di acquisto dei consumatori e la sola liberalizzazione non sarà garanzia di riduzione dei prezzi per i cittadini o di miglioramento dei servizi erogati.
Il Comitato Direttivo della Filcams CGIL rivendica i contenuti e chiede la piena applicazione dell’accordo sottoscritto dal Comune di Modena e da tutte le parti sociali nel quale, con un’operazione di rotazione, si garantisce ai consumatori un servizio con presidio di commercio alimentare in ogni giornata festiva e non si incrementa di una sola domenica le festività lavorative. Al contempo chiede il rispetto delle norme costituzionali che attribuiscono alle Regioni il potere di normare gli orari commerciali e valuta positivamente le iniziative dei giorni scorsi che hanno visto l’analogo interessamento diretto di tre amministrazioni locali (Modena, Carpi, Sassuolo) nei confronti della Regione Emilia Romagna. Le delegate ed i delegati chiedono che l’impegno venga mantenuto alto anche attraverso idonee forme di mobilitazione.
IL REGALO DI NATALE DEL PREMIER MONTI AI LAVORATORI DEGLI APPALTI
Il Decreto Salva Italia del Governo Monti continua a riservare sorprese negative. Più si aprofondisce il testo più si fatica a comprendere quale sia il concetto di equità sotteso a questa manovra. L’ultima categoria che risentirà gravemente degli effetti di questo decreto sono i lavoratori degli appalti.
In che modo? Perdendo diritti e garanzia del rispetto delle regole, retributive e contrattuali per tutti i lavoratori.
Infatti l’art. 44 del Decreto Monti prevede una cosa tanto semplice quanto scandalosa! Viene abrogato l’art. 81 comma 3-bis della Legge 163/2006 (il Codice dei Contratti Pubblici con il quale vengono definite le norme con cui si affidano gli appalti).
Ma cosa viene abrogato con questo articolo? Viene abrogato il riferimento alle tabelle ministeriali che definiscono il costo del lavoro nei settori in appalto e conseguentemente il rispetto dei contratti nazionali di lavoro, da cui appunto vengono ricavati i minimi salariali con cui vengono costruite queste tabelle.
Questo è un fatto gravissimo. In pratica si permette di partecipare ad appalti pubblici a soggetti che applicano contratti capestro o che comunque non rispettano le norme basilari in tema di contratti nazionali e rispetto dei minimi salariali per i lavoratori.
Questo significa che potremo assistere, in nome della libera concorrenza, all’affermazione (legittimata dalla legge) di soggetti imprenditoriali che non rispettano le norme contrattuali o che applicano contratti sottoscritti da sindacati di comodo o peggio ancora cooperative spurie che applicheranno regolamenti interni in deroga e in barba ad ogni legge, con disastrosi effetti per la tutela dei lavoratori coinvolti.
Non bastava il fatto che il Governo Berlusconi fosse già intervenuto modificando in peggio le normative sugli affidamenti degli appalti con l’offerta economicamente più vantaggiosa, facendola diventare un massimo ribasso mascherato.
Il governo Monti interviene cancellando l’unica norma di tutela minima ancora prevista, annullando di fatto l’obbligo del rispetto dei contratti nazionali e svendendo in tal modo un intero settore che, solo per i servizi di pulizia, impiega circa 500000 lavoratori in tutto il Paese.Dopo le pensioni la scure dell’equità si abbatte anche sui lavoratori delle pulizie e di tutti gli appalti pubblici (ristorazione, servizi in genere, vigilanza etc.) che, come tutti sanno, rappresentano una grossa fetta dei privilegiati italiani, essendo persone che campano abbondantemente e felicemente con i loro lauti stipendi da 700-800 euro al mese (quando va bene!).
La norma va reinserita, pena la completa disintegrazione dei diritti in tutto il mondo degli appalti.
Un motivo in più per i lavoratori degli appalti per manifestare il proprio dissenso con lo sciopero generale della CGIL, convocato per l’intera giornata di lunedì 12 Dicembre e per richiedere e sollecitare le opportune modifiche alla manovra.
9/12/2011
Filcams-CGIL Modena
CGIL EMILIA ROMAGNA: A BOLOGNA, MODENA, REGGIO EMILIA E FERRARA SCIOPERO DI 8 ORE
“Tutte le azioni di sciopero e di protesta promosse dai sindacati per lunedì 12 dicembre sono finalizzate a modificare la manovra del governo, che giudichiamo socialmente insostenibile e che si conferma tale man mano che tecnicamente entriamo nel merito dei provvedimenti” è quanto dichiara in una nota Vincenzo Colla, Segretario Generale della CGIL Emilia Romagna in merito alle differenti modalità con le quali si svolgerà in Emilia Romagna la giornata di lotta di lunedì 12 dicembre contro la manovra del governo.
Per il dirigente sindacale “non basta alzare leggermente il tetto delle pensioni che verranno escluse dal taglio della rivalutazione per cambiare il segno dell’iniquità alle misure adottate. Si può salvare l’Italia in modo diverso – spiega Colla – e CGIL, CISL, UIL unitariamente presenteranno le proprie richieste di modifica, un fatto nuovo e importante”.
Il percorso di mobilitazione delle tre confederazioni, iniziato separatamente e con tempi strettissimi, è confluito a livello nazionale nello sciopero unitario. “Non tutte le strutture CGIL dell’Emilia Romagna, dove la macchina organizzativa si è mossa con efficacia straordinaria, – avverte il Segretario Generale della CGIL Emilia Romagna – hanno adottato le stesse modalità: in alcuni territori il rapporto con CISL e UIL era già avviato anche prima della dichiarazione unitaria nazionale; in altre camere del lavoro si era deciso di mettere in rilievo fatti politici molto significativi, per oggi e anche in prospettiva, nel rapporto con le categorie, in particolare con la FIOM rispetto al caso FIAT, che hanno spinto a mantenere percorsi diversi”.
Dunque, fa sapere la CGIL Emilia Romagna, il 12 dicembre a Bologna, Modena, Reggio Emilia e Ferrara le Camere del lavoro mantengono lo sciopero di otto ore già proclamato prima delle novità nazionali. Tutte le strutture hanno comunque proposto a CISL e UIL provinciali un confronto utile a proseguire insieme la mobilitazione. “Intanto – conclude Colla – si prepara un altro appuntamento unitario molto importante con lo sciopero dei lavoratori del pubblico impiego proclamato da CGIL, CISL e UIL per il 19 dicembre”.
07/12/2011
Fonte: cgil.it
Scarica il comunicato stampa di Vincenzo Colla, Segretario Generale CGIL ER in formato .pdf
NOTA SEGRETERIA NAZIONALE FILCAMS: SCIOPERO CGIL 12 DICEMBRE 2011
La Segreteria Nazionale Filcams, nel condividere le valutazioni della Segreteria Nazionale Cgil sulla manovra “Salva Italia” del Governo Monti, sottolinea come alcuni dei provvedimenti indicati avranno una ricaduta fortemente negativa sul settore e sulle condizioni delle lavoratrici e dei lavoratori del terziario.
Innanzitutto, l’aumento di due punti dell’Iva avrà ricadute evidenti sull’andamento dei consumi, già fortemente in calo. La crisi dei consumi rappresenta una delle manifestazioni più evidenti della crisi economica del Paese e parla della difficoltà crescenti di migliaia e migliaia di famiglie italiane ad arrivare alla fine della terza settimana. Tale provvedimento accentuerà le difficoltà dei ceti sociali più deboli, tanto più che le conseguenze colpiranno indiscriminatamente i consumatori, indipendentemente dal loro reddito, individuale e familiare.
Le misure relative alla previdenza, già fortemente inique, per le ragioni denunciate dalla Cgil, colpiranno soprattutto le donne, la stragrande maggioranza di coloro che lavorano nel settore terziario. Se intervenire sulle pensioni per fare cassa è sbagliato, perché contrario al tanto dichiarato obiettivo del necessario riequilibrio generazionale, ancor di più lo diventa negando la peculiare condizione delle donne nel lavoro e nella società, a partire dalle conseguenze del lavoro di cura non retribuito sulla discontinuità dei percorsi contributivi. Non si può agire su pensione di vecchiaia e di anzianità delle donne con un approccio eminentemente contabile. Il criterio della flessibilità di accesso non penalizzante resta l’unico strumento per riconoscere alle donne la specifica condizione, che nel settore terziario rappresenta la caratteristica prevalente di un mondo del lavoro già ampiamente caratterizzato da situazioni di precarietà.
La liberalizzazione degli orari commerciali è misura inutile e dannosa.
Inutile, poiché non avrà alcuna conseguenza sull’andamento del consumo, in quanto i redditi resteranno al palo ed i consumi continueranno a calare, secondo tutte le previsioni. Per questo sarebbe piuttosto necessaria una manovra di alleggerimento del peso fiscale dei redditi da lavoro e da pensione.
Dannosa, perché peggiorerà le condizioni di lavoro dei dipendenti degli esercizi commerciali, oltreché mettere in crisi la diffusa rete del piccolo e medio commercio, che impiega la stragrande maggioranza degli addetti. Le aziende, soprattutto della grande distribuzione, per assicurarsi le aperture totali, faranno ricorso ad ogni tipo di contratto, che accentuerà le condizioni di precariato, soprattutto dei giovani e delle donne. Inoltre, spingeranno a regimi di orario giornaliero e settimanale che renderanno impraticabile la conciliazione dei tempi di vita e di lavoro, in particolare, per le donne.
La decisione è ancora più grave, perché contraria all’impegno assunto con le parti sociali in sede di Associazione Nazionale dei Comuni, lo scorso 29 aprile, di assegnare tale materia alla concertazione territoriale, nel quadro della legiferazione regionale, salvaguardando le principali festività religiose e civili.
Infine, il carattere inequivocabilmente recessivo della manovra, si scaricherà a sua volta sul settore terziario, ritardando l’avvio di una indispensabile nuova fase di sviluppo orientata all’innovazione ed alla sostenibilità.
E’ positivo che la manovra preveda l’estensione alle partite IVA di alcuni diritti, come alla salute e alla maternità. Ma il settore resta sostanzialmente privo degli strumenti di protezione del reddito nella crisi. Le previsioni per il 2012 sono buie e per il settore del consumo ancora più negative. Il terziario rischia di vivere una nuova fase di crisi dell’occupazione. Per questo, il carattere di equità della manovra deve potersi misurare a partire dalle misure di protezione sociale nei periodi di grave crisi economica, come quella che stiamo vivendo.
Per queste ragioni la Filcams parteciperà alle iniziative territoriali e regionali previste in occasione dello sciopero generale di lunedì 12 dicembre, portando la voce delle lavoratrici e dei lavoratori del terziario, a sostegno delle richieste qui rappresentate.
Al fine di favorire la partecipazione a tutte le iniziative in programma, per i settori non coperti dalla Legge 146 le lavoratrici ed i lavoratori si asterranno dal lavoro per
l’intera giornata lavorativa
compatibilmente con i programmi definiti territorialmente dalle strutture confederali e con il mandato a ricercare le possibili convergenze con le decisioni a loro volta assunte dalle strutture territoriali di categoria e confederali di Cisl e Uil.
I settori vincolati al rispetto della Legge 146, oltre a partecipare con proprie delegazioni alle iniziative in programma, svolgeranno nei luoghi di lavoro assemblee informative sui giudizi e le proposte della Cgil e della Filcams sulla manovra del Governo.
La Segreteria Nazionale FILCAMS CGIL
Roma, 6 dicembre 2011
























