Mense e Ristorazione

Tutte le novità per i lavoratori occupati nel settore Mense e Ristorazione in provincia di Modena

Archivio News

SCIOPERO CGIL 19 APRILE 2012, LA FORTE PARTECIPAZIONE SOTTOLINEA IL BISOGNO DI CAMBIAMENTO

Circa 8.000 manifestanti hanno preso parte stamattina alla manifestazione per lo sciopero provinciale di 8 ore dei lavoratori delle categorie Cgil di pubblico impiego, scuola-università-ricerca, lavoratori privati in legge 146 (addetti nei servizi alle persone, quali nidi, materne, case protette, servizi handicap), lavoratori di commercio-turismo-terziario, Poste, telecomunicazioni, banche-assicurazioni-riscossioni tributi, igiene ambientale, gas-acqua, elettricità.

Lo sciopero di oggi rientra nella mobilitazione delle prime 8 ore di sciopero, delle 16 proclamate a livello nazionale, contro la riforma del mercato del lavoro e per rivendicare provvedimenti per la crescita e lo sviluppo, e per l’occupazione di qualità. La Cgil ritiene inoltre necessario la revisione delle norme pensionistiche che penalizzano fortemente le donne, i lavoratori precoci e i giovani, e lascia senza tutele centinaia di migliaia di lavoratori cosidetti “esodati”.

Il corteo di stamattina è stato molto partecipato e variegato, caratterizzato principalmente dalla presenza di tanti lavoratori del pubblico impiego, del commercio e di metalmeccanici. E’ partito da una sede non usuale, via Galaverna dove hanno sede molti uffici pubblici e strutture commerciali, ha sfilato in centro storico lungo la via Emilia e si è concluso con un grande sit-in in largo Garibaldi, dove Tania Scacchetti della segreteria Cgil ha tenuto il comizio conclusivo.

Scacchetti ha sottolineato, tra l’altro, che “la grande presenza di oggi manda un messaggio al paese che lavoratori e lavoratrici non si rassegnano ad una riforma che non risolve il problema della precarietà, della flessibilizzazione spinta del mercato del lavoro, e non garantisce l’universalità degli ammortizzatori sociali”.

“Sull’art. 18, – ha aggiunto Scacchetti – il reintegro per motivi economici costituisce un passo avanti, frutto della mobilitazione di queste settimane, ma non sufficiente per ripristinare centralità e dignità del lavoro. Non è con i licenziamenti facili, come ci vuol far credere qualcuno, che si crea occupazione e si determinano condizioni per la crescita”.

Dal palco la sindacalista ha rivendicato politiche per lo sviluppo, investimenti in innovazione e ricerca, per creare nuovo lavoro e scelte di equità in materia fiscale, con la tassazione di rendite finanziarie e patrimoni.

La presenza in manifestazione di oggi di tante lavoratrici e lavoratori del commercio è dovuta anche alla protesta contro il decreto sulle liberalizzazioni che lungi dal toccare gli interessi delle vere corporazioni del nostro Paese, si caratterizza quasi esclusivamente per la deregolamentazione degli orari commerciali, senza creare posti di lavoro in più e senza maggiori vendite, e peggiora esclusivamente le condizioni di lavoro e di vita delle addette del settore.

Per tutte queste ragioni, la Cgil proseguirà la mobilitazione con l’obbiettivo di presidiare il percorso parlamentare di approvazione del Ddl sul mercato del lavoro e conquistare le modifiche richieste.

Modena, 19 aprile 2012

Alcune foto del pezzo di corteo Filcams

A MODENA IL 19 APRILE 2012 SCIOPERO GENERALE DI TUTTA LA GIORNATA

LA CGIL CONFERMA LA MOBILITAZIONE PER CAMBIARE
LA MANOVRA DEL GOVERNO MONTI

Scarica il volantino dello sciopero del 19 Aprile 2012 in formato .pdf

In continuità con le iniziative delle categorie
dell’industria fatte a Modena il 29 Marzo e il 5 Aprile il

19 APRILE 2012 SCIOPERO GENERALE DI TUTTA LA GIORNATA

delle lavoratrici e lavoratori (anche somministrati) di

  • ENTI PUBBLICI
  • TUTTI I SETTORI PRIVATI CHE EROGANO SERVIZI ALLE PERSONE (coop sociali, asili nido, case protette, ecc.)
  • SCUOLA
  • RICERCA
  • UNIVERSITA’
  • FORMAZIONE PROFESSIONALE
  • COMMERCIO
  • TURISMO
  • SERVIZI
  • VIGILANZA
  • MULTISERVIZI
  • APPALTI POSTALI
  • TELECOMUNICAZIONI
  • POSTE
  • BANCARI
  • ASSICURATIVI
  • RISCOSSIONE TRIBUTI
  • IGIENE AMBIENTE
  • GAS ACQUA
  • ELETTRICI

IL CORTEO PARTIRA’ DA VIA GALAVERNA
(PIAZZALE COOP CIALDINI – CONCENTRAMENTO ORE 9:00)
PER RAGGIUNGERE LARGO GARIBALDI DOVE SI TERRA’ UN SIT-IN

Il Direttivo Nazionale della CGIL ha varato 16 ore di sciopero, 8 delle quali articolate a livello locale, per contrastare i contenuti della bozza di riforma del Governo Monti.

A Modena ha già scioperato la FIOM il 29 marzo, e le altre categorie dell’industria il 5 aprile.

La CGIL ha contestato e contesta l’intervento progettato dal Governo sull’art. 18, l’insufficiente intervento in materia di mercato del lavoro, la riduzione degli ammortizzatori sociali in un periodo di profonda crisi economica. Resta ancora aperta per la CGIL la partita Pensioni, con la pressante richiesta di revisione di una riforma rozza e sbagliata.

La costante mobilitazione della CGIL ha ottenuto la riconquista del “reintegro” nel caso di licenziamenti economici insussistenti, reintegro che al termine della consultazione con le parti sociali il Governo aveva escluso. E’ un primo seppur parziale risultato positivo, che ripristina il principio che la CGIL ha sempre ritenuto irrinunciabile, riassegnando all’art. 18 il valore di deterrenza che la formulazione iniziale espressa dal Governo cancellava.

Purtroppo la cosiddetta “Riforma del Lavoro in una prospettiva di crescita” non contiene le necessarie ed urgenti previsioni per stimolare la crescita economica e definire strategie per la creazione di posti di lavoro, per esempio riducendo la pressione fiscale sul lavoro dipendente e sulle pensioni.

La riforma non risolve in modo compiuto l’impegno dichiarato dal Governo di riassegnare al lavoro a tempo indeterminato il ruolo di tipologia contrattuale prevalente perché, seppure con leggere rivisitazioni, restano in campo tutte le forme di precarietà che hanno caratterizzato questi ultimi anni. Ed in questo ambito viene completamente mancato l’obiettivo di ridefinire in termini universali la copertura degli ammortizzatori sociali. Infatti i requisiti per maturare il diritto restano invariati non includendo i giovani ed i lavoratori discontinui.

In base a queste valutazioni la CGIL ritiene necessario proseguire con la mobilitazione al fine di presidiare attivamente la discussione parlamentare sul Disegno di legge per migliorarlo a partire da crescita, precarietà e ammortizzatori sociali.

Continuiamo la mobilitazione per ridurre la pressione fiscale sul lavoro dipendente ed i pensionati.

Continuiamo la mobilitazione per ottenere provvedimenti per la crescita economica e la creazione di posti di lavoro.

CGIL Modena

RIPARTIAMO DAL LAVORO

Campagna nazionale del tesseramento 2012 della Filcams CGIL

 

Campagna tesseramento 2012 Filcams CGIL

Campagna tesseramento 2012 Filcams CGIL

Campagna tesseramento 2012 Filcams CGIL

Campagna tesseramento 2012 Filcams CGIL

 

 

COMITATO DIRETTIVO FILCAMS CGIL MODENA: ORDINE DEL GIORNO

14 Dicembre 2011

Il Comitato Direttivo della Filcams CGIL di Modena riunito il giorno 14 Dicembre 2011 esprime fortissima preoccupazione per le scelte annunciate dal Governo nella cosiddetta manovra “Salva Italia”. Questa manovra colpirà i settori Filcams in diversi modi. Il più evidente è legato all’aumento dell’età pensionabile. Soprattutto per le donne, che sono la stragrande maggioranza degli occupati nei settori della Filcams CGIL e che in moltissimi casi già devono vivere con retribuzioni al di sotto della soglia della povertà, la situazione sarà aggravata dall’allontanamento del pensionamento e dalle penalizzazioni ideate dal Governo.

Ma non solo. I delegati e le delegate ritengono dannosa la decisione del Governo di intervenire sulla liberalizzazione degli orari commerciali, argomento che la Costituzione della Repubblica Italiana assegna alle Regioni. Tale decisione diverrà un fatto concreto dal 1 Gennaio 2012 consentendo illimitate aperture delle attività commerciali a qualsiasi ora ed in qualunque giorno dell’anno (anche a Natale, Pasqua, Capodanno, festa dei Lavoratori, festa della Liberazione,…), ma anche garantendo la liberalizzazione delle aperture di attività commerciali superiori ai 2500 mq.

A queste condizioni solo la Grande Distribuzione Organizzata potrà attrezzarsi per garantire tutte le aperture previste e le piccole strutture del commercio dei centri storici o di quartiere saranno inevitabilmente costrette alla chiusura per l’incapacità di essere concorrenziali rispetto ai centri commerciali. Gli eventuali posti di lavoro generati dall’incremento degli orari di lavoro della Grande Distribuzione Organizzata non potranno compensare l’aumento della disoccupazione generato dalla chiusura delle strutture più piccole. In questo contesto i lavoratori si troveranno ad operare in contesti sempre più precarizzanti fatti di orari che impediranno le necessarie conciliazioni dei tempi di vita con i tempi di lavoro.
I dirompenti effetti sociali della liberalizzazione ci porteranno quindi a

  • un saldo occupazionale negativo,
  • il venir meno del presidio di legalità, ruolo spesso assolto dalle strutture del commercio in alcune zone degradate dei nostri territori,
  • il grave problema legato alla mobilità, soprattutto per gli anziani che hanno grosse difficoltà di spostamento e non potranno più fare la spesa nel negozio vicino a casa,
  • la coesione stessa delle famiglie i cui componenti lavorino in strutture commerciali.

Ma la liberalizzazione non gioverà nemmeno ad incrementare i consumi. Infatti la scelta recessiva effettuata dal Governo di aumentare l’IVA non contribuirà certo ad aumentare la già scarsa capacità di acquisto dei consumatori e la sola liberalizzazione non sarà garanzia di riduzione dei prezzi per i cittadini o di miglioramento dei servizi erogati.

Il Comitato Direttivo della Filcams CGIL rivendica i contenuti e chiede la piena applicazione dell’accordo sottoscritto dal Comune di Modena e da tutte le parti sociali nel quale, con un’operazione di rotazione, si garantisce ai consumatori un servizio con presidio di commercio alimentare in ogni giornata festiva e non si incrementa di una sola domenica le festività lavorative. Al contempo chiede il rispetto delle norme costituzionali che attribuiscono alle Regioni il potere di normare gli orari commerciali e valuta positivamente le iniziative dei giorni scorsi che hanno visto l’analogo interessamento diretto di tre amministrazioni locali (Modena, Carpi, Sassuolo) nei confronti della Regione Emilia Romagna. Le delegate ed i delegati chiedono che l’impegno venga mantenuto alto anche attraverso idonee forme di mobilitazione.

Scarica l’odg in formato .pdf

IL REGALO DI NATALE DEL PREMIER MONTI AI LAVORATORI DEGLI APPALTI

Il Decreto Salva Italia del Governo Monti continua a riservare sorprese negative. Più si aprofondisce il testo più si fatica a comprendere quale sia il concetto di equità sotteso a questa manovra. L’ultima categoria che risentirà gravemente degli effetti di questo decreto sono i lavoratori degli appalti.
In che modo? Perdendo diritti e garanzia del rispetto delle regole, retributive e contrattuali per tutti i lavoratori.
Infatti l’art. 44 del Decreto Monti prevede una cosa tanto semplice quanto scandalosa! Viene abrogato l’art. 81 comma 3-bis della Legge 163/2006 (il Codice dei Contratti Pubblici con il quale vengono definite le norme con cui si affidano gli appalti).
Ma cosa viene abrogato con questo articolo? Viene abrogato il riferimento alle tabelle ministeriali che definiscono il costo del lavoro nei settori in appalto e conseguentemente il rispetto dei contratti nazionali di lavoro, da cui appunto vengono ricavati i minimi salariali con cui vengono costruite queste tabelle.
Questo è un fatto gravissimo. In pratica si permette di partecipare ad appalti pubblici a soggetti che applicano contratti capestro o che comunque non rispettano le norme basilari in tema di contratti nazionali e rispetto dei minimi salariali per i lavoratori.
Questo significa che potremo assistere, in nome della libera concorrenza, all’affermazione (legittimata dalla legge) di soggetti imprenditoriali che non rispettano le norme contrattuali o che applicano contratti sottoscritti da sindacati di comodo o peggio ancora cooperative spurie che applicheranno regolamenti interni in deroga e in barba ad ogni legge, con disastrosi effetti per la tutela dei lavoratori coinvolti.
Non bastava il fatto che il Governo Berlusconi fosse già intervenuto modificando in peggio le normative sugli affidamenti degli appalti con l’offerta economicamente più vantaggiosa, facendola diventare un massimo ribasso mascherato.
Il governo Monti interviene cancellando l’unica norma di tutela minima ancora prevista, annullando di fatto l’obbligo del rispetto dei contratti nazionali e svendendo in tal modo un intero settore che, solo per i servizi di pulizia, impiega circa 500000 lavoratori in tutto il Paese.Dopo le pensioni la scure dell’equità si abbatte anche sui lavoratori delle pulizie e di tutti gli appalti pubblici (ristorazione, servizi in genere, vigilanza etc.) che, come tutti sanno, rappresentano una grossa fetta dei privilegiati italiani, essendo persone che campano abbondantemente e felicemente con i loro lauti stipendi da 700-800 euro al mese (quando va bene!).
La norma va reinserita, pena la completa disintegrazione dei diritti in tutto il mondo degli appalti.
Un motivo in più per i lavoratori degli appalti per manifestare il proprio dissenso con lo sciopero generale della CGIL, convocato per l’intera giornata di lunedì 12 Dicembre e per richiedere e sollecitare le opportune modifiche alla manovra.

9/12/2011

Filcams-CGIL Modena

Scarica il comunicato stampa in formato .pdf

CGIL EMILIA ROMAGNA: A BOLOGNA, MODENA, REGGIO EMILIA E FERRARA SCIOPERO DI 8 ORE

“Tutte le azioni di sciopero e di protesta promosse dai sindacati per lunedì 12 dicembre sono finalizzate a modificare la manovra del governo, che giudichiamo socialmente insostenibile e che si conferma tale man mano che tecnicamente entriamo nel merito dei provvedimenti” è quanto dichiara in una nota Vincenzo Colla, Segretario Generale della CGIL Emilia Romagna in merito alle differenti modalità con le quali si svolgerà in Emilia Romagna la giornata di lotta di lunedì 12 dicembre contro la manovra del governo.

Per il dirigente sindacale “non basta alzare leggermente il tetto delle pensioni che verranno escluse dal taglio della rivalutazione per cambiare il segno dell’iniquità alle misure adottate. Si può salvare l’Italia in modo diverso – spiega Colla – e CGIL, CISL, UIL unitariamente presenteranno le proprie richieste di modifica, un fatto nuovo e importante”.

Il percorso di mobilitazione delle tre confederazioni, iniziato separatamente e con tempi strettissimi, è confluito a livello nazionale nello sciopero unitario. “Non tutte le strutture CGIL dell’Emilia Romagna, dove la macchina organizzativa si è mossa con efficacia straordinaria, – avverte il Segretario Generale della CGIL Emilia Romagna – hanno adottato le stesse modalità: in alcuni territori il rapporto con CISL e UIL era già avviato anche prima della dichiarazione unitaria nazionale; in altre camere del lavoro si era deciso di mettere in rilievo fatti politici molto significativi, per oggi e anche in prospettiva, nel rapporto con le categorie, in particolare con la FIOM rispetto al caso FIAT, che hanno spinto a mantenere percorsi diversi”.

Dunque, fa sapere la CGIL Emilia Romagna, il 12 dicembre a Bologna, Modena, Reggio Emilia e Ferrara le Camere del lavoro mantengono lo sciopero di otto ore già proclamato prima delle novità nazionali. Tutte le strutture hanno comunque proposto a CISL e UIL provinciali un confronto utile a proseguire insieme la mobilitazione. “Intanto – conclude Colla – si prepara un altro appuntamento unitario molto importante con lo sciopero dei lavoratori del pubblico impiego proclamato da CGIL, CISL e UIL per il 19 dicembre”.

07/12/2011

Fonte: cgil.it

Scarica il comunicato stampa di Vincenzo Colla, Segretario Generale CGIL ER in formato .pdf

NOTA SEGRETERIA NAZIONALE FILCAMS: SCIOPERO CGIL 12 DICEMBRE 2011

La Segreteria Nazionale Filcams, nel condividere le valutazioni della Segreteria Nazionale Cgil sulla manovra “Salva Italia” del Governo Monti, sottolinea come alcuni dei provvedimenti indicati avranno una ricaduta fortemente negativa sul settore e sulle condizioni delle lavoratrici e dei lavoratori del terziario.

Innanzitutto, l’aumento di due punti dell’Iva avrà ricadute evidenti sull’andamento dei consumi, già fortemente in calo. La crisi dei consumi rappresenta una delle manifestazioni più evidenti della crisi economica del Paese e parla della difficoltà crescenti di migliaia e migliaia di famiglie italiane ad arrivare alla fine della terza settimana. Tale provvedimento accentuerà le difficoltà dei ceti sociali più deboli, tanto più che le conseguenze colpiranno indiscriminatamente i consumatori, indipendentemente dal loro reddito, individuale e familiare.

Le misure relative alla previdenza, già fortemente inique, per le ragioni denunciate dalla Cgil, colpiranno soprattutto le donne, la stragrande maggioranza di coloro che lavorano nel settore terziario. Se intervenire sulle pensioni per fare cassa è sbagliato, perché contrario al tanto dichiarato obiettivo del necessario riequilibrio generazionale, ancor di più lo diventa negando la peculiare condizione delle donne nel lavoro e nella società, a partire dalle conseguenze del lavoro di cura non retribuito sulla discontinuità dei percorsi contributivi. Non si può agire su pensione di vecchiaia e di anzianità delle donne con un approccio eminentemente contabile. Il criterio della flessibilità di accesso non penalizzante resta l’unico strumento per riconoscere alle donne la specifica condizione, che nel settore terziario rappresenta la caratteristica prevalente di un mondo del lavoro già ampiamente caratterizzato da situazioni di precarietà.

La liberalizzazione degli orari commerciali è misura inutile e dannosa.
Inutile, poiché non avrà alcuna conseguenza sull’andamento del consumo, in quanto i redditi resteranno al palo ed i consumi continueranno a calare, secondo tutte le previsioni. Per questo sarebbe piuttosto necessaria una manovra di alleggerimento del peso fiscale dei redditi da lavoro e da pensione.
Dannosa, perché peggiorerà le condizioni di lavoro dei dipendenti degli esercizi commerciali, oltreché mettere in crisi la diffusa rete del piccolo e medio commercio, che impiega la stragrande maggioranza degli addetti. Le aziende, soprattutto della grande distribuzione, per assicurarsi le aperture totali, faranno ricorso ad ogni tipo di contratto, che accentuerà le condizioni di precariato, soprattutto dei giovani e delle donne. Inoltre, spingeranno a regimi di orario giornaliero e settimanale che renderanno impraticabile la conciliazione dei tempi di vita e di lavoro, in particolare, per le donne.
La decisione è ancora più grave, perché contraria all’impegno assunto con le parti sociali in sede di Associazione Nazionale dei Comuni, lo scorso 29 aprile, di assegnare tale materia alla concertazione territoriale, nel quadro della legiferazione regionale, salvaguardando le principali festività religiose e civili.

Infine, il carattere inequivocabilmente recessivo della manovra, si scaricherà a sua volta sul settore terziario, ritardando l’avvio di una indispensabile nuova fase di sviluppo orientata all’innovazione ed alla sostenibilità.
E’ positivo che la manovra preveda l’estensione alle partite IVA di alcuni diritti, come alla salute e alla maternità. Ma il settore resta sostanzialmente privo degli strumenti di protezione del reddito nella crisi. Le previsioni per il 2012 sono buie e per il settore del consumo ancora più negative. Il terziario rischia di vivere una nuova fase di crisi dell’occupazione. Per questo, il carattere di equità della manovra deve potersi misurare a partire dalle misure di protezione sociale nei periodi di grave crisi economica, come quella che stiamo vivendo.

Per queste ragioni la Filcams parteciperà alle iniziative territoriali e regionali previste in occasione dello sciopero generale di lunedì 12 dicembre, portando la voce delle lavoratrici e dei lavoratori del terziario, a sostegno delle richieste qui rappresentate.

Al fine di favorire la partecipazione a tutte le iniziative in programma, per i settori non coperti dalla Legge 146 le lavoratrici ed i lavoratori si asterranno dal lavoro per

l’intera giornata lavorativa

compatibilmente con i programmi definiti territorialmente dalle strutture confederali e con il mandato a ricercare le possibili convergenze con le decisioni a loro volta assunte dalle strutture territoriali di categoria e confederali di Cisl e Uil.
I settori vincolati al rispetto della Legge 146, oltre a partecipare con proprie delegazioni alle iniziative in programma, svolgeranno nei luoghi di lavoro assemblee informative sui giudizi e le proposte della Cgil e della Filcams sulla manovra del Governo.

La Segreteria Nazionale FILCAMS CGIL

Roma, 6 dicembre 2011

Scarica la nota in formato .pdf

PRESIDIO CGIL MODENA IN PREPARAZIONE DELLO SCIOPERO GENERALE DEL 12 DICEMBRE 2011

a Modena, domani, mercoledì 7 dicembre dalle ore 16,30 alle 18,00

PRESIDIO CGIL con CONFERENZA STAMPA

davanti alla Prefettura di Modena
(Viale Martiri dalla Libertà, 34)

contro la manovra iniqua proposta dal Governo che grava prevalentemente su lavoratori e pensionati

Scarica il volantino dello sciopero della CGIL del 12/12/2011 in formato .pdf

SCIOPERO GENERALE CGIL 6 SETTEMBRE 2011: ALTA ADESIONE ALLO SCIOPERO DEI LAVORATORI DEI SETTORI FILCAMS

Adesione molto alta di lavoratori, giovani, studenti e pensionati modenesi, insieme a numerosi sindaci e amministratori locali, allo sciopero generale Cgil di oggi martedì 6 settembre.

“Un’adesione superiore alla nostra rappresentanza nei luoghi di lavoro” ha detto dal palco il segretario della Cgil di Modena Donato Pivanti di fronte ad una piazza Roma gremita di persone. “Ringrazio anche i lavoratori di Cisl e Uil che so essere presenti, perché dobbiamo mandare tutti insieme un messaggio al Governo e ai loro dirigenti sindacali” ha aggiunto Pivanti. “Questa manovra va radicalmente cambiata, perché iniqua, ingiusta, colpisce sempre i soliti noti attraverso un ulteriore e definitiva compressione del welfare e dei servizi. Inaccettabile l’attacco alla contrattazione, allo Statuto dei lavoratori e all’art.18. La Cgil non accetterà mai i licenziamenti, invito Confindustria Modena a pronunciarsi per il ritiro dell’art.8 della manovra, la Cgil ne impedirà in tutti i modi l’applicazione”.

Almeno 15.000 i manifestanti che hanno preso parte ai due cortei (partiti alle 9 uno dal piazzale Maserati, l’altro da piazzale Tien An Men) per le vie del centro storico e alla manifestazione in piazza. Certamente la manifestazione di stamattina ha visto aumentare ulteriormente le adesioni anche rispetto all’imponente manifestazione dello scorso 6 maggio.
“Mai come oggi abbiamo sentito la vicinanza e l’appoggio di amministratori locali, sindaci, assessori e consiglieri regionali, e parlamentari, rappresentanti delle associazioni che hanno sfilato in corteo e partecipato alla manifestazione in piazza Roma” ha detto ancora Pivanti. “Questa è la risposta a chi ancora oggi parla di una Cgil isolata, che non sarebbe in sintonia con il paese”.

Dopo Pivanti ha preso la parola dal palco Rossana Dettori segretario generale nazionale della Funzione Pubblica Cgil per ricordare l’attacco sferrato da questo Governo ai dipendenti pubblici e all’intero mondo del lavoro, a chi sta per andare in pensione “e si sveglia un giorno e scopre di andarci fra 2 anni”, ai disabili che rischiano di essere confinati nei reparti ghetto delle loro aziende. Inaccettabile l’art.8 della manovra che cancella in un colpo solo i “diritti dei lavoratori, la contrattazione nazionale, la Costituzione, lo Statuto dei lavoratori”. “Chiedo a Cisl e Uil cosa c’è di buono in questa manovra del Governo e nell’art.8. I lavoratori di Cisl e Uil sono con noi in piazza perché vogliono dire ai loro dirigenti e al Governo che sono stanchi di essere bistrattati. Credo nell’unità sindacale che parli di diritti, Costituzione, contrattazione” ha detto Dettori. “Da Modena e dalle altre piazze d’Italia viene un chiaro messaggio al Governo: fermatevi, altrimenti andatevene per il bene dei lavoratori e del Paese, basta politiche di devastazione sociale!”.
Dettori ha anche ricordato le contro-misure che per la Cgil sono necessarie a cominciare dalla tassazione dei grandi patrimoni e da una seria lotta all’evasione fiscale. “Oggi è l’inizio della mobilitazione – ha aggiunto – continueremo fino a che il Governo non modifica la politica economica”.

A seguire è intervenuto dal palco Claudio Riso della segreteria Cgil per ringraziare artisti e intellettuali modenesi che hanno lanciato l’appello “Salviamo l’Italia” per chiedere un Paese diverso e contro una politica miope che impoverisce i saperi e la conoscenza attaccando la scuola e l’università pubblica. Per questo condividono le ragioni della mobilitazione della Cgil che proseguirà anche dopo il 6 settembre.

Circa 1500 i lavoratori dei settori della Filcams in piazza. Alcuni dati sull’adesione.
Adesioni altissime fino al 100% fra i lavoratori degli appalti di servizi alle biblioteche Delfini e Loria e fra i lavoratori degli appalti di pulizie alle poste. 100% di adesioni anche a Manutencoop Carpi, 95% a Erma-Rtmo, 90% alla Commersald, 80% a Cir Modena, 80% So-Sel e Artioli, 85% in Coop Estense e Sixtema. Adesioni intorno al 70% in Cna e Confesercenti ed intorno al 70% nelle aziende del commercio legate all’industria e nelle coperative con appalti nel pubblico e nel privato.

6/9/2011

Filcams CGIL Modena

Alcune foto della manifestazione:

RSU Coop Estense

Clicca sull'immagine per ingrandirla

Lavoratori sistema CNA Modena

Clicca sull'immagine per ingrandirla

Adesso basta con il taglio della busta paga!

Clicca sull'immagine per ingrandirla

Lavoratori del commercio di Modena

Clicca sull'immagine per ingrandirla

Lavoratori pulimento Modena

Clicca sull'immagine per ingrandirla

Basta con i tagli negli appalti

Clicca sull'immagine per ingrandirla

La festa non si vende

Clicca sull'immagine per ingrandirla

Spezzone corteo Filcams

Clicca sull'immagine per ingrandirla

Piazza Roma - Modena

Clicca sull'immagine per ingrandirla

LETTERA DEL SEGRETARIO GENERALE DELLA FILCAMS MODENA ALLA GAZZETTA DI MODENA: I SINDACI CONTROLLINO GLI OPERATORI DEL TURISMO

Gentile Direttore,
ho letto e condiviso gran parte del suo fondo dedicato al ruolo che Sindaci ed Amministrazioni locali dovrebbero avere – e non hanno – nel contrasto all’evasione.
Da una decina di anni a questa parte la nostra organizzazione sindacale, assieme ai colleghi di Cisl e Uil di categoria, cerca di evidenziare pubblicamente il gravissimo stato del Turismo nella nostra provincia (bar, alberghi e ristoranti), avanzando concrete proposte di intervento.
Si tratta di un settore che occupa a Modena all’incirca 25/30.000 persone, metà delle quali sono in nero; ma anche la metà “in regola” ha gravi problemi, ed il lavoro “grigio” è la costante, come dimostrato dall’inarrestabile crescita dei falsi contratti a chiamata.
E’ una situazione vergognosa, che penalizza gli operatori onesti, e rispetto alla quale non è sufficiente il pur lodevole impegno degli Enti ispettivi.
Un recente studio attribuisce prudenzialmente al settore Turismo, a livello nazionale, 36 miliardi di euro per scontrini e fatture non emesse, pari a 13,5 miliardi di tasse non pagate.
A questo va aggiunto il dato del lavoro nero, che secondo l’Istat nel settore raggiunge il 42%, nonché gli effetti del lavoro parzialmente irregolare.
Per lo Stato, ad ogni livello, i mancati introiti per tasse e contributi da questo settore si aggirano   attorno a cifre non lontane da quelle previste dalla Finanziaria di Ferragosto.
Va detto con chiarezza che le maggiori responsabilità di questa situazione non stanno certamente in capo ai Sindaci, ma è anche vero che la diffusa sottovalutazione degli effetti di un settore devastato dal lavoro irregolare vede tra i protagonisti anche gli Amministratori Locali. Non mi riferisco alle parole, od alle dichiarazioni roboanti quanto di circostanza, ma all’assenza di atti concreti.
Nemmeno la più elementare delle proposte da noi nel tempo avanzate è stata presa in considerazione. Mi riferisco alla richiesta, facilmente applicabile, di prevedere la restituzione di contributi e sgravi concessi dagli Enti locali da parte di chi si rendesse responsabile di irregolarità nei rapporti di lavoro o evadesse le tasse.
In un comunicato stampa dello scorso mese di febbraio (link in calce) chiedevamo di uscire dagli approcci meramente burocratici, prevedendo un maggior ruolo dei Comuni nel contrasto al lavoro nero ed all’evasione fiscale.
Chiedevamo di fare terra bruciata attorno ai professionisti del lavoro nero, rendendone pubblici i nomi.
Chiedevamo che i Comuni prevedessero la restituzione di contributi e sgravi da parte di chi non rispettava Leggi e contratti. Chiedevamo che venissero sospese le licenze a chi reiterava comportamenti illegali.
Sicuramente una piattaforma impegnativa, e non certo coadiuvata dalle normative esistenti, che hanno teso semmai a facilitare il lavoro irregolare e l’evasione. Chiedere un forte cambiamento di segno della normativa nazionale non può però tradursi in attesa ed inazione a livello locale.
Certo è più semplice prendersela col ragazzino che beve una birra in piedi alla Pomposa che col noto ristoratore che denuncia un reddito da fame.
Forse un moto generale di indignazione contro l’evasione fiscale può quindi essere utile per accompagnare scelte che, mi auguro, prima o poi saranno fatte dai Comuni modenesi.

Grazie per l’attenzione

Modena, 23 agosto 2011

Marzio Govoni – Segretario Provinciale Filcams CGIL Modena

Comunicato Filcams Cgil, Fisascat Cisl, Uiltucs Uil del 8.2.2011

Archivi
Iscriviti alla Newsletter
Email:
Mailing list:
NEWS RASSEGNA.IT