CGIL Modena

GES.CAR. SRL, LA “SCATOLA” DI INALCA (GRUPPO CREMONINI) PER APPALTARE LAVORATORI E DIRITTI

Modena, 16 dicembre 2015

Si concluderà entro domani, 17 dicembre 2015, il “mega riciclaggio” dei circa 900 ex soci-lavoratori delle cooperative Consorzio Euro 2000 e King Service, utilizzati presso i siti di Inalca spa (Gruppo Cremonini) di  Castelvetro di Modena, Lodi, Rieti e Avellino.

Nel giro di 6 mesi tali lavoratori, pur continuando nella loro abituale attività presso i siti di Inalca, sono passati dall’appalto delle suddette cooperative al nuovo appalto Ges.Car., attraverso sei mesi di lavoro somministrato da parte di Trenkwalder, come esemplificato nello schema sottostante.

Consorzio Euro 2000 e King Service
900 soci-lavoratori in appalto
(Maggio 2015: Inalca disdice anticipatamente il contratto di appalto con le cooperative Consorzio Euro 2000 e King Service)
>> Agenzia per il Lavoro Trenkwalder
900 lavoratori somministrati
(01/06/15 – 16/12/15: assunzioni di almeno 6 mesi a tempo determinato)
>> Ges.Car. Srl (100% proprietà Inalca)
900 lavoratori in appalto
(17/12/15: assunzioni a tempo indeterminato presso la “scatola” Ges. Car. Srl (con regole del Jobs Act, cioè senza articolo 18, e per puntare ad ottenere gli sgravi contributivi previsti in Legge Stabilità 2015)

L’ultima società in ordine di tempo, la Ges.Car. Srl, funzionerà da “scatola di intermediazione”: si tratta di una società a responsabilità limitata di proprietà al 100% di Inalca, il cui Presidente è anche Amministratore Delegato di Inalca e i cui dirigenti sono a loro volta dirigenti di Inalca. I 900 lavoratori verranno assunti da Ges.Car. e lavoreranno come sempre presso Inalca sulle linee di produzione di disosso e nelle attività di facchinaggio.

L’operazione, a saldo occupazionale zero, potrebbe consentire il raggiungimento di due obiettivi:
·    evitare l’assunzione diretta dei lavoratori (come invece prescrive l’art. 4 del CCNL Industria Alimentare);
·    ottenere l’esonero contributivo di 14 milioni di euro: questo è l’ammontare degli 8.060 euro di sgravio annuale per ogni dipendente, per il biennio 2016 e 2017: uno sgravio previsto dalla Legge di Stabilità 2015 per chi assume a tempo indeterminato entro il 31/12/15, con almeno 6 mesi di lavoro a tempo determinato alle spalle.

Per il sito di Castelvetro di Modena, uno dei principali macelli italiani di carne bovina, si parla di circa 200 lavoratori, disossatori e facchini che, nei fatti, facevano, fanno e continueranno a fare le stesse mansioni. Per loro nulla cambia, se non i problemi con lo stipendio:
·    spettanze arretrate, mediamente tra i 10.000 e i 15.000 euro netti, da recuperare presso il Consorzio Euro 2000 e King Service, in liquidazione coatta amministrativa dal 6 novembre scorso;
·    messa in discussione delle retribuzioni nette ad ogni passaggio, compreso quest’ultimo, nel quale si prevede anche l’applicazione di due Contratti Collettivi di Lavoro.

“È come fosse un appalto di Inalca a sé stessa – dichiara Marco Bottura segretario Flai-Cgil Modena – un appalto senza pudori, per il quale non si dichiara uno straccio di piano industriale. Un auto-appalto che potrebbe aprire la strada a un nuovo modello organizzativo tra le imprese del settore e non solo”.
“Questi sono i motivi – prosegue Bottura – per cui la Flai/Cgil di Modena non intende, né concordare, né sottoscrivere accordi sindacali che sanciscano queste operazioni. Continueremo a segnalare quanto sta avvenendo alle autorità competenti e a farne denuncia sui mezzi di informazione, anche per l’ingente quantità di risorse pubbliche che interessano Inalca”.

Non sono infatti trascurabili le risorse pubbliche coinvolte nelle operazioni di Inalca: c’è un investimento di fine 2014 in Inalca pari a 165 milioni di euro da parte della Società IQ Made in Italy (joint venture in cui è presente il Fondo Strategico Italiano, controllato dalla Cassa Depositi e Prestiti); c’è un uso che consideriamo disinvolto dell’istituto della mobilità ex L.223/91; c’è quest’ultima operazione, che potrebbe portare a sgravi contributivi fino a 14 milioni di euro; c’è il Fondo di Garanzia dell’INPS che dovrà intervenire a coprire tutto il TFR non erogato dalle cooperative finite in liquidazione coatta amministrativa, dopo la disdetta dei contratti di appalto da parte di Inalca; ma anche in società detenute al 100% da Inalca piovono risorse pubbliche, basti pensare alla Società Agricola Corticella (quasi un record: più di 7 milioni di euro di contributi agricoli comunitari PAC negli ultimi 5 anni).

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