I “REATI SPIA” DELL’ECONOMIA MALAVITOSA PARTONO SEMPRE DALLE TRUFFE ED EVASIONI FISCALI. SOSTENERE E SPINGERE ALLORA I COMUNI NELLE SEGNALAZIONI ANTIEVASIONE. IN EMILIA ROMAGNA I DATI MIGLIORI E GLI SPAZI PER MIGLIORARLI ANCOR PIU’

Uno scorso fine settimana dedicato al 6° Congresso nazionale di Ficiesse – l’Associazione civica degli operatori della Guardia di Finanza, sostenuta anche dalla Cgil – per sostenere l’avvio del tanto atteso Sindacato SILF dei finanzieri.
Un evento congressuale che ha coinvolto operatori quotidianamente impegnati nel prezioso lavoro di contrasto ai molteplici reati fiscali che, purtroppo, vedono l’Italia al top europeo.
In particolare, si è approfondito quel filone fondamentale che riguarda l’attiva partecipazione dei Comuni alla lotta all’evasione, con le possibili/necessarie segnalazioni trasmesse all’Agenzia delle Entrate. Un lavoro che crescerà complicato, a seguito delle scelte preoccupanti del Governo su rottamazione fiscale, sanatorie per evasori e “brutt-flat-tax”.
La Cgil, insieme a tutto il mondo sindacale confederale, è perciò fortemente interessata e coinvolta nel sostenere ed espandere – in ogni territorio – l’azione positiva dei nostri Comuni nel segnalare “i propri evasori sospetti” dei tributi statali e locali.
Un’azione di prevenzione e giustizia fiscale che va incoraggiata e rinforzata, considerando che già tanti Comuni si muovono e segnalano, ma tantissimi ancora nulla fanno !
Fondamentale è ricordare che la legge prevede fino al 2019 – e spingiamo perché il Governo si muova e lo riconfermi – la “restituzione” del 100% ai Comuni segnalanti, delle intere somme evase e recuperate dalla Agenzia delle Entrate. E’ perciò una forte opportunità di risorse per i bilanci degli Enti Locali oltre che, ovviamente, un trasparente agire civico contro evasori e truffatori fiscali fra i propri cittadini.

E invece, non è prevalentemente così!
A livello nazionale, solo 1.059 Comuni sui 7.915 in totale – solo il 13% – hanno partecipato con almeno una segnalazione inviata in 5 anni (!!). In tutto, l’Agenzia delle Entrate ha raccolto 96.641 segnalazioni comunali.
Meno male che c’è l’Emilia Romagna, prima regione su tutti i filoni del caso (tabella 1, in allegato):
– Hanno segnalato, almeno una volta, 186 Comuni sui 328 in regione, cioè il 57% .
– Da qui sono partite 31.730 segnalazioni, cioè il 33% esatto delle totali nazionali.
– I Comuni emiliano-romagnoli hanno incassato 41,6 milioni, rispetto ai 100,86 per tutti i Comuni italiani.
Più nel dettaglio territoriale (tabella 2, in allegato) la nostra regione partecipa così:
Sono 38 su 47 i Comuni della provincia di Modena che hanno segnalato evasioni, per oltre 26 milioni e con un ristorno incassato di oltre 10 milioni.
Poi la provincia di Bologna con 38 su 55 Comuni ed incasso di circa 8,5 milioni. Segue Reggio Emilia con 26 municipi attivi e 6 milioni incassati; Forlì-Cesena con 3,5 milioni per 16 Comuni; Rimini con 3,1milioni per 10 Comuni; Ravenna con 1,6 milioni a 16 municipi; Parma con 1,3 milioni per 19 Comuni; Ferrara con 0,94 milioni dati a 13 Enti; Piacenza con 0,84 milioni ai 10 Comuni segnalanti.

Dati concreti che confermano l’ottimo lavoro di prevenzione e denuncia degli Enti Locali in Emilia Romagna che li mettono in cima al podio nazionale per l’attività di contrasto degli evasori.
Siamo prime regione e province con un “buon bicchiere mezzo pieno“, con però la pressante necessità di andare oltre, nell’interesse sociale e l’affermazione concreta della legalità fiscale ed economica.
In tutti i tavoli di confronto territoriali, il Sindacato spingerà per realizzare passi in avanti: vedi l’ultimo accordo dei giorni scorsi fra Cgil-Cisl-Uil ed Unione dei Comuni “Terre di Castelli” nella zona di Vignola che, appunto, prevede un capitolo dedicato al “contrasto all’evasione fiscale” e legalità.

I principali filoni su cui spingere ?
– Sono 281 i Comuni della nostra regione che hanno “aderito” al Protocollo antievasione con l’Agenzia delle Entrate ma solo 186 hanno di fatto inviato almeno una segnalazione.
– Spingere i Comuni che ancora NON segnalano, o ne fanno pochissime, ad attivarsi con urgenza .
Attrezzare ed organizzare gli Enti Locali con uffici e personale ben formato, da impiegare nella attenta osservazione sulle crescenti forme di economia abusiva e fiscalmente irregolare.
– Parliamo di attività economiche e produttive specifiche e concrete (tabella 3, in allegato) operative nei nostri territori, perchè le segnalazioni da qui partite riguardano evasioni e/o truffe nei settori in ordine elencati: edilizia e proprietà immobiliari, abusivismo urbanistico e di terreni, commercio, professioni, fasulle “residenze fiscali all’estero”, omesse dichiarazioni Imu, affitti in nero…!
– Spingere i Municipi, specie quelli di piccola dimensione e perciò con scarse risorse tecniche, ad assegnare e rafforzare le competenze alle rispettive Unioni Comunali.
Vincolare l’utilizzo delle risorse recuperate ed incassate dai Comuni, grazie alle buone segnalazioni, nel potenziamento dei servizi sociali.
Non ci interessano i nomi, ma azioni per rafforzare le barriere al ladrocinio fiscale.

Franco Zavatti, Cgil Modena-Direttivo Nazionale Ficiesse

Modena, 15/4/2019

 

Servizio di Trc Modena, edizione del 17/4/2019 delle ore 19.30