CGIL Modena

IL GOVERNO MONTI LIBERALIZZA GLI ORARI DEL COMMERCIO

Modena, 7 dicembre 2011

 

 

 

Il Governo Monti ha presentato all’interno del Decreto che taglia le pensioni e reintroduce l’ICI, la totale liberalizzazione degli orari commerciali.

Non più quindi una limitazione alle sole Città d’Arte, ma la possibilità per negozi ed ipermercati di aprire 24 ore al giorno, la domenica ed i giorni festivi, come Natale  e Pasqua.

Assieme a questa norma, chiara e netta, si delinea anche il superamento dei vincoli in materia di insediamenti commerciali, considerati contrari alla libera concorrenza.

A Modena ciò potrebbe voler dire l’apertura di un elevato numero di grandi strutture commerciali, anche a fronte dello “spegnimento” dell’Ente regolatore, la Provincia.

Qualcuno ha ipotizzato, in un quadro di liberalizzazione delle licenze oltre i 2.500 mq, la possibile apertura di una decina di ipermercati di medie dimensioni nei prossimi anni, nelle città di Modena, Carpi, Sassuolo e Mirandola.

L’autore di questa normativa è l’ex garante alla concorrenza Catricalà, ora Sottosegretario, noto per la grande disponibilità dimostrata nella sua precedente attività verso la potente associazione della Grande Distribuzione privata: Federdistribuzione.

Proprio Federdistribuzione pare aver scritto alcune parti della manovra Monti riguardo al commercio di farmaci, di carburanti e quelle citate sul commercio al dettaglio, identiche alle richieste avanzate negli ultimi mesi dall’Associazione.

Federdistribuzione è riuscita negli anni, anche finanziando soggetti vicini all’Università Bocconi (Cermes), a suscitare un grande interesse rispetto alla propria piattaforma di liberalizzazioni.

Liberalizzazioni che innegabilmente porteranno maggiori utili a quelle imprese, ma che danneggiano l’occupazione, i consumatori, i cittadini, la qualità della vita di milioni di persone.

Danneggeranno l’occupazione, perché chiuderanno migliaia di imprese piccole e grandi, che non potranno reggere la concorrenza, e le nuove assunzioni non compenseranno che in minima parte i posti di lavoro persi. Crescerà la precarietà, già oggi a livelli intollerabili. I consumi non aumenteranno, con l’estensione degli orari, ma si sposteranno dal commercio “debole” a quello “forte”.

Danneggeranno i consumatori, perché quelle chiusure si concentreranno nel residuo commercio nei quartieri, nel commercio di vicinato, a favore dei grandi centri periferici. E gli anziani? E le persone con problemi di mobilità? E chi non ha l’auto? E chi non ha una mezza giornata per fare la spesa?

Danneggeranno i cittadini, perché nelle aree dove scompare il commercio cresce il disagio sociale, appare la malavita. Perché i costi sociali per risolvere i problemi che si aprono sono immensi, come accaduto negli anni, ad esempio a Modena nell’area della Pomposa. In particolare si annuncia un autentico disastro per i Centri Storici delle principali città della Provincia, con l’accentuazione del fenomeno della desertificazione commerciale.

Danneggeranno i lavoratori, o meglio le lavoratrici, che sono la stragrande maggioranza degli occupati nel commercio nella provincia di Modena. Già oggi il netto peggioramento delle condizioni di lavoro è sotto gli occhi di tutti. Domani, la crescita del lavoro notturno, domenicale e festivo, aprirà una frattura tra le lavoratrici e le proprie famiglie, farà crescere il disagio a tutti i livelli.

Contro la falsa liberalizzazione del Commercio debbono attivarsi tutti: gli Enti Locali, le forze politiche, i lavoratori ed i cittadini.

Lo sciopero del 12 dicembre contiene anche questo tema, con la richiesta di profonde modifiche a questa parte del Decreto Monti.

Anche per segnalare la rilevanza di questo tema, la Filcams CGIL di Modena estende nei propri settori lo sciopero generale a tutta la giornata di lunedì 12 dicembre.

 

Marzio Govoni, segretario provinciale Filcams CGIL Modena

image_printStampa
RELATED ARTICLES
Cgil informa
terremoto 2012 bassa modenese
alluvione modenese gennaio 2014
Coordinamento esodati Cgil Modena
Utilità funzionatri e dipendenti Cgil Modena

Back to Top