CGIL Modena

INACCETTABILE FARE DI OGNI ERBA UN FASCIO: ECCO LE RETRIBUZIONI DI CHI LAVORA IN CGIL A MODENA

Di Maio: stipendi d'oro e privilegi sindcalisti - Confronto con quelli della Cgil

Il clamore destato in questi giorni dallo “scandalo degli stipendi d’oro Cisl”, troppo facilmente rischia di tramutarsi nell’attacco indistinto alla rappresentanza sindacale, a tutti i sindacati e a tutti i sindacalisti, facendo gridare ancora una volta alla casta.

E il danno sarà soprattutto per i lavoratori, perché un sindacato esiste nella misura in cui lavoratori e pensionati vi aderiscono e ne sostengono le battaglie. Il dibattito giornalistico e televisivo rischia di non fare chiarezza, di non aiutare a valutare se ciò che va cambiato è un intero sistema o sono singole situazioni. Sappiamo che la trasparenza però non va solo declamata ma praticata.
Per questo abbiamo deciso di scrivere, dal nostro territorio, queste righe. Perché si sappia che la CGIL ha un regolamento nazionale fermo dal 2009 e con livelli retributivi coordinati con la media delle retribuzioni contrattuali dei lavoratori dipendenti. Un regolamento che è controllato nella sua concreta applicazione da frequenti e diffuse ispezioni delle categorie e della Confederazione.

Perché si sappia che in Emilia Romagna abbiamo un Bilancio Sociale pubblicato dalla nostra organizzazione regionale un anno fa in cui è possibile conoscere le retribuzioni in vigore.
Perché si sappia che il regolamento interno impedisce l’accumulo di retribuzioni dovuto ad accumulo di cariche, ed eventuali “gettoni di presenza” vanno versati direttamente al sindacato.
Perché si sappia che la CGIL, insieme a CISL e UIL, è impegnata nella certificazione delle iscrizioni, che significa misurare e certificare il proprio grado di rappresentanza e rappresentatività, cosa che molti altri, a partire dalle associazioni datoriali, non sempre fanno.
Perché anche a Modena (oltre che nei livelli nazionali) sia chiaro quali retribuzioni percepiscono i sindacalisti.

Ecco alcuni esempi (sono esempi in quanto le variabili che incrementano o decrementano gli stipendi netti qui citati sono numerose, detrazioni per carichi famigliari, adesione alla previdenza complementare, addizionali comunali, ecc. ecc.):

  • Operatore del Patronato INCA, assunto da pochi mesi: la sua retribuzione netta mensile in questa fase è di 1.097 euro.
  • Funzionario sindacale in formazione, con meno di due anni di esperienza, ha una retribuzione netta mensile di 1.242 euro.
  • Funzionario con quattro anni di anzianità, ha una retribuzione netta mensile di 1.389 euro.
  • Funzionario sindacale qualificato, con diversi anni di esperienza: la sua retribuzione netta mensile è di 1.570 euro.
  • Operatori del Patronato Inca qualificato, con responsabilità precise e molti anni d’esperienza: le loro retribuzioni sono di 1.493 e 1.578 euro.
  • Membri della segreteria di due grandi categorie: la loro retribuzione è di 1.678 e 1.640 euro.
  • Coordinatore CGIL di una zona della provincia. La sua retribuzione mensile netta è di 1.649 euro.
  • Segretari generali di due categorie. Hanno una retribuzione di circa 1.700 euro netti mensili.
  • Direttore INCA, il Patronato della CGIL: la sua retribuzione mensile netta è di 1.767 euro.
  • Membri di Segreteria confederale della CGIL di Modena: hanno una retribuzione attorno ai 1.850 euro.
  • Segretario Generale della CGIL di Modena: 2.100 euro netti mensili.

Nessuno ha in dotazione auto aziendali. Chi ha il cellulare ha anche una trattenuta mensile per l’uso personale.
Detto questo, ognuno può confrontare le nostre retribuzioni, dal neo assunto al massimo responsabile, con quanto accade nel mondo del lavoro e delle associazioni.
A chi lo desiderasse possiamo fornire altre informazioni. Non lo sentiamo come un “obbligo di difesa”, ma come un dovere nei confronti di chi sostiene l’attività di tutela individuale e collettiva delle organizzazioni sindacali, di chi considera ancora le Camere del Lavoro come un presidio di democrazia e come la casa dei diritti.

Certo questo non ci esime dalla necessità di cambiamento, dal correggere gli errori dove ci siano. Ma questa necessità di cambiamento non può essere usata strumentalmente per ridurre la forza delle organizzazioni collettive, per sminuirne il valore ed il peso, per fare di tutte le erbe un fascio.
Questo crediamo sarebbe profondamente sbagliato.

p. la Segreteria Confederale CGIL Modena
Tania Scacchetti

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