CGIL Modena

LAVORO IRREGOLARE ED ILLEGALE. UNA REALTA’ IN GRAVE CRESCITA. ANCHE NEI NOSTRI TERRITORI

lavoro irregolare INL

Il lavoro irregolare e illegale non può restare un problema prevalente solo per il sindacato che, ogni giorno, si scontra con i tristi problemi dei lavoratori vittime di sfruttamento in nero, o sottopagato, con l’evasione dei contributi che darebbero la sacrosanta pensione, invece colpita.
Anche nei giorni scorsi la nostra stampa territoriale ha giustamente posto in prima pagina il gravissimo ed “eccezionale” reato penale dell’imprenditore Sciava della Bassa modenese, che ha sfruttato lavoratori, evaso e truffato le tasse e poi, ovvio, giocato con l’autoriciclaggio dei suoi 2,5 miliardi di risorse in nero.
Eccezionale reato per la gravità ed estensione delle colpe, ben evidenziate dall’atto della Procura di Modena, ma da non confondere assolutamente con la parola eccezione. Purtroppo sono reati sempre più diffusi e radicati nel lavoro promosso da un’imprenditoria sempre più disponibile a irregolarità, sfruttamento ed illegalità, che sono crescenti a livello nazionale, ma anche nei nostri territori, sempre più colpevoli e a ridosso del triste podio nero.
Trascorso il Ferragosto, oltre alla rabbia per i tanti danni sociali commessi dall’imprenditore mirandolese, abbiamo potuto sfogliare il pesantissimo Report dell’INL-Ispettorato Nazionale del Lavoro, sugli esiti ispettivi dell’anno passato.
Una relazione pesantissima sul riscontro del lavoro irregolare, non certo per le 257 pagine di dati e valutazioni, ma per gli esiti di una preziosa vigilanza ispettiva che a livello nazionale è entrata in circa 85 mila imprese, rilevando irregolarità nel 69% dei casi e con un durissimo incremento che si scarica sulle spalle delle lavoratrici e dei lavoratori: un anno appena trascorso che ha visto un +17% nelle irregolarità previdenziali/pensionistiche e un ben +42% per illeciti assicurativi!
Ispezioni preziose, che dovranno crescere rinforzando gli organici degli ispettori, che hanno determinato la tutela concreta a 172.000 lavoratori, dei quali ben il 26% erano “occupati in nero”.
E’ condivisibile la chiara affermazione a pag. 35: “Più ispezioni, meno lavoro nero; meno lavoro nero, meno concorrenza sleale”.

L’Emilia Romagna si riconferma sul podio nazionale delle regioni che più beneficiano delle utili attività di “incontri e formazione”, promossi dagli Ispettorati provinciali e rivolti ad imprenditori, alle loro associazioni e consulenti.
– Molto significativo che se in tutta Italia si sono svolte 525 di tali iniziative preventive, ben 95 l’INL le ha tenute nella nostra regione: siamo cioè la 1° regione e… Modena la 1° provincia.
– Un podio per niente onorevole che vede l’Emilia Romagna con gli imprenditori scoperti colpevoli di lavoro irregolare/illegale, già “predisposti” alla conciliazione legale nel 92% dei casi! Come dire, coltivo il lavoro nero e se vengo scoperto e denunciato, ho già dato ordine al mio consulente di chiedere la scorciatoia della conciliazione.
– Una nostra regione che nella tabella riportante i “tassi di irregolarità riscontrati” ci vede al 62,5% ed al di sopra della media nazionale, superando Campania, Lazio, Piemonte, Puglia…
I settori produttivi che in Emilia Romagna presentano il più elevato tasso di irregolarità nel lavoro, sono così riportati: Trasporto e Magazzinaggio con il 74,2%; poi Servizi, Ristorazione e Alloggi intorno al 73%; attività Immobiliari con 72,7% e, proprio in Emilia, il 62,3% nell’Industria manifatturiera.
– E siccome questi dati sono pesanti perché gravano sulle spalle e la quotidianità dei “cittadini che lavorano”, ci pesa molto la tabella 26 che riporta (vedi allegato) la mappa regionale per il “numero dei lavoratori vittime delle violazioni accertate”. L’Emilia Romagna è la 1° regione con 6.521 dipendenti colpiti! E dopo c’è Lombardia, Lazio, Campania…
– I reati sul lavoro più “moderni”, quali le “illecite esternalizzazioni” e soprattutto “distacchi transnazionali” fittizi/fasulli, che si basano su pratiche illegali per la delocalizzazione, anche verso Paesi stranieri, di pezzi di impresa e con evidenti “impatti negativi sui diritti dei lavoratori”. Ebbene, tali violazioni dove sono prevalentemente concentrate? Dopo Campania, Lombardia e Veneto c’è subito l’Emilia Romagna.
– Il Report evidenzia il riscontro delle imprese che sfruttano il “ricorso fittizio alle tipologie contrattuali, dei tirocini formativi e dell’apprendistato”. Tali violazioni si concentrano in Sardegna per il 25% e subito al 2° posto in Emilia Romagna col 24,5%!
– E le coop fasulle/spurie? Le ispezioni hanno riscontrato a livello nazionale un tasso di irregolarità del 69%. In Emilia Romagna questo tasso vergognoso sale al 72% delle coop visitate!
Rilevando il 33,9% di lavoratori irregolari e con una fuga di ben 3,96 milioni sui mancati versamenti previdenziali.
– Nelle ispezioni con verifiche mirate ad accertare l’irregolare utilizzo nelle imprese delle particolari prestazioni previdenziali, quali ammortizzatori sociali e forme di sostegno al reddito, l’Emilia Romagna è al pessimo 1° posto, seguita da Lazio, Lombardia, Campania…

Dati pesanti che colpiscono l’intera società emiliano-romagnola, la nostra sana economia e la legalità, perché spingono alle truffe evasive fiscali e, a seguire, al riciclaggio, aprendo porte agli investimenti malavitosi e mafiosi.
L’attuale campagna elettorale dovrebbe concentrarsi ben di più su questi pezzi neri di realtà, specie in questi nostri territori.

Franco Zavatti, Cgil Modena/Coordinamento legalità

Modena, 30/8/2022

 

Servizio del Tg Tv Qui Modena, edizione del 1/9/2022

 

Nota letta dalla conduttrice del Tg Trc Modena, edizione delle ore 19.30 del 30/8/2022

 

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