CGIL Modena

LAVORO OCCASIONALE ACCESSORIO. NON DA' DIRITTO AL RILASCIO DEL PERMESSO DI SOGGIORNO

   Non esiste distinzione tra italiani e cittadini migranti quando parliamo di cattive leggi sul mercato del lavoro, esse colpiscono entrambi con l’aggravante però, in caso di cittadini stranieri, di incidere sulla possibilità o meno di continuare ad avere un titolo di soggiorno che permetta di restare in questo Paese.
   E’ il caso della legge 33 del 9 aprile 2009, che intende regolare una forma contrattuale già presente nella cosiddetta Legge Biagi del 2003 e che regola il lavoro occasionale accessorio.
Proprio perchè occasionale ed accessorio, il lavoro svolto con questa particolare forma era stato nella precedente legge limitato sia nei settori, nelle mansioni e soprattutto nei destinatari di tali forme contrattuali, individuati in un primo tempo a studenti con meno di 25 anni o a pensionati che attraverso tale forma di lavoro avrebbero arrotondato la magra pensione o a donne over 40 da anni fuori dal mercato del lavoro.
   Il nuovo dispositivo invece apre il ricorso a questa tipologia contrattuale pagata con voucher, a tutti i settori produttivi e a chiunque voglia o debba accettare questo tipo di lavoro.
   Non abbiamo scritto la parola contratto di lavoro, proprio perchè salta all’occhio anche da una prima lettura della Legge che non esisterà nessun contratto di lavoro e nessun obbligo contrattuale per chi offrirà il lavoro in questione. Quindi non ci saranno ferie, 13a mensilità, malattia, trattamento di fine rapporto, nulla di quanto conosciuto in termini di diritti dei lavoratori.
Questo lavoro non darà diritto al rinnovo o alla richiesta di un permesso di soggiorno per i lavoratori immigrati, non darà diritto di avere una indennità di disoccupazione di nessun tipo, non sarà nemmeno un periodo di lavoro computabile per raggiungere una pensione di anzianità.
   Semplicemente il “datore di lavoro” potrà acquistare presso concessionari autorizzati un carnet di voucher che avranno un valore nominale di 10,00 euro ciascuno e decidere di pagare in questo modo un giardiniere, una collaboratrice domestica, un’ assistente familiare per i propri anziani o per i propri cari portatori di handicap oppure un insegnante che dia lezioni private al proprio figlio e,  per queste attività deciderà quanti vouchers staccare dal carnet.
   Sì, proprio così, deciderà in modo del tutto autonomo perchè non esiste un parametro che i 10,00 euro di valore nominale siano quanto dovuto per ogni singola ora non vi è rapporto tra la somma e l’ora lavorata, tutto dipenderà dagli accordi intercorsi tra chi offre il lavoro e chi lo accetta.
   Il lavoratore con il proprio carnet di voucher potrà presentarsi presso uno degli sportelli dei concessionari autorizzati e riscuotere così la vile moneta, e avrà  una sorpresa. Per ogni voucher di 10,00 euro che presenterà per l’incasso riceverà la somma di 7,50 euro.
   Infatti il 13% del valore nominale andrà versato dal cessionario all’Inps per il fondo pensione che sarà quello della gestione separata utilizzato dai famosi lavoratori atipici (nel quale maturare un diritto a pensione è una gara dura, a maggior ragione con queste entità di versamenti: speriamo almeno serva a risanare i conti Inps!).
   Il 7% del valore nominale andrà all’Istituto nazionale per gli infortuni sul lavoro in forma fissa, facendola in barba al principio di progressività in base al quale tutti pagano l’Inail, cioè che si paga di più per un lavoro meno sano e più esposto a pericoli.
   Non è finita qui. Il 5% del valore nominale andrà al concessionario dei voucher per il suo disturbo.
   Si può affermare che il lavoro accessorio e occasionale a voucher sia un tipo di contratto che per qualcuno diventerà la forma sicuramente più appetibile: per  l’Inps, per l’Inail, per i concessionari e soprattutto per i “datori di lavoro” sarà una vera pacchia: nessun obbligo di assunzione, nessun libro matricola, nessuna busta paga, nessun problema a licenziare. Chi ci rimetterà sarà sempre e solo il lavoratore al quale è riconosciuto un unico beneficio: il voucher non è assoggettabile ad IRPEF:

Leggi la scheda:

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