CGIL Modena

LE INEVITABILI CONSEGUENZE DELLA CARENZA DI ORGANICO DEGLI UFFICI GIUDIZIARI

Modena, 13 febbraio 2017

La carenza di organico degli uffici giudiziari modenesi sta continuando ad acutizzarsi. I lavoratori che oggi prestano servizio presso gli uffici del Tribunale, della Procura e del Giudice di Pace presentano una carenza tale da non riuscire a rispondere adeguatamente alle esigenze di servizio e il ricorso continuo ad un numero di ore elevato di straordinario, che è ormai diventata una prassi consolidata, non consente di risolvere la situazione. Attualmente, ad esempio, sono in servizio 1 solo funzionario giudiziario su 7 previsti in organico, 5 cancellieri su 8 previsti, e la carenza totale di tutto il personale amministrativo è del 28%.

Nei giorni scorsi nel corso di una visita del sottosegretario alla Giustizia Gennaro Migliore la Fp/Cgil ha consegnato una nuova memoria riassuntiva della grave situazione degli uffici giudiziari modenesi a conferma della mancata risposta alle varie rassicurazioni fornite sul passaggio di lavoratori delle ex province e all’assenza di notizie anche sulle numerose domande di trasferimento di lavoratori dipendenti di altre amministrazioni pubbliche.
Recentemente nel corso di un incontro con la dottoressa Musti, Procuratore della Repubblica di Modena, e la dottoressa Signoretti, Dirigente del Tribunale, “si è condivisa la preoccupazione di una situazione gravissima che registra anche il sostegno dei magistrati visto che di fatto sono costretti a contendersi i pochi assistenti presenti” afferma Vincenzo Santoro della Fp/Cgil di Modena.

La prospettiva di un peggioramento è una triste realtà visto che a breve l’organico dei magistrati aumenterà di altre 4 unità e non si sa se, e in che modo, potranno contare su uno staff di collaboratori e, peggio ancora, neanche in quali uffici i nuovi magistrati saranno allocati. Il fabbisogno di nuovi assistenti giudiziari determinerà un’ulteriore aggravamento della carenza di personale già al 28%.

“Il ricorso alla collaborazione degli studenti stagisti, che si prodigano ogni giorno per fornire ogni tipo di supporto ai pochi impiegati, – continua il sindacalista – non può essere la soluzione per gestire un servizio di particolare delicatezza, così come non può essere normale continuare a contare sulla sensibilità di istituti e ordini professionali per il reperimento a loro spese di risorse umane”.

Certamente il plauso alla Fondazione Cassa di Risparmio di Modena e all’ordine degli avvocati è doveroso perché hanno stanziato risorse utili per istituire borse di studio o per corrispondere lo stipendio di qualche collaboratore.
Sicuramente la situazione sarà analoga a tante altre realtà nel territorio nazionale e sicuramente non sarà risolta con la conclusione del bando di concorso a 800 posti in tutta Italia, visto che nelle migliori delle ipotesi vedrà la conclusione non prima della fine del 2018, mentre nel frattempo altri lavoratori andranno in pensione.
A fronte di tutto ciò, per quanto concerne la Procura, si renderà inevitabile il ricorso alla chiusura degli uffici per almeno 1 giorno alla settimana. Ciò rappresenta una scelta irrinunciabile per consentire ai lavoratori di smaltire le migliaia di atti che vengono depositati.
Certamente questa situazione rappresenterà un ulteriore disagio a causa della perseverante disattenzione verso il problema della carenza di organici in tutta la pubblica amministrazione, della quale la Giustizia ne rappresenta l’esempio più eclatante.
“Non può essere accettabile – conclude Santoro – che davanti a una conclamata crisi della fornitura dei servizi non ci si ponga l’interrogativo di un piano assunzionale idoneo alle esigenze dei servizi attraverso la creazione di nuovi posti di lavoro per i numerosi giovani che non trovano risposte alla loro domanda di lavoro”.

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