CGIL Modena

LUNEDI’ 23 APRILE TAVOLA ROTONDA SULLA LIBERALIZZAZIONE DEGLI ORARI DEL COMMERCIO

Modena, 20 aprile 2012

 

Tema caldo e di stretta attualità quello affrontato lunedì prossimo 23 aprile nella tavola rotonda “Liberalizzazione degli orari del commercio: un errore politico, economico e morale”, organizzata dai sindacati di settore Filcams/Cgil, Fisascat/Cisl e Uiltucs/Uil di Modena.

L’appuntamento è al pomeriggio alle ore 14.30 presso la sala “9 Gennaio 1950” della Cgil (10° piano, piazza Cittadella 36).

Discutono del tema Graziano Pini docente presso la Facoltà di Giurisprudenza Università di Modena e Reggio Emilia, don Federico Pigoni vicario episcopale Pastorale Diocesi di Modena, Alberto Crepaldi segretario Confcommercio città di Modena, Fulgenzio Brevini responsabile sindacale Confesercenti area Modena, e i segretari di Filcams Fisascat e Uiltucs Marzio Govoni, Liliana Castiglioni e Lorenzo Tollari.

La nuova normativa varata a dicembre scorso dal Governo Monti toglie ogni regola in materia di orari commerciali ed ha ampiamente mostrato nel territorio modenese di non riuscire a dare alcuna delle risposte urgenti e necessarie per la ripresa del paese.

Non garantisce infatti nessun incremento dell’occupazione e nemmeno la tanto richiesta e sperata ripresa dei consumi interni.

In questo contesto di recessione non trova una logica spiegazione sostenere che per incrementare le spese è sufficiente ampliare il numero di ore di apertura. Inoltre, l’assenza di regole consente ai soggetti più spregiudicati l’apertura anche durante le maggiori festività nazionali, senza alcun rispetto verso le date fondanti l’identità del nostro Paese.

Se mancano effetti positivi prodotti dalla norma, si hanno invece effetti devastanti nelle vite dei lavoratori, in maggioranza donne, che operano nel settore del commercio, così come sulle piccole e piccolissime aziende che non sono in grado di tenere il passo con i colossi della Grande Distribuzione Organizzata che hanno fortemente voluto questa normativa.

Il dibattito modenese vuole contribuire a delineare proposte concrete per un futuro sostenibile del commercio, con l’ambizione di costruire un mobilitazione per modificare l’attuale legge.

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