CGIL Modena

MANIFESTAZIONE SABATO 27 SETTEMBRE AL PARCO FERRARI PER CAMBIARE LE SCELTE DEL GOVERNO

 Modena, 27 settembre 2008

 

Eravamo in tanti oggi a Modena, e nelle principali piazze d’Italia, a far sentire la nostra voce contro le scelte sbagliate del Governo che penalizzano giovani, lavoratori e pensionati. Attaccano la scuola pubblica e l’università, tagliano risorse alla sanità e al pubblico impiego, riducono i servizi per tutti, creano nuove ingiustizie e disuguaglianze.

La grande manifestazione di oggi – 7.000 persone a Modena – è stata una prima iniziativa per dire no alle scelte del Governo che non sono solo sbagliate e ingiuste, ma anche profondamente pericolose, poiché in una fase di crisi e stagnazione economica, dove aumenta il ricorso alla cassa integrazione anche da parte di aziende medio-piccole, non profilano politiche pubbliche a sostegno dei redditi da lavoro-pensioni, e quindi a sostegno dei consumi.

Cosa contestiamo al Governo? Innanzitutto il pesante attacco ai diritti dei lavoratori e alle condizioni di lavoro. Con i recenti provvedimenti è stato cambiato gran parte dell’accordo sul welfare approvato in Parlamento e da 5 milioni di lavoratori tramite referendum.

Con velocità inaudita e precisione chirurgica il Governo ha cancellato la legge che impediva le dimissioni in bianco, ha tolto le norme fondamentali contro il lavoro nero a cominciare dall’abolizione del libro paga e del libro matricole consentendo la regolarizzazione dei dipendenti sino al 16^ giorno del mese successivo.

Il lavoro a chiamata viene esteso a tutti settori, non c’è limite ai contratti a tempo determinato che possono essere fatti per l’attività ordinaria dell’azienda, vengono bloccate le stabilizzazioni dei precari nella pubblica amministrazione prospettando a molti la perdita del lavoro.

Sul fronte delle norme per la sicurezza viene posticipata l’entrata in vigore del Testo Unico che estende la responsabilità penale per il datore di lavoro e la responsabilità in solido per il committente negli appalti che risultano impiegare manodopera irregolare.

Se si aggiunge che il Governo italiano è stato determinante per far approvare la Direttiva europea che estende sino a 65 ore l’orario di lavoro settimanale – che insieme alla deroga al riposo settimanale apre di fatto le porte a faticosi turni di lavoro sino a due settimane consecutive – l’attacco ai diritti è pesante e così la destrutturazione del mercato del lavoro!

Un’operazione che vede in linea Confindustria nella logica di subordinare tutto agli obbiettivi dell’impresa, al recupero di efficienza e competitività attraverso la compressione di diritti e condizioni di lavoro.

Ancora, delle scelte del Governo critichiamo i pesanti tagli alla scuola pubblica, i tagli per 8 miliardi alla sanità, il preoccupante progetto di trasformazione delle università in fondazioni di diritto privato, i tagli per il Mezzogiorno.

Per contro nessuna risposta è venuta alle richieste unitarie dei sindacati per migliorare il potere d’acquisto di salari e pensioni attraverso detrazioni fiscali, la restituzione del fiscal drug, l’estensione della 14^ mensilità alle pensioni sino a 1.400 euro.

Per questo abbiamo manifestato oggi, anche da soli, per dire che le misure del Governo non vanno nella direzione giusta, che c’è invece bisogno di trasferimento di risorse dal bilancio Stato verso salari e pensioni, che occorre rilanciare l’occupazione e gli investimenti.

La nostra non è una manifestazione contro CISL e UIL. La CGIL riconferma la volontà di estendere e rafforzare le iniziative unitarie – a partire da quelle già previste nel pubblico impiego, nella scuola e dei pensionati – nonché dare continuità a tutte le iniziative che unitariamente si vorranno assumere a livello locale sui temi dello sviluppo, della tutela del lavoro, lotta alla precarietà, welfare e diritti di cittadinanza degli immigrati.

 Donato Pivanti, segretario generale CGIL Modena

 

Modena, 27 settembre 2008

Danilo Barbi, segretario generale Cgil Emilia Romagna, ha concluso la manifestazione territoriale promossa dalla Cgil di Modena al Parco Ferrari.

“Da questa grande manifestazione e da tutte le piazze dell’Emilia Romagna, gremite da migliaia di partecipanti, viene oggi un importante contributo all’iniziativa di lotta della Cgil nazionale. Le molte voci di lavoratori, disoccupati, precari, insegnanti e genitori, giovani e pensionati che abbiamo ascoltato, hanno rappresentato con semplicità e legittima preoccupazione non solo le tante ragioni della contestazione che opponiamo alle scelte del governo, ma anche l’urgenza di riaprire nel paese una dialettica forte che sia in grado di produrre una idea diversa dello sviluppo. Di questo c’è un grande bisogno, per dare una prospettiva e uno sbocco alla protesta e al disagio, che si diffondono nei luoghi di lavoro e nella società. Anche nella nostra regione. Perché le ricadute delle misure previste dal governo di centro destra sono pesantissime in Emilia Romagna, dove storicamente stato sociale, sanità, istruzione, sono più consolidati che in altre aree del paese. Questo sistema di welfare è fortemente a rischio sotto la scure dei tagli che si abbatte in tutti i campi: in tre anni avremo 7000 posti in meno nella scuola, di cui 5000 insegnanti, di fronte a una crescita di 30.000 alunni; alla sanità mancheranno 500 milioni di euro mentre gli enti locali sconteranno un buco di almeno 600 milioni. Un attacco intollerabile al sistema pubblico, evidente in tutto il paese, con gravi ripercussioni sulla condizione di vita soprattutto delle fasce più deboli. Ma per arrivare alla svolta necessaria, su questo fronte come sui temi del lavoro, della difesa del potere d’acquisto di salari e pensioni, dello sviluppo, bisogna aprire un percorso di più lungo periodo e dare continuità alla mobilitazione di oggi.”

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Modena, 24 settembre 2008

Presentata stamattina in conferenza stampa a Modena la mobilitazione della CGIL che prende il via il 27 settembre in tutte le piazze italiane per chiedere al governo un cambiamento di indirizzo della politica economica, sociale e fiscale.

A Modena, la CGIL chiama a raccolta lavoratori, pensionati, giovani, immigrati, donne, studenti e cittadini sabato 27 settembre al parco Ferrari alle ore 10 (ingresso via Emilia Ovest-viale Italia).

Alla manifestazione provinciale, che vuol essere una festa di piazza con palloncini colorati, striscioni, slogan, cartelli e tanta musica, prenderanno la parola dal palco, lavoratori, precari e disoccupati, genitori e insegnanti in rappresentanza del mondo della scuola, addetti del pubblico impiego, lavoratori del commercio e pensionati. Le conclusioni saranno affidate al segretario regionale della CGIL Danilo Barbi.

In apertura e a conclusione della manifestazione la Filarmonica di Carpi eseguirà musiche popolari e del lavoro. Presente l’associazione di volontariato e solidarietà Auser con i propri mezzi e parata di mezzi agricoli nello spazio verde. Nei gazebo allestiti sarà distribuito materiale informativo con le critiche della CGIL alla manovra di governo.

Con la mobilitazione di sabato 27 settembre la CGIL chiede al Governo un cambio di indirizzo nelle scelte di politica economica e sociale, cambiando la manovra d’agosto che penalizza lavoratori e pensionati, è incapace di rilanciare lo sviluppo del Paese, non dà risposta all’emergenza salariale che riguarda dipendenti e pensionati. Una manovra che assume carattere depressivo poiché, non sostenendo i redditi, non sostiene neppure i consumi e rischia di aggravare la crisi già in atto come dimostrano, fra gli altri, anche i preoccupanti dati relativi alla cassa integrazione.

La CGIL chiede interventi concreti a sostegno dei redditi da lavoro e delle pensioni – a cominciare  dalla restituzione del fiscal drag (che nel solo 2008 è pari a 362 euro per lavoratore) e da misure fiscali come l’aumento delle detrazioni quantificabili in un aumento di 1.000 euro nei prossimi 3 anni di cui 500 già entro il prossimo dicembre – come indicato nella piattaforma unitaria (“Per valorizzare il lavoro e far crescere il paese”) proposta insieme a CISL e UIL e su cui doveva partire il confronto già con il Governo precedente.

La mobilitazione di sabato servirà anche per denunciare e chiedere il ritiro dei provvedimenti che attaccano il sistema dell’istruzione pubblica – scuola e università  – riportano il maestro unico alle elementari e stravolgono l’intero sistema dell’istruzione primaria (oggi fra le prime in Europa per qualità), tagliano risorse al pubblico impiego e alla sanità con ripercussioni negative sui servizi ai cittadini e sulle prestazioni di stato sociale.

 volantino-cgil       manifesto-silp-27-settembre      com-stampa-11-sunia    27sett-cgil-50000-nelle-piazze-er-20000-a-bo

image_printStampa
RELATED ARTICLES

Back to Top