CGIL Modena

MERCATONE UNO E INVITALIA, DUE VICENDE CHE POSSONO ESSERE RISOLTE SOLO CON L’INTERVENTO DEL GOVERNO

Giove presidio Invitalia Prefettura Bo, 6.6.19

«La condizione che stanno vivendo i lavoratori e le lavoratrici di Mercatone Uno e Invitalia è sintomatica della situazione politica attuale.
Le due vicende infatti possono essere risolte solo attraverso un intervento del Governo.
Per Mercatone Uno l’ammissione ad una nuova amministrazione straordinaria è di competenza del MISE (Di Maio);è l’unica possibilità per dare una prospettiva di salvaguardia occupazionale a più di 1.800 lavoratori, di cui 450 in Emilia Romagna.
Servirebbe un decreto, ma non arriva. In compenso, però, ci sono i tweet, i post, le dichiarazioni, i lanci di agenzia, le accuse al sindacato di strumentalizzare i lavoratori.
Per i lavoratori di Invitalia, impiegati nelle procedure relative alla ricostruzione post terremoto del 2012, la situazione è veramente assurda. Ricordate il ‘Decreto dignità’? Quello che avrebbe dovuto stabilizzare i lavoratori precari con assunzioni a tempo indeterminato? Bene, Invitalia – società di proprietà del Ministero delle Finanze – applicando il ‘Decreto dignità’ semplicemente non rinnova i contratti a tempo determinato e lascia tutti a casa. Certo, da luglio in poi, non saranno più precari. Saranno disoccupati. Risultato? 135 lavoratori che perdono la propria occupazione e blocco delle procedure per liquidare i contributi necessari ad ultimare la ricostruzione. Un capolavoro! Servirebbe un intervento del Governo, ma in questo caso non arrivano neppure gli annunci tramite social network.
C’è un ministro di questo Governo, Salvini, che ha scorrazzato in lungo e in largo per l’Emilia Romagna, dicendo che da queste parti cambierà l’aria. Se cambiare significa non governare le crisi, non difendere i posti di lavoro, annunciare e non fare, promettere e non mantenere..beh, non è un cambiamento in meglio. Ma che importa, è pur sempre cambiamento!
D’altra parte, nel frattempo, qualcosa è cambiato. Il nuovo azionista di maggioranza del Governo è la Lega (nord al nord, nazionalista altrove), e impone le sue priorità.
Una su tutte: modificare il codice degli appalti. Grazie al decreto sblocca cantieri – che di cantieri non ne sblocca nemmeno uno – in compenso però si ritorna al massimo ribasso, agli affidamenti diretti, ai minori controlli, a inferiori tutele per i lavoratori.
Sarà più facile l’infiltrazione della criminalità organizzata, saranno più agevoli le corruttele.
Non lo dico io, lo afferma Cantone che è a capo dell’Anac. Io aggiungo che, date le premesse, è facile prevedere più caporali, minore sicurezza sul lavoro, minore qualità dei servizi e delle opere.
Sicuramente un traguardo significativo per chi aveva in programma di aprire il Parlamento come una scatola di tonno e ci è entrato trionfalmente al grido di ‘onestà, onestà’.
La Cgil dell’Emilia Romagna sarà, come sempre, al fianco dei lavoratori che rischiano il posto e lo stipendio, così come continuerà a battersi per la legalità e contro lo sfruttamento dentro e fuori dal sistema degli appalti. Difendiamo i protocolli sulla gestione degli appalti pubblici, sottoscritti in questi anni, difenderemo l’occupazione.
Infine, continueremo ad essere argine contro la criminalità organizzata, come abbiamo fatto nel corso del processo Aemilia, così come contrasteremo con ogni mezzo a nostra disposizione chi, volontariamente o involontariamente, agevola l’infiltrazione delle mafie nella nostra economia».

 

Luigi Giove, segretario generale Cgil ER

Bologna, 7 giugno 2019

 

In FOTO Giove al presidio lavoratori/trici Invitalia presso la Prefettura di Bologna, 6.6.19

 

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