CGIL Modena

AL NIDO CON LA REGIONE EMILIA-ROMAGNA

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Nei giorni scorsi è arrivata la firma del Verbale d’Accordo fra l’Unione dei Comuni dell’Area Nord, i sindacati confederali di CGIL, CISL Emilia Centrale, SPI e Funzione Pubblica, con il quale le parti hanno reso operative le modalità per il sostegno economico alle famiglie del territorio, finalizzate all’abbattimento delle rette di frequenza ai Servizi educativi per la prima infanzia.

Ricordiamo che le risorse messe a disposizione dalla Regione ammontano complessivamente a 18.250,00 milioni di euro per l’Anno Scolastico 2019/2020 e all’Unione dei Comuni della nostra area, sono stati destinati 228.266,54 euro, ai quali vanno aggiunti 27.465,49 per il Comune di Cavezzo e 19.377,88 per il Comune di San Possidonio, mentre al Comune di Finale E. sono arrivati 51.726,13 euro. Si fa presente che a tutt’oggi, proprio con l’amministrazione di Finale Emilia l’argomento non è stato oggetto di discussione, nonostante la richiesta delle Organizzazioni Sindacali presentata in data 30/09/2019.

Si è comunque definito congiuntamente di modulare il contributo regionale in base alla tariffa mensile attribuita a ciascun utente, con riferimento al modulo orario scelto (tempo pieno o parziale) e in base all’ISEE presentata, purché non superiore a 26.000 euro.

In concreto, ai Nidi gestiti totalmente dal pubblico, il provvedimento porta alla riduzione del 50% delle rette, agendo in favore di 212 utenti sui 400 presenti nei Comuni di Camposanto, Concordia, Mirandola, San Felice, San Prospero e Cavezzo consentendo alle famiglie di superare mediamente i 100 euro di risparmio al mese.

Sottolineiamo che questo ultimo intervento si somma ai provvedimenti presenti ormai già da tre anni, sempre nell’ambito di abbattimento delle rette e che vanno a toccare la totalità dei bambini.

Il confronto ha consentito inoltre di aprire la strada verso l’armonizzazione dei regolamenti e delle rette presenti in tutto (o quasi) il territorio dei comuni area nord, ma soprattutto di approfondire un tema che contribuisce a favorire l’occupazione, in particolare quella femminile, proprio per la valenza pedagogica ed educativa che porta con sé, anche nell’ottica di una maggiore integrazione sociale delle famiglie migranti.

Per il futuro, le parti hanno condiviso l’impegno di sviluppare ulteriormente questa importante realtà, a partire dalla necessità di stabilizzare l’occupazione del personale educativo, in modo da salvaguardare il carattere di risposta universale, migliorando così la qualità dei servizi rivolti ai cittadini del distretto. Un risultato importante che è stato possibile raggiungere attraverso la contrattazione sociale territoriale, la quale risulta essere strumento fondamentale per la promozione dei diritti essenziali delle persone.

Mirandola, 29/11/2019

Cgil – Cisl Emilia Centrale – Spi/Cgil – Fp/Cgil
Area Nord

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