CGIL Modena

NO ALLA VENDITA IRREGOLARE DI PRODOTTI COLTIVATI NELLE COLONIE PALESTINESI. I SILENZI ED I PRIMI IMPORTANTI RISULTATI

Modena, 11 maggio 2010

 

 

 

 

 

 

E’ trascorso poco più di un mese dall’avvio di una campagna internazionale, sostenuta dall’arcivescovo sudafricano Desmond Tutu, per contestare l’esportazione illegale – da parte di imprese israeliane – di prodotti ortofrutticoli coltivati nei territori delle “colonie” occupate militarmente in Palestina.

I prodotti, che ai palestinesi è purtroppo vietato poter esportare, arrivano così nei mercati europei col marchio Carmel-Agrexco e con il “made in Israel” in palese contrasto di legalità dal punto di vista del Diritto Internazionale (Consiglio di Sicurezza ONU e Corte di Giustizia dell’Aia) e del Diritto Commerciale Europeo.

Anche da Modena è venuto il sostegno fattivo a questa campagna di equità e giustizia internazionale, per il riconoscimento dei diritti ai “Due popoli in due Stati”, in funzione di una pace reale in Medio Oriente.

Il Comitato “Modena-Jenin” ed “Overseas”, che da anni operano concretamente in Palestina per realizzare progetti di cooperazione allo sviluppo verso l’infanzia e l’agricoltura, sono parte attiva nel coordinamento nazionale per le iniziative avviate nei confronti delle principali reti di distribuzione commerciale, con l’obiettivo di:

– ripristinare la legalità commerciale europea che vieta ad Israele l’esportazione di prodotti coltivati nelle colonie palestinesi ( art. 2 del trattato Commerciale) e ribadito con recente sentenza della Corte di Giustizia della Comunità Europea.

– contrastare l’illegittima “informazione ingannevole” verso i consumatori che hanno invece il pieno e riconosciuto diritto ad essere informati sul reale luogo di origine dei prodotti.

Sulla base di queste premesse, i due comitati modenesi Modena-Jenin ed Overseas, insieme al coordinamento nazionale “Stop Agrexco”, si sono rivolti alle 15 principali catene di distribuzione commerciale, private e cooperative, per chiedere incontri e risposte.

Ad oggi, è possibile tracciare un primo bilancio :

1) dalle reti distributive private – Esselunga, Sigma, Despar, Eurospin, Lidl, Famila, Dial, Metro, Unes, In’s, Sisa, Naturasi – non è pervenuto finora alcun segno di riscontro,risposta o semplice contatto.

2) Coop Tirreno (Toscana, Lazio, Umbria, Campania) ci ha a sua volta comunicato di aver “definitivamente tolto dalla vendita” i prodotti Agrexco.

3) nei giorni scorsi ,abbiamo avuto un incontro con i vertici di Coop Italia (referente per l’intero territorio nazionale) e contatti con la rete Conad nazionale, ottenendo l’impegno ad approfondire alcuni aspetti di natura legale, pur condividendo la sostanza delle nostre obiezioni etiche e di diritto, e di riconvocarci entro un paio di settimane; Coop Italia è comunque disponibile ad aprire le pagine del proprio giornale ,rivolto ai soci consumatori,per illustrare le ragioni in campo per  questa nostra campagna .

Un bilancio provvisorio, con risultati evidentemente positivi sul versante della distribuzione cooperativa ed associata.

Un silenzio inspiegabile e senza motivazioni, finora, da parte del variegato universo del commercio privato.

Ma la nostra campagna prosegue: le leggi, le sentenze e gli accordi commerciali vanno fatti rispettare (e le imprese ne devono rispondere) così come il sacrosanto diritto del consumatore a conoscere l’origine dei prodotti che acquista.

 

Franco Zavatti, segreteria Comitato Modena-Jenin

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