CGIL Modena

NO DEL DIRETTIVO FILCAMS/CGIL ALLE LIBERALIZZAZIONI DEGLI ORARI COMMERCIALI

Modena, 15 dicembre 2011

 

 

 

Il Comitato Direttivo della Filcams CGIL di Modena riunito il giorno 14 dicembre 2011 esprime fortissima preoccupazione per le scelte annunciate dal Governo nella cosiddetta manovra “Salva Italia”. Questa manovra colpirà i settori Filcams in diversi modi. Il più evidente è legato all’aumento dell’età pensionabile. Soprattutto per le donne, che sono la stragrande maggioranza degli occupati nei settori della Filcams CGIL e che in moltissimi casi già devono vivere con retribuzioni al di sotto della soglia della povertà, la situazione sarà aggravata dall’allontanamento del pensionamento e dalle penalizzazioni ideate dal Governo.

Ma non solo. I delegati e le delegate ritengono dannosa la decisione del Governo di intervenire sulla liberalizzazione degli orari commerciali, argomento che la Costituzione della Repubblica Italiana assegna alle Regioni. Tale decisione diverrà un fatto concreto dal 1° gennaio 2012 consentendo illimitate aperture delle attività commerciali a qualsiasi ora ed in qualunque giorno dell’anno (anche a Natale, Pasqua, Capodanno, festa dei Lavoratori, festa della Liberazione,…), ma anche garantendo la liberalizzazione delle aperture di attività commerciali superiori ai 2500 mq.

A queste condizioni solo la Grande Distribuzione Organizzata potrà attrezzarsi per garantire tutte le aperture previste e le piccole strutture del commercio dei centri storici o di quartiere saranno inevitabilmente costrette alla chiusura per l’incapacità di essere concorrenziali rispetto ai centri commerciali. Gli eventuali posti di lavoro generati dall’incremento degli orari di lavoro della Grande Distribuzione Organizzata non potranno compensare l’aumento della disoccupazione generato dalla chiusura delle strutture più piccole. In questo contesto i lavoratori si troveranno ad operare in contesti sempre più precarizzanti fatti di orari che impediranno le necessarie conciliazioni dei tempi di vita con i tempi di lavoro.

I dirompenti effetti sociali della liberalizzazione ci porteranno quindi a:

●       un saldo occupazionale negativo,

●       il venir meno del presidio di legalità, ruolo spesso assolto dalle strutture del commercio in alcune zone degradate dei nostri territori,

●       il grave problema legato alla mobilità, soprattutto per gli anziani che hanno grosse difficoltà di spostamento e non potranno più fare la spesa nel negozio vicino a casa,

●       la coesione stessa delle famiglie i cui componenti lavorino in strutture commerciali.

Ma la liberalizzazione non gioverà nemmeno ad incrementare i consumi. Infatti la scelta recessiva effettuata dal Governo di aumentare l’Iva non contribuirà certo ad aumentare la già scarsa capacità di acquisto dei consumatori e la sola liberalizzazione non sarà garanzia di riduzione dei prezzi per i cittadini o di miglioramento dei servizi erogati.

Il Comitato Direttivo della Filcams CGIL rivendica i contenuti e chiede la piena applicazione dell’accordo sottoscritto dal Comune di Modena e da tutte le parti sociali nel quale, con un’operazione di rotazione, si garantisce ai consumatori un servizio con presidio di commercio alimentare in ogni giornata festiva e non si incrementa di una sola domenica le festività lavorative. Al contempo chiede il rispetto delle norme costituzionali che attribuiscono alle Regioni il potere di normare gli orari commerciali e valuta positivamente le iniziative dei giorni scorsi che hanno visto l’analogo interessamento diretto di tre amministrazioni locali (Modena, Carpi, Sassuolo) nei confronti della Regione Emilia Romagna. Le delegate ed i delegati chiedono che l’impegno venga mantenuto alto anche attraverso idonee forme di mobilitazione.

Ordine del Giorno Comitato Direttivo Filcams Cgil Modena, 14 dicembre 2011

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