CGIL Modena

PREOCCUPAZIONE PER ANNUNCIATA CHIUSURA AMBULATORIO MEDICO DI MIGLIARINA DI CARPI

Giorgio Benincasa Cgil Carpi

La Cgil di Carpi esprime stupore e preoccupazione per il venir meno di un presidio medico di base nella frazione di Migliarina di Carpi, dove il medico di medicina generale, attualmente presente, andrà in pensione il prossimo 31 gennaio e non sarà sostituito.
Tra Migliarina e Budrione risiedono circa 2.800 cittadini, tra l’altro con una quota importante di anziani, che sarebbero costretti a spostarsi negli ambulatori del centro città in un momento di emergenza sanitaria dovuta alla pandemia da Covid-19.
Il bando per ricoprire l’incarico in via definitiva è previsto a febbraio, ma anche se si andasse a nominare il nuovo medico, allo stato attuale Migliarina rimarrà senza medico di medicina generale dal 1 febbraio a settembre 2021.
La Cgil di Carpi auspica che ci sia la disponibilità e la volontà da parte dei vari soggetti coinvolti, in particolare Ausl e rappresentanti dei medici di medicina generale, nell’ambito delle proprie prerogative, di trovare quelle condizioni che permettano di garantire continuità all’apertura dell’ambulatorio medico, anche solo con un incarico temporaneo in questa prima fase.
Ci sarebbe stata la possibilità da parte del Comitato aziendale dei medici di medicina generale di esprimere parere favorevole per autorizzare un bando per un medico cosiddetto interino che avrebbe potuto tamponare provvisoriamente l’apertura dell’ambulatorio medico. Tra l’altro, se si fosse andati in quella direzione, era stata esplicitata la disponibilità da parte di una dottoressa specializzanda che già faceva sostituzioni a Migliarina.
In questo momento delicato per il Paese e anche per il nostro territorio, sarebbe importante uno sforzo, da parte di chi ne ha la possibilità fattuale, per dare un aiuto alla comunità e alla sua coesione sociale. Sarebbe un vulnus che Migliarina rimanesse senza medico di medicina generale per sette mesi e oltre. Il problema dell’assenza del medico a Migliarina sarebbe senza dubbio un pessimo segnale. Una soluzione va ricercata.
Occorre inoltre comprendere come mai, sempre con maggiore frequenza, gli ambulatori medici collocati in piccoli territori in pianura e in montagna rimangano vacanti. Sarebbe opportuno svolgere qualche approfondimento per capire se tale problema è frutto di un sottodimensionamento nel numero dei professionisti o piuttosto se gli strumenti normativi che regolano il settore non siano più adeguati alle attuali esigenze.
In un quadro più generale è evidente l’urgenza di importanti investimenti pubblici a sostegno del sistema sanitario attraverso risorse che possono e devono arrivare dal piano europeo “Next Generation UE”. Queste risorse dovranno servire sia a razionalizzare e implementare il sistema ospedaliero ma soprattutto al potenziamento della medicina territoriale partendo da un importante piano di assunzioni nella sanità pubblica.
Il momento di agire è ora.

Giorgio Benincasa coordinatore Cgil distretto di Carpi

 

Carpi, 29/1/2021

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