CGIL Modena

PRIMO COMMENTO AL “DECRETO DIGNITA'”

Primo commento "decreto dignità" - 5 luglio 2018

Il “decreto dignità”, pur contenendo misure interessanti e condivisibili, da tempo richieste dalla CGIL (per esempio tempi determinati), manca di coraggio nell’affrontare un profondo ridisegno delle regole del mercato del lavoro attraverso un intervento organico.

Il Governo per dimostrare con forza la volontà annunciata di rimettere al centro il lavoro e la sua dignità deve ambire ad una proposta più forte che parta da

  • investimenti volti a creare occupazione,
  • sostegno agli ammortizzatori sociali per affrontare l’enorme problema sociale determinato dalla crisi,
  • rilancio e dagli investimenti sulle politiche attive del lavoro.

Se non sostenute da un organico disegno di contrasto alla precarietà le positive misure sul tempo determinato rischiano di spostare il peso della precarietà su forme ancora meno tutelate ed ampiamente abusate (tirocini, false partite Iva), ovvero incrementare il ricorso al lavoro intermittente o al lavoro autonomo tout court.

Resta nettissima la contrarietà della CGIL verso l’intervento volto al ripristino dei voucher “vecchia maniera“, a partire dal lavoro agricolo, strumento che muove in direzione contraria alla annunciata difesa della dignità del lavoro.

Poco coraggio anche nell’intervento sui licenziamenti ingiustificati che riprende una vecchia proposta di innalzamento delle indennità senza tuttavia intervenire né sul ripristino della reintegra né sull’impianto più generale delle norme contenute sul decreto sulle tutele crescenti.

Ci sono alcune norme che speriamo non siano solo un messaggio utile alla propaganda, ma un inizio di un percorso di riforma vero. Però al momento non si vede l’annunciato “licenziamento“ del Jobs Act o della legislazione che in questi anni ha scelto la via della riduzione dei diritti come leva competitiva.

Per approfondimenti leggi Un primo commento al “decreto dignità” e intervista a Camusso

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