CGIL Modena

COMMENTO AL “DECRETO DIGNITA'”

Commento "decreto dignità" - 5 luglio 2018

I nostri commenti “stratificati a ritroso”, partendo dal testo del 5/7/2018 per arrivare all’approvazione del 7/8/2018 al Senato con le modifiche intercorse a seguito della discussione parlamentare

Più propaganda che dignità nel decreto Di Maio

Il Senato ha approvato il provvedimento denominato “Decreto Dignità”

Ad integrazione di quanto già detto nei giorni scorsi, anche nel corso dei presidi tenuti da Cgil, Flai-Cgil, Filcams-Cgil ed Fp-Cgil, l’intervista alla segretaria confederale Cgil Tania Scacchetti

Resta qualche segnale nella direzione giusta, ma pesa il ritorno dei voucher, molto grave. Nulla sui falsi tirocini e sulle false partite Iva


Il decreto dignità è legge: un’occasione persa

Palazzo Madama approva in via definitiva. Tania Scacchetti (segretaria confederale Cgil nazionale):

Titolo impegnativo, ma francamente inopportuno. Tornano i voucher, si continua nella logica del lavoro mordi e fuggi, dequalificato e poco retribuito. Il Paese ha bisogno di diritti e tutele


Tornano i voucher in agricoltura e turismo, la Camera approva

Primo via libera per il decreto Di Maio. Ora il passaggio al Senato. Introdotti i buoni lavoro in agricoltura e turismo.
Tania Scacchetti (componente della segreteria Cgil Nazionale):

Nessuno parli di ‘dignità’. Il provvedimento mostra la distanza fra la propaganda elettorale e le decisioni reali


Ma quale dignità? Chiamatelo pure decreto Di Maio

La segretaria confederale della Cgil Tania Scacchetti a RadioArticolo1:

La maggioranza in Parlamento ha bocciato la reintroduzione dell’articolo 18 e ha riportato in vita i voucher. È evidente la distanza tra la propaganda elettorale e i fatti.


La nota che segue è stata redatta a seguito della presentazione del cosiddetto “Decreto Dignità” (5/7/2018) quando il testo era formalmente privo degli elementi che sono stati introdotti nel corso dell’iter Parlamentare, tra gli altri l’ampliamento nell’utilizzo dei voucher

Il “decreto dignità”, pur contenendo misure interessanti e condivisibili, da tempo richieste dalla CGIL (per esempio tempi determinati), manca di coraggio nell’affrontare un profondo ridisegno delle regole del mercato del lavoro attraverso un intervento organico.

Il Governo per dimostrare con forza la volontà annunciata di rimettere al centro il lavoro e la sua dignità deve ambire ad una proposta più forte che parta da

  • investimenti volti a creare occupazione,
  • sostegno agli ammortizzatori sociali per affrontare l’enorme problema sociale determinato dalla crisi,
  • rilancio e dagli investimenti sulle politiche attive del lavoro.

Se non sostenute da un organico disegno di contrasto alla precarietà le positive misure sul tempo determinato rischiano di spostare il peso della precarietà su forme ancora meno tutelate ed ampiamente abusate (tirocini, false partite Iva), ovvero incrementare il ricorso al lavoro intermittente o al lavoro autonomo tout court.

Resta nettissima la contrarietà della CGIL verso l’intervento volto al ripristino dei voucher “vecchia maniera“, a partire dal lavoro agricolo, strumento che muove in direzione contraria alla annunciata difesa della dignità del lavoro.

Poco coraggio anche nell’intervento sui licenziamenti ingiustificati che riprende una vecchia proposta di innalzamento delle indennità senza tuttavia intervenire né sul ripristino della reintegra né sull’impianto più generale delle norme contenute sul decreto sulle tutele crescenti.

Ci sono alcune norme che speriamo non siano solo un messaggio utile alla propaganda, ma un inizio di un percorso di riforma vero. Però al momento non si vede l’annunciato “licenziamento“ del Jobs Act o della legislazione che in questi anni ha scelto la via della riduzione dei diritti come leva competitiva.

Per approfondimenti leggi

 

 In 2 minuti, cosa pensiamo del Decreto dignità

 

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