CGIL Modena

PROCLAMATO LO STATO DI AGITAZIONE DEI DIPENDENTI DELL’AZIENDA USL DI MODENA. INACCETTABILE LA SOSPENSIONE DEL CONTRATTO AZIENDALE DECISO DALL’AZIENDA

Ausl Mo

E’ stato proclamato ieri lo stato di agitazione del comparto dipendenti dell’Ausl Modena da parte dei sindacati Fp/Cgil, Cisl/Fp e Uil/Fpl.
“Non c’erano più le condizioni per negoziare con AUSL Modena – questo il commento di Fp/Cgil, Cisl/Fp e Uil/Fpl – in seguito alla proclamazione dello stato di agitazione dei dipendenti del comparto”.
“Negli ultimi 15 giorni – proseguono Alessandro De Nicola (Fp/Cgil), Patrizia De Cosimo (Cisl/Fp) e Nicola Maria Russo (Uil/Fpl) – lo scenario è cambiato almeno tre volte. Il 5 ottobre ci siamo alzati dalla riunione con l’Assessore regionale Venturi con la consapevolezza di aver voltato pagina, addirittura il giorno 8 ottobre abbiamo fatto un’intera trattativa con anche le Rsu su un testo, presentato dall’azienda, che aveva trovato il nostro parere favorevole. Salvo poi scoprire che la stessa azienda aveva già cambiato strategia optando per la sospensione del contratto aziendale e aveva taciuto.”
Siamo di fronte ad una vertenza difficile e problematica ma questo modo di condurre la trattativa è assolutamente negativo. Fp/Cgil, Cisl/Fp e Uil/Fpl ritengono che la sospensione del contratto aziendale sia ingiusta; si determina già da ottobre una riduzione dello stipendio mensile che oscilla tra i 90 e 160 euro medi. Si tratta, a giudizio dei sindacati, di una manovra senza precedenti che apre un problema economico e sociale per migliaia di lavoratori.
Il blocco dei pagamenti, disposto dall’azienda, colpisce inoltre anche il saldo di produttività del 2017 e il pagamento delle progressioni economiche orizzontali del 2018. Una misura che giudichiamo eccessiva, queste incentivazioni non sono oggetto di un blocco esplicito degli organi di controllo. Siamo entrati in una fase dove la tutela personale o l’interesse individuale della direzione aziendale sta prevalendo sulla tutela degli interessi collettivi dei lavoratori.
L’azienda poi, a detta dei sindacati, commette un altro errore: sospendendo il contratto aziendale dimentica che esiste una relazione tra gli incentivi che ricevono i lavoratori e le condizioni di lavoro a cui sono soggetti. Anche i cittadini devono sapere che alla diminuzione delle retribuzioni corrisponderà una diminuzione delle prestazioni lavorative. Per questa ragione infermieri, operatori socio sanitari, tecnici, amministrativi (in sostanza tutte le figure professionali non mediche) sono pronte a bloccare gli straordinari e ad entrare in sciopero.

 

Modena, 18/10/2018

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