CGIL Modena

PROROGA CONTRATTO DI SOLIDARIETÀ ALLA INTERPUMP HYDRAULICS

Nonantola, 7 maggio 2010

 

 

 

La Fiom Cgil, la RSU e l’assemblea dei lavoratori esprimono giudizio largamente positivo sulla proroga  del contratto di solidarietà  firmato a fine aprile con la direzione aziendale di Interpump Hydraulics per gli addetti dei due stabilimenti di Nonantola e Bologna.

Lo scorso anno a maggio l’intesa raggiunta con Interpump Hydraulics, fu una delle prime siglate sul territorio modenese.

Dopo 12 mesi, a fronte di un mercato che ancora stenta a riprendersi, con l’impossibilità di far lavorare a pieno regime tutti i 290 dipendenti dell’azienda (circa 110 a Nonantola e 180 a Bologna) si è privilegiato, per il secondo anno consecutivo, l’utilizzo del contratto di solidarietà, al fine di evitare licenziamenti che avrebbero oggi conseguenze drammatiche per le difficoltà a trovare nuova occupazione.

“Mentre in Italia aumentano i disoccupati e l’Istat segnala una percentuale che si avvicina al 10%, – spiega William Neri della Fiom/Cgil Nonantola – l’accordo di solidarietà alla Interpump Hydraulics offre, a tutta la forza lavoro, la garanzia occupazionale per 12 mesi, con riduzione dell’orario lavorativo mediamente pari al 50 %”. 

Per le ore non effettuate è prevista una relativa integrazione economica da parte dell’Inps pari al 60%,  anche se un recente Decreto legge prevede, in via sperimentale dal 1° luglio 2009 al 31 dicembre 2010, una integrazione economica pari all’80% della normale retribuzione.

“La Fiom/Cgil auspica che la copertura finanziaria messa in campo dal Governo sia sufficiente per garantire a tutti i lavoratori, in contratto di solidarietà, tale entità economica – continua Neri – e chiede che lo stesso Governo si attivi se le risorse si rivelassero insufficienti in corso di utilizzo”.

Con il contratto di solidarietà viene inoltre garantita la maturazione integrale di ferie, permessi e tredicesima.

I due stabilimenti di Nonantola e Bologna fanno parte della multinazionale Interpump Group Spa, con sede a Reggio Emilia, che opera nel settore trasporti e costruzioni. Un settore fortemente penalizzato dalla crisi mondiale che dal 2008 si è abbattuta pesantemente sull’economia, con le conseguenze negative sia in termini occupazionali che di tenuta del potere di acquisto dei lavoratori dipendenti, in un Paese dove a mese lavorativo pieno, i salari sono tra i più bassi in Europa.

“Purtroppo – incalza ancora il sindacalista della Fiom – oggi a Modena, nel settore metalmeccanico, risultano essere solo 16 i contratti di solidarietà firmati a fronte di situazioni di crisi, mentre le imprese vorrebbero privilegiare altri ammortizzatori più impattanti per i dipendenti (Cigo, Cigs o mobilità), sia in termini di garanzie lavorative che occupazionali”.

“Crediamo serva a tutti consapevolezza della fase che stiamo attraversando, per garantire la tenuta sociale del paese, creando le condizioni affinché sia possibile estendere lo strumento del contratto di solidarietà”.

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