CGIL Modena

RATING DI LEGALITA’ PER LE IMPRESE. LE BUONE REGOLE CI SONO. MANCANO LE “BUONE PRATICHE”. ADESIONI MOLTO SCARSE ANCHE IN EMILIA ROMAGNA

Franco Zavatti - Cgil Modena

Non solo belle parole, ma qualche buona regola per attrarre e spingere le imprese verso la piena regolarità e legalità, le abbiamo.
Però, molto carente è ancora l’adesione volontaria delle ditte a dotarsi del buon “bollino” di merito che onora il marchio aziendale. Ma, soprattutto, si nota la ancor troppo debole attività di promozione da parte delle più importanti Associazioni che organizzano le imprese, Confindustria e Confcommercio in primis.
Qualche positiva eccezione c’è, e lo vedremo con i dati sulle grandi aziende cooperative (quelle vere e non le coop fasulle).
Il bollino del Rating di Legalità rilasciato dall’Autorità Nazionale Antitrust – e senza costi per le imprese richiedenti – rappresenta e certifica un timbro di legalità/regolarità/tracciabilità nella buona gestione fiscale, contributiva ed antimafia per l’azienda. Cioè, un profilo imprenditoriale di effettivo e credibile sostegno all’economia pulita e leale concorrenza fra le imprese in regola.

Molto interessante sfogliare il voluminoso Report dell’Autorità Nazionale AGCM, che aggiorna l’elenco totale delle imprese ammesse e con le “stellette” del Rating.
La richiesta di adesione è volontaria e aperta a tutte le società di ogni settore produttivo che raggiungono la soglia dei due milioni di fatturato.
Le semplici percentuali confermano una dinamica crescente delle domande ed ammissioni, con incrementi a due cifre rispetto all’avvio di cinque anni fa.
Purtroppo, passando però ai numeri reali, continua a sorprendere l’esiguità dell’interesse imprenditoriale verso il “bollino di legalità”.
In tutta Italia (!) i timbri del Rating raggiungono, con l’ultimo Report, il basso numero di 5.170, comprese le riconferme biennali e le nuove adesioni, al netto dei dinieghi e revoche/cancellazioni: ricordiamo il caso della Cpl-Concordia e Inci di Ferrara.
Dalle fitte 354 tabelle, che non sono suddivise per residenza regionale e provinciale delle imprese, grazie ad un’attenta lettura si può ricostruire la nostra mappatura territoriale (v.allegato).

Anche in Emilia Romagna la crescente percentuale del numero delle imprese accolte nella lista meritoria,è avvincente: un +219% sull’anno precedente.
I numeri puri e crudi mostrano però una imprenditoria emiliano-romagnola ancora molto refrattaria nel valutare l’importanza di appartenere alla lista di legalità: dalle 297 prima iscritte, si passa alle 651 aziende nell’ultimo Report !
– Il primato di sensibilità va alle nostre Coop regionali che, pur essendo il 1,3% del numero totale delle imprese, ne vede ben 155 – il 24% del totale – dentro al Rating.
– Le Srl ci sono con 298 ditte, le Spa con 176 ed infine le Snc con 22.
– La mappatura delle sedi legali/reali delle nostre imprese col buon bollino ci mostra: Bologna per 132 ditte, Modena per 106, Parma con 92, Ravenna con 78, Reggio Emilia 71, Forlì con 59, Rimini 44, Ferrara 39…ultima Piacenza con 30.
Modena è la prima provincia con le coop iscritte: n°36 con in primis le coop sociali Nazareno, Aliante, Caleidos, poi quelle agricole, vinicole, edili e dei servizi. Bologna è prima per le Srl: con n° 66, da Koine, Op.impianti, G7…. Parma per le Spa con n° 45: la Molino, Real, Galloni,ecc…
– Interessante osservare anche la distribuzione territoriale all’interno di ogni provincia. Modena ad esempio. Le 106 imprese modenesi sono prevalentemente in città con n° 31, poi Carpi con 12, e a scalare Sassuolo, Castelfranco, Mirandola e Pavullo. Zero a Vignola !?

Come si vede, adesioni al marchio di regolarità aziendale che si pesano con le decine, rispetto alle tante migliaia di aziende potenzialmente richiedenti.
Alle tante imprese in piena regola davvero converrebbe ottenere il Rating, grazie ai possibili vantaggi di immagine ma sopratutto competitivi ed economici nelle pratiche e nei costi bancari, nei possibili incentivi pubblici e – fondamentale – per i possibili “punteggi aggiuntivi” nei bandi per lavori e servizi pubblici.

Il nuovo Codice Appalti inserisce, finalmente, il bollino del Rating come possibile “criterio premiale nel valutare le offerte di gara”.
In Emilia R. tutto ciò è rinforzato col buon Testo Unico Regionale sulla legalità economica, fino al recente Protocollo fra Regione e Cgil-Cisl-Uil sugli appalti in sanità, che spingono tutte le rappresentanze istituzionali, imprenditoriali e sindacali ad introdurre ed estendere i benefici di premialità nelle procedure di affidamento appalti e servizi a favore delle imprese iscritte nelle liste di merito.
Andare cioè oltre ai bei convegni e moltiplicare i bandi pubblici con chiari ed espliciti incentivi alle aziende riconosciute col Rating nazionale e/o Elenco di merito regionale.
Espandere e qualificare una solida cultura sulla pratica delle legalità e, soprattutto, fatti e comportamenti civili ed economici conseguenti e coerenti.

Franco Zavatti, coordinamento legalità e sicurezza Cgil Emilia Romagna

 

Elenco imprese con rating di legalità (pdf)

 

Modena, 17 aprile 2018

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