CGIL Modena

SISTEMA COOPERATIVO E CONDIZIONI DI LAVORO: LA CGIL RISPONDE AL PRESIDENTE DI LEGACOOP

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Abbiamo letto con attenzione le dichiarazioni rilasciate nei scorsi giorni dal Presidente di Legacoop rispetto ai nodi del sistema cooperativo e alle ricadute sui lavoratori e lavoratrici del settore.

“Settore che anche a nostro parere continua ad avere importanti criticità, legate al mercato del lavoro, ai contratti applicati e alle condizioni in cui si trovano ad operare tutti i giorni gli operatori, in particolar modo quelli legati ai servizi e agli appalti pubblici” spiegano Fernando Siena (segreteria Cgil) e Giada Catanoso (segretaria Fp Cgil).

Non dobbiamo dimenticare che la giungla contrattuale di cui parla il presidente Paolo Barbieri deriva dalla presenza di contratti nazionali siglati dalle associazioni di rappresentanza datoriale con sindacati non rappresentativi, in una logica di dumping contrattuale interno che genera sì concorrenza sleale tra le imprese, ma soprattutto un peggioramento delle condizioni di lavoro degli addetti.

Per questo la Cgil ha da tempo messo al centro della sua azione le rivendicazione di una legge sulla rappresentanza sindacale per l’applicazione erga omnes dei contratti nazionali, per poter superare in modo definitivo l’applicazione di contratti pirata non tutelanti, e parallelamente la richiesta di un salario minimo per legge.

L’emergenza salariale rimane infatti un nodo centrale nel mercato del lavoro odierno, anche a Modena, in tanti ambiti citati dal presidente Barbieri, in particolare nelle cooperative sociali dove ci sarebbe la necessità di un contratto unico per tutto il settore socio-sanitario-educativo e, perché no, di estendere anche a questo comparto il contratto degli enti locali.

Infatti i lavoratori che garantiscono molti dei servizi pubblici, da quelli socio sanitari ad anziani e disabili a quelli educativi, hanno, a parità di lavoro, diritti e retribuzioni molto diversi, a seconda che siano dipendenti pubblici, come nelle Asp o nei Comuni, o dipendenti del privato sociale che gestisce i servizi appaltati o esternalizzati.

Il rinnovo del contratto nazionale delle cooperative sociali siglato a fine gennaio è una prima risposta, però vanno rinnovati anche tutti gli altri contratti di settore, iniziando da quelli scaduti da tanti anni.

La difficoltà nel reperire alcune figure professionali, citate dal presidente Barbieri, come operatori socio sanitari, infermieri, educatori, addetti alla logistica ecc…, non dipende solo dai bassi salari, che vanno comunque adeguati al costo della vita e alle professionalità richieste, ma anche da un aspetto fondamentale, che non è solo quello che segnala Legacoop di conciliazione vita lavoro e qualità della vita extra lavorativa, ma soprattutto quello della qualità della vita lavorativa stessa.

“Spesso infatti – proseguono i sindacalisti Cgil – riscontriamo nelle strutture e nei servizi un’organizzazione del lavoro precario e carichi di lavoro che mettono in grande difficoltà gli operatori, spesso donne, con pesantissime ricadute sulla salute e sicurezza, una crescita di malattie professionali ed inidoneità che portano ad una loro espulsione forzata dal mercato del lavoro o a una riduzione dell’orario di lavoro e quindi a part time involontari”.

Assistiamo così ad un paradosso, dove da una parte si dice che non si trovano operatori, e dall’altra le lavoratrici in forza dopo alcuni anni vengono espulse o sono costrette a lasciare il proprio lavoro per motivi di salute causati dal lavoro stesso, o da condizioni di lavoro non dignitose.

“Su questi temi – lavoro sempre più precario, appalti e subappalti ed esternalizzazioni – crediamo sia giunto il momento – concludono Siena e Catanoso – di ragionare e confrontarci con tutti i soggetti, pubblici e privati, sul cambiamento in atto per dare risposte alle lavoratrici e ai lavoratori e alla comunità modenese, e per rendere anche questi profili professionali appetibili ragionando di salario, stabilità del lavoro, turni, organizzazione del lavoro, salute e sicurezza, carichi e tempi di vita”.

 

Modena, 6/2/2024

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