CGIL Modena

SPRAR/I NUMERI DELL'ACCOGLIENZA: IL BILANCIO 2008 DEL SISTEMA DI PROTEZIONE PER RICHIEDENTI ASILO E RIFUGIATO. SCHEDA SULLO SPRAR

   Lo Sprar (Sistema di Protezione per Richiedenti Asilo e Rifugiati) ha diffuso nei giorni scorsi il bilancio delle attività condotte nel 2008.

   “Il bilancio …per le attività condotte nel 2008 è positivo e complesso al tempo stesso. Positivo …perchè la capacità di accoglienza è ulteriormente aumentata, sia in termini quantitativi che qualitativi, consentendo di raggiungere il numero di accolti più alto nella recente storia del sistema italiano (avviato …nel 2001). Complesso, perchè l’estate 2008 ha visto un sensibile incremento degli arrivi di migranti sulle coste siciliane e un consequenziale aumento del numero di richiedenti protezione internazionale” (le modalità di ingresso dei beneficiari dello Sprar sono state 76% con sbarco, 17% attraverso la frontiera aeroportuale, 4% come rientri ai sensi del regolamento Dublino II, 3% per nascita in Italia).

   “Nel 2008 il Sistema di protezione è stato originariamente composto da 114 progetti di accoglienza che hanno messo a disposizione 2.541 posti, finanziati con le risorse del Fondo nazionale per le politiche e i servizi dell’asilo”, ai quali “sono stati aggiunti ulteriori posti: 501 in base a quanto disposto dall’ordinanza di protezione civile n. 3620 del 19 ottobre 2007 e altri 1.346 attivati con risorse straordinarie del Ministero dell’Interno” per far fronte all’aumento degli arrivi di via mare.
   “Complessivamente, dunque, il Sistema di protezione ha potuto contare su un complessivo di 4.388 posti di accoglienza che, nel corso dell’anno, hanno potuto ricevere un totale di 8.412 persone, tra richiedenti e titolari di protezione internazionale.” I beneficiari sono stati quasi il 34% in più rispetto al 2007.

   Il primato dell’accoglienza è ancora una volta del Lazio con il 30,38% delle accoglienze. Seguono Sicilia (16,79%), Lombardia (7,28%) e Puglia (6,19%). Molise (0,33%), Sardegna (0,36%), Abruzzo (0,38%) e Basilicata (0,50%)  sono le regioni con meno accolti. “Tuttavia, fatte le dovute proporzioni tra il numero di progetti e dei posti messi a disposizione dalla rete dello SPRAR con il valore assoluto delle accoglienze, risultano comunque molto alti anche la capacità e il potenziale di accoglienza di regioni che hanno un solo progetto territoriale del Sistema di protezione”.

   “Oltre a monitorare la presenza delle persone accolte nello SPRAR, il Servizio centrale procede anche al monitoraggio di coloro che sono in attesa di accedere al Sistema di protezione e di quanti, al momento di entrare in accoglienza, hanno scelto soluzioni alternative. …Il numero delle persone monitorate sul territorio nazionale è stato pari a 13.710”.

   Il “beneficiario tipo”, come già emerso negli anni precedenti, è un uomo singolo di età compresa tra i 18 e i 40 anni.

   Gli uomini rappresentano il 75% del totale (6.300) e le donne il 25% (2.112).

   Lo status familiare conferma la tendenza di crescita della presenza di famiglie monoparentali (74%). “Solamente in due casi l’unico genitore responsabile della gestione della propria famiglia è il padre; per il resto si tratta prevalentemente di madri sole con figli, provenienti soprattutto dai Paesi del Corno d’Africa”.

   Le nazionalità più rappresentate sono l’Eritrea (1149, 17%), l’Afghanistan (1291, 15%), la Somalia (831, 10%), la Nigeria (588, 7%) e l’Etiopia (536, 6%). Un raffronto con gli anni a partire dal 2005 conferma “la netta presenza nello SPRAR di persone provenienti dal Corno d’Africa, regione dalla quale …è costante il flusso delle migrazioni forzate. Quella che coinvolge i Paesi del Corno d’Africa può essere identificata come la migrazione tipica del ventunesimo secolo.”.

   I minori non accompagnati richiedenti asilo (MNARA) accolti nello Sprar sono stati 409 a fronte dei 197 dell’anno precedente. Per l’89% sono maschi. Il 97% ha 17 anni.

   Per tipologia dei permessi di soggiorno i richiedenti protezione internazionale (ex richiedente asilo) sono il 43%: Seguono: protezioni umanitarie (33%), protezioni umanitarie (33%), rifugiati (13%) e protezioni sussidiarie (11%).

   “I progetti territoriali dello SPRAR sono tenuti a seguire le linee guida di intervento che mirano alla realizzazione di una ‘accoglienza integrata’, vale a dire comprensiva di tutta una serie di servizi di assistenza, orientamento e accompagnamento della persona. Le misure di assistenza sociale, di mediazione linguistico-culturale e assistenza sanitaria specialistica hanno costituito la percentuale più alta tra i servizi erogati, ma lo Sprar offre anche servizi per l’inserimento lavorativo, abitativo e, per i minori, scolastico; di orientamento e informazione legale; attività multiculturali.
   Nel 2008 sono stati 3.519, il 47,51%, i beneficiari che hanno lasciato il Sistema avendo portato avanti un pecorso di integrazione. Il 24,16% ha scelto di lasciare il progetto territoriale; il 24,12% ha terminato il periodo di accoglienza nei tempi prefissati; il 3,67% è stato allontanato a causa di gravi motivi e lo 0,54% ha optato per un’opportunità di rientro assistito.

   “Nel 2007 le sette Commissioni territoriali preposte all’esame delle domande di protezione internazionale hanno esaminato 13.509 istanze (sulle 14.053 ricevute: il 96,13%) e gli esiti hanno portato a un riconoscimento dello status di rifugiato per il 10,42% e al riconoscimento della protezione umanitaria per il 46,77%. Di fatto oltre il 57% dei richiedenti si è visto riconoscere una forma di protezione”.
    Nel 2008 le domande inviate sono state 31.097 (oltre il doppio dell’anno precedente, quindi) e le domande effettivamente esaminate sono state 21.933 (il 70,53%). Circa il 50% dei richiedenti asilo ha ottenuto una forma di protezione.

SPRAR/SCHEDA

   “Il Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati (SPRAR) è stato istituito dalla legge n. 189/2002 ed è costituito dalla rete degli enti locali che -per la realizzazione di progetti di accoglienza e di integrazione- accedono, nei limiti delle risorse disponibili, al Fondo nazionale per le politiche e i servizi dell’asilo. A livello territoriale gli enti locali, con il prezioso supporto delle realtà del terzo settore, garantiscono interventi di ‘accoglienza integrata’ che superano la mera predisposizione di vitto e alloggio, prevedendo in modo complementare anche misure di orientamento legale e sociale, nonchè la più articolata costruzione di percorsi individuali di inserimento socio-economico. Il coordinamento del Sistema di protezione è garantito dal Servizio centrale, una struttura operativa istituita dal Ministero dell’interno e affidata con convenzione ad ANCI, in base alla stessa legge n. 189/2002.
   Il servizio centrale ha compiti di informazione, promozione, consulenza e assistenza tecnica agli enti locali, nonché di monitoraggio sulla presenza dei richiedenti e titolari di protezione internazionale sul territorio nazionale.
   Nel 2009 i progetti territoriali  dello SPRAR sono 138, per un complessivo di 3.000 posti in accoglienza, di cui 501 destinati ad accogliere persone portatrici di specifiche vulnerabilità.
   Gli enti locali che aderiscono alla rete del Sistema di protezione sono 123, di cui: 103 comuni, 16 province e 4 unioni di comuni, dislocati in 19 regioni.”

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