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SUNIA/IMMIGRATI E CASA: L'85% SENZA CONTRATTO REGISTRATO. 1 MILIARDO ALL'ANNO L'IMPOSTA EVASA DAI PROPRIETARI

“Dalle ultime stime in Italia sono risultati più di 4 milioni di immigrati, corrispondenti a circa 1.300.000 nuclei familiari, che per la quasi totalità si rivolgono al mercato dell’affitto subendo discriminazioni”. E’ quanto emerge da un’indagine che il Sunia (Sindacato Unitario Nazionale Inquilini Assegnatari) ha svolto su un campione di 1.000 famiglie extracomunitarie distribuite su tutto il territorio nazionale.
   In particolare, quando cercano casa gli immigrati si scontrano con i pregiudizi che inducono i proprietari a non affittare e con affitti maggiorati rispetto a quelli praticati agli italiani. La parità di canone è rispettata solo quando si tratta di abitazioni sotto qualsiasi livello standard di qualità. Inoltre, gli immigrati sono per la maggior parte costretti alla coabitazione in condizioni di sovraffollamento. La maggiorazione dei canoni, che varia dal 30 al 50%, risulta insostenibile con il reddito percepito.
   Le violazioni e le offerte più ricorrenti riguardano contratti in nero; contratti di tipo libero non registrati senza limite di canone; contratti transitori irregolari con canone non agevolato intestato a terzi o a datori di lavoro; affitto ad un titolare in regola col permesso e tanti sub-affitti speculativi; affitto posti letto con violazione delle norme sugli affittacamere; modalità irregolari di accollo sugli inquilini delle spese condominiali; alloggi precari privi di dotazioni minime impiantistiche e di qualità delle certificazioni previste. Spesso vengono pretese garanzie aggiuntive: mensilità anticipate superiori all’ordinario, firma di un garante italiano (spesso il datore di lavoro), l’attivazione di una fideiussione bancaria.
   “Considerando i nuclei che vivono in coabitazione il fenomeno della casa per gli stranieri coinvolge circa 600.000 abitazioni, spesso facenti parte di un mercato sommerso che sfugge ad ogni controllo”.  Ogni anno, tra affitti in nero o contratti registrati per cifre inferiori a quelle realmente pagate, sfuggono al fisco 3,5 miliardi di imponibile. L’imposta corrispondente evasa supera 1 miliardo di euro. “La cifra annualmente evasa in questo settore”, rileva il Sunia, “rappresenta più di quanto stanziato dalla legge 133/2008, fondi che peraltro sono stati bloccati e giacciono inutilizzati”.
   Delle 1.000 famiglie coivolte nell’indagine, il 50% ha un capofamiglia tra 36 e 45 anni; il 20% ha capofamiglia donna; il 50% è composto da 3 o 4 componenti; l’80% percepisce un solo reddito; il 70% ha un reddito inferiore a 15.000 euro annui; l’80% vive in coabitazione con 1 o più nuclei familiari; l’85% ha un cotratto non registrato o registrato per una cifra inferiore:
   Il Sunia ritiene “che la normativa sul reato di clandestinità…, che colpisce con la reclusione sino a tre anni chi aloggia o affitta ad irregolari, getti nel caos il settore della locazione abitativa e contribuisca al moltiplicarsi dei contratti irregolari e in nero. Basti pensare all’incertezza sulla durata del permesso di soggiorno che impedirà anche ai proprietari che rispettano la legge di impegnarsi in contratti stabili e sicuri. Peraltro la legge coincide con il taglio dei fondi alle forze dell’ordine, mentre ci sarebbe bisogno anche nel sistema della locazione abitativa di un maggiore impegno della guardia di finanza per debellare l’evasione fiscale nella locazione che supera ormai la soglia di un contratto su due”.

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