VILLA MARGHERITA MODENA, LAVORATORI IN STATO DI AGITAZIONE E PRONTI ALLO SCIOPERO. RIFIUTANO IL NUOVO CONTRATTO ANASTE E RIVENDICANO “NON PARLARE NEL MIO NOME” AI SINDACATI NON RAPPRESENTATIVI

Non parlare in mio nome”. E’ questo quello che rivendicano i circa 35 dipendenti della residenza per anziani Villa Margherita di Modena, in stato di agitazione per l’atteggiamento autoritario dell’azienda che vuole imporre il nuovo contratto Anaste, firmato da sindacati che non rappresentano i lavoratori. Per questo la Fp/Cgil ha proclamato lo stato di agitazione il 19 settembre scorso.
Dopo 9 anni di mancato rinnovo del contratto, la direzione di Villa Margherita ha comunicato direttamente alle lavoratrici e ai lavoratori l’intenzione di firmare il nuovo contratto Anaste che per i sindacati confederali Cgil Cisl Uil si configura come un tipico contratto “pirata”, in quanto non rispondente al principio della rappresentanza sindacale.
Per questo le lavoratrici e i lavoratori di Villa Margherita hanno anche comunicato e formalizzato la loro piena dissociazione del contratto firmato dai sindacati Snalv, Confsal, Confelp, Cse, Cse Sanità e Cse Fulscam, formalizzando specificatamente di non aver mai dato loro mandato a firmare.
I lavoratori non possono essere obbligati a subire l’applicazione di un contratto – spiega Mohcine El Arrag della Fp Cgil di Modena – che tra i vari aspetti negativi, è stato chiuso con un aumento contrattuale pari a 39 euro mensili lordi, contro un aumento medio di oltre 80 euro sottoscritti nell’ultimo anno dalle categorie di Cgil, Cisl e Uil negli altri Ccnl del settore socio-sanitario”.
Per di più i lavoratori sono beffati anche dal fatto che questi 39 euro sono pagati da loro stessi, attraverso i risparmi generati dalla riduzione di permessi, malattia, infortunio ed altri istituti.
La residenza Villa Margherita Srl è un’azienda che svolge attività di assistenza agli anziani, inserita nella rete dei servizi sociosanitari in accreditamento del comune di Modena e per questo la sua attività è finanziata dalle risorse messe a disposizione dal Fondo regionale per la non autosufficienza.
“Il Ccnl Anaste <pirata>, oltre ad essere stato sottoscritto da sindacati non rappresentativi, contiene chiaramente una serie di peggioramenti rispetto al Ccnl precedente. – continua Mohcine El Arrag – L’orario di lavoro formalmente rimane a 38 ore settimanali, ma è possibile portarlo a 40 ore. Le due ore aggiuntive non vanno considerate nemmeno lavoro straordinario né supplementare con una perdita secca di salario. Contestualmente i permessi vengono dimezzati da 51 a 26 ore annue, mentre l’istituto di malattia viene quasi cancellato e di fatto <criminalizzato>. Sarà pagata dall’azienda solo nei primi 4 eventi e solo in alcuni casi. Il periodo di comporto viene drasticamente ridotto: oltre a non pagare, sarà molto più facile licenziare in caso di malattia”.
Il risultato è che molte persone, tra mancato pagamento e rischio licenziamenti, si recheranno al lavoro anche in condizioni fisiche non idonee: ciò metterà a rischio non solamente la salute di lavoratrici e lavoratori, ma anche quella delle persone assistite. Questo è un punto che il committente – il Comune di Modena e l’Azienda usl – dovrà esaminare a garanzia della tutela fisica dei nostri anziani.
La Funzione Pubblica Cgil, le lavoratrici e i lavoratori della residenza per anziani Villa Margherita hanno convocato lo stato di agitazione per chiedere il pieno rispetto della Delibera regionale sull’accreditamento, che prevede l’applicazione di un Ccnl sottoscritto dalle organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative, come ad esempio il contratto Agespi proposto dalla Fp/Cgil di Modena. “A fronte della nostra richiesta – prosegue il sindacalista della Fp Cgil – l’Azienda si è dimostrata indisponibile, mantenendo la scelta di abbassare retribuzioni e tutele dei lavoratori, pur continuando a gestire l’attività con i soldi pubblici. Con questo atteggiamento unilaterale l’azienda ha tolto voce e parola ai lavoratori, ma i lavoratori sono pronti a rispondere e a mobilitarsi sino a quando non verrà data loro voce”.

Domani in Prefettura, nel tentativo di conciliazione, ribadiremo la nostra proposta e se non verrà accolta, la Fp Cgil continuerà nella vertenza con tutte le forme di lotta sindacali a disposizione, non escludendo il ricorso allo sciopero.

 

Modena, 26/9/2019