29 Set 2026 ambiente, cgil, costituzione, la via maestra, lavoro, manifestazione nazionale, modena, pace, welfare,

La Costituzione indica una strada precisa: un Paese fondato sul lavoro, sulla giustizia sociale, sull’uguaglianza, sulla pace.
Questa strada è ancora la nostra Via Maestra. Oggi, però, l’Italia va nella direzione opposta.
Il lavoro è più povero e precario. I salari sono troppo bassi, la ricchezza si concentra e le disuguaglianze crescono, troppe persone lavorano ma non riescono ad arrivare a fine mese. Non si investe sulla sicurezza e crescono infortuni e morti sul lavoro, una drammatica spirale che va fermata. Per migliaia di giovani l’unica possibilità di costruirsi un futuro è emigrare.
La sanità e la scuola pubbliche sono sempre più in difficoltà. Si taglia il pubblico a vantaggio del privato, le liste d’attesa si allungano, curarsi è sempre più costoso, manca personale, non si investe sulla non autosufficienza. Anche nell’istruzione si continuano a ridurre le risorse, mentre aumentano i divari sociali e territoriali.
Il nostro sistema produttivo perde pezzi. Crisi industriali, delocalizzazioni e mancanza di investimenti mettono a rischio posti di lavoro e interi territori. La transizione ecologica, urgente per contrastare la crisi climatica in atto, viene rallentata invece di essere trasformata in un’occasione per creare buona occupazione, innovazione e sviluppo.
L’emergenza climatica è drammatica. L’aumento delle temperature e la crisi energetica generata dalle guerre e dai conflitti geopolitici richiedono con urgenza politiche per la giusta transizione fondate non sul nucleare, già bocciato per due volte dalle cittadine e dai cittadini italiani, sulla difesa del territorio, sulle fonti rinnovabili, sul risparmio energetico, le uniche misure in grado di abbattere strutturalmente il costo delle bollette, rinnovare il nostro sistema industriale, tutelare il lavoro.
Il costo della vita è insostenibile. Carrello della spesa, casa, energia e trasporti assorbono gran parte dei salari e delle pensioni. Crescono le persone in condizione di povertà ed esclusione. E il sistema fiscale continua a pesare soprattutto sui redditi fissi, mentre grandi ricchezze, rendite ed extraprofitti esplodono e vengono tassati meno di stipendi e pensioni.
Si tagliano salari, sanità, scuola, previdenza e servizi pubblici per investire decine di miliardi nel riarmo. Portare la spesa militare verso il 5% del Pil significa sottrarre enormi risorse alle vere priorità dei cittadini. Noi chiediamo un’altra sicurezza: quella di un lavoro sicuro, di una casa, di un’istruzione di qualità, del diritto alla salute e di un’economia di pace. Una sicurezza che si garantisce con accoglienza e integrazione, non alzando muri.
La democrazia va difesa. La libertà di informazione va garantita e il diritto di manifestare, protestare e dissentire non può essere considerato un problema di ordine pubblico. I decreti sicurezza restringono gli spazi del dissenso; l’Autonomia differenziata spacca l’Italia; la controriforma elettorale aggrava la crisi di rappresentanza, compromette gli equilibri istituzionali e concentra tutto il potere nelle mani di un governo di minoranza nel Paese.
NOI SCEGLIAMO UN’ALTRA STRADA, LA STRADA DELLA COSTITUZIONE.
Il 17 ottobre scendiamo in piazza per:
PIÙ SALARI, MENO PRECARIETÀ
Aumentare stipendi e pensioni, cancellare i contratti precari, contrastare il lavoro povero e il divario retributivo tra donne e uomini.
UN FISCO DAVVERO GIUSTO
Combattere l’evasione; ridurre il carico fiscale su salari e pensioni; tassare extraprofitti, rendite e grandi ricchezze; garantire la progressività fiscale: chi ha di più deve contribuire di più.
SANITÀ E ISTRUZIONE PUBBLICHE PER TUTTE E TUTTI
Portare il finanziamento della sanità pubblica al 7,5% del Pil e quello per l’istruzione al 5%. Assumere personale, ridurre le liste d’attesa, garantire servizi pubblici di qualità in ogni parte del Paese.
LAVORO E AMBIENTE, INSIEME
Investire in una vera politica industriale e guidare la transizione ecologica creando buona occupazione. Industria, energia, mobilità, agricoltura e tutela del territorio devono essere parte dello stesso progetto.
PACE, NON RIARMO
No all’aumento della spesa militare. Sì alla diplomazia, alla cooperazione, al disarmo e a una politica di pace.
LIBERTÀ DI DISSENSO
Difendere il diritto di manifestare democraticamente, garantire gli spazi sociali, abrogare le norme dei decreti sicurezza che limitano gli spazi di libertà e partecipazione.
DIFENDERE E ATTUARE LA COSTITUZIONE
Difendere l’equilibrio tra i poteri, l’uguaglianza dei diritti, l’unità del Paese; promuovere la rappresentanza e la partecipazione democratica.


