200 CATTEDRE IN PIÙ IN EMILIA-ROMAGNA, LA MOBILITAZIONE DELLA CGIL DÁ I PRIMI RISULTATI

17 Mag 2011 mobilitazione, sciopero,

Modena, 17 maggio 2011

Il Ministero dell’Istruzione ha comunicato in data odierna all’Ufficio Scolastico Regionale l’assegnazione di ulteriori duecento cattedre nell’organico di diritto su tutti gli ordini scuola dell’Emilia Romagna per il prossimo anno scolastico 2011-12.

Un atto dovuto da parte del MIUR nei confronti dell’Emilia-Romagna che ha subito tagli consistenti agli organici sul prossimo anno (881 docenti in meno, di cui 123 in meno solo a Modena) a fronte di un aumento di 7.500 studenti (di cui quasi un migliaio nella nostra provincia). Certamente l’aumento di studenti più consistente fra tutte le regioni italiane.

I tagli alle cattedre nel modenese sul prossimo anno sono così suddivisi: meno 70 posti alla scuola superiore, meno 42 alla scuola media, meno 11 alle elementari e nessuna nuova sezione di scuola dell’infanzia autorizzata a fronte di 252 bambini in lista di attesa sulla provincia di Modena.

Le 200 cattedre in più nelle scuole dell’Emilia-Romagna sono comunque un numero ancora insufficiente a rispondere alla richieste delle famiglie di maggiore tempo scuola e di migliore offerta formativa, per rispondere alle quali -secondo stime della Flc/Cgil – si dovrebbe procedere ad un aumento di quasi mille unità di personale docente.

La Flc/Cgil giudica l’assegnazione delle nuove cattedre un primo passo verso l’implementazione degli organici, un aumento che è stato certamente il frutto della forte mobilitazione della Cgil culminata con lo sciopero generale il 6 maggio scorso, sia dell’intervento degli Enti locali, Regione, Provincia e Comuni.

Chi giudicava la mobilitazione della Cgil un’azione inutile e controproducente, deve ora ricredersi. La Flc/Cgil continuerà a mobilitarsi per aumentare ulteriormente i posti in organico sia del personale docente che di quello Ata, per la salvaguardia del diritto al lavoro stabile dei docenti e degli Ata precari, che sono stati i primi ad essere penalizzati e licenziati a seguito dei tagli ministeriali.

Il Governo di centrodestra rimane l’unico in Europa che in un periodo di crisi ha tagliato su scuola, università e ricerca e che investe nei settori della conoscenza la più bassa percentuale del Pil fra i paesi europei.

 

Stefano Colombini, segretario sindacato Flc/Cgil Modena

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