23 MAGGIO 2018, LA CAMERA DEL LAVORO DI MODENA COMPIE 117 ANNI

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Compie oggi 117 anni la Camera del Lavoro di Modena, essendo stata fondata appunto il 23 maggio 1901, mentre lo Statuto costitutivo veniva approvato a distanza di pochi giorni il 9 giugno. L’atto costitutivo della realtà camerale tentava infatti di unificare le varie federazioni e associazioni già esistenti del mondo del lavoro agricolo e operaio.

La Camera del Lavoro di Modena nasce infatti dall’adesione di 59 associazioni tra leghe di resistenza, mutue e cooperative, con finalità di intermediazione tra domanda e offerta di lavoro, sostegno ai disoccupati per trovare loro una nuova occupazione. Un organismo prettamente economico, senza caratterizzazione politica evidente, necessaria anche ad ottenere i sussidi dell’Amministrazione comunale, anche se di fatto a orientamento socialista.

Il percorso per giungere ad un’unica organizzazione camerale provinciale sarà molto accidentato, perché il mondo del lavoro agli inizi del Novecento presenta una realtà frastagliata, con profonde divisioni. Le prime tensioni sono con la Federazione delle leghe bracciantili di Mirandola poi, dopo un breve periodo unitario, nel 1906 esistono ben tre Camere del Lavoro a Modena, Carpi e Mirandola, e a metà del 1909 sono attive nella provincia di Modena ben cinque Camere del Lavoro in concorrenza tra loro, a cui si aggiunge nel novembre dello stesso anno anche l’Ufficio del lavoro cattolico.

Le divisioni influenzano negativamente le lotte del mondo del lavoro negli anni precedenti il conflitto mondiale, tanto che rimane sempre presente il problema dell’unità sindacale: il tentativo di giungere ad un’unica Camera del lavoro provinciale nel 1913 fallisce, e nascono due Camere del lavoro, quella Unitaria di orientamento socialista e quella Sindacalista di orientamento sindacalista rivoluzionario e anarchico.

Le due Camere del lavoro vivranno un momento di collaborazione e unità soprattutto dopo la fine della Prima guerra mondiale, ma saranno scompaginate dalla dittatura fascista. Dopo il periodo clandestino, segnato comunque da numerose lotte di lavoratori, durante la Resistenza si pone la necessità di dare vita – sulla base delle indicazioni del Patto di Roma del giugno 1944 – a un sindacato unitario che, a Modena, vede il coinvolgimento anche di azionisti e anarchici, per evitare la nascita di due organizzazioni sindacali.

La Camera confederale del lavoro di Modena viene costituita il 16 aprile 1945, una settimana prima della Liberazione, ed assume un ruolo decisivo nella ricostruzione della provincia e nella tutela dei diritti dei lavoratori. Purtroppo le tensioni politiche e il clima della ‘guerra fredda’ portano a nuove divisioni in ambito sindacale, con la nascita della Cisl e della Uil, e bisognerà aspettare gli anni Sessanta per vedere una ripresa dell’unità sindacale.
In ogni caso, a Modena la Camera confederale del lavoro ha sempre mantenuto un forte radicamento nel mondo del lavoro ed è sempre stata la principale organizzazione sindacale della provincia, come testimoniato anche ora in questi anni di profonde trasformazioni del mondo del lavoro e dell’economia modenese.


Per approfondire:
Amedeo Osti Guerrazzi e Claudio Silingardi – Storia del sindacato a Modena 1880-1980 – Roma – Ediesse – 2002

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