ANCHE LA CGIL HA PARTECIPATO OGGI ALLA MANIFESTAZIONE NAZIONALE DISABILI CONTRO LE NORME PREVISTE NELLA MANOVRA FINANZIARIA

07 Lug 2010

Modena, 7 luglio 2010

 

 

La CGIL nazionale ha aderito e partecipato oggi alla manifestazione nazionale che si è tenuta a Roma promossa dalle associazioni dei disabili FAND (Federazione Associazioni Nazionali Disabili) e FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap) contro le norme previste dalla manovra economica, e dall’emendamento del relatore, in tema di invalidità.

Le norme che si vogliono approvare ( peraltro con un voto di fiducia ), sono non solo ingiuste e sbagliate ma ledono i diritti dei più deboli e saranno ricordate come il più grave intervento verso i disabili e le loro famiglie.

Attualmente, per fruire dell’assegno mensile d’assistenza, occorre, oltre ad una percentuale invalidante non inferiore al 75%, risultare inoccupati e iscritti alle liste di collocamento e non superare il limite reddituale annuo di 4.408,95 euro. L’importo dell’assegno è di 256,67 euro

mensili (importo 2010) per un totale annuo di 3.336,71 euro.

Dal 1° giugno 2010 la manovra interviene sulla percentuale minima di invalidità richiesta per la concessione dell’assegno, elevandola all’85%. Rimangono fermi gli altri requisiti. Con la nuova disposizione però, si escluderebbero dal godimento dell’assegno mensile le persone affette da patologie quali la Sindrome di Down, gravi affezioni cardiache o respiratorie, psicosi anche gravi ed

altre forme patologiche per le quali le tabelle di riferimento (Decreto del Ministero della Sanità 5 febbraio 1992) prevedono una percentuale di invalidità inferiore all’85%.

Uno degli emendamenti presentati alla manovra interviene anche sull’indennità di accompagnamento agli invalidi civili, ridefinendo i requisiti medico-legali per il riconoscimento di tale provvidenza. Fino ad oggi la definizione esatta era data all’articolo 1, comma 2, lettera b) che prevedeva la concessione “ai cittadini nei cui confronti sia stata accertata una inabilità totale per affezioni fisiche o psichiche e che si trovino nella impossibilità di deambulare senza l’aiuto permanente di un accompagnatore o, non essendo in grado di compiere gli atti quotidiani della vita, abbisognano di una assistenza continuativa”.

Più stringente la nuova definizione medicolegale:“ ai cittadini nei cui confronti sia stata accertata una inabilità totale per affezioni fisiche o psichiche e che si trovino nella impossibilità permanente di deambulare senza l’aiuto di un accompagnatore, o, non essendo in grado di compiere il complesso degli atti elementari della vita, abbisognano di una assistenza continuativa”.

Anche a Modena queste norme potrebbero determinare la riduzione di diritti per molte persone ed è bene evidenziare che i controlli straordinari voluti dal Ministero sugli invalidi civili della nostra provincia nel 2009, non abbiano di fatto trovato ciechi alla guida o sordo muti agli uffici informazione.

Su oltre 650 controlli effettuati, pare che una percentuale inferiore all’8% abbia avuto una riduzione dell’invalidità precedentemente riconosciuta, determinata nella maggior parte dei casi da evoluzioni positive della patologia (come ad esempio può accadere per le patologie tumorali).

Anche per questo la CGIL di Modena si è impegnata a denunciare questa norma anche con le manifestazioni e gli scioperi dei giorni scorsi; norma che dà il segno di una manovra finanziaria complessivamente iniqua e ingiusta che fa pagare la crisi solo ai lavoratori e ai pensionati con la riduzione di diritti e di servizi.

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