INFORTUNIO MORTALE OPERAIO EDILE ALLA TITAN DI FINALE EMILIA

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Finale Emilia, 12 ottobre 2010

Ancora una volta un infortunio mortale in edilizia.

I sindacati di categoria Fiom (metalmeccanici) e Fillea (edili) Cgil dopo aver indetto un’ora di sciopero alla Titan di Finale Emilia dove venerdì pomeriggio è avvenuto l’incidente mortale, si interrogano sulla frequenza degli infortuni che accadono nelle aziende in cui vengono fatti interventi di manutenzione e ristrutturazione edile. E’ infatti prassi consolidata che negli stabilimenti produttivi e nelle fabbriche di ogni settore ci sia la presenza costante di imprese edili che svolgono lavori di rifacimento coperture, smaltimento amianto e lavori di manutenzione edile in genere alle strutture.

“Riteniamo che debbano essere presi provvedimenti a livello istituzionale – spiegano i sindacalisti Mauro Bretta della Fillea ed Erminio Veronesi della Fiom – obbligando, tramite accordi, al rispetto e all’applicazione delle norme di sicurezza, tutti i soggetti che partecipano all’esecuzione degli interventi di manutenzione e lavori edili in genere  nelle strutture produttive del nostro territorio”.

“Gli interventi di manutenzione – spiegano ancora i sindacalisti Fiom e Fillea – devono essere preparati, concordati, e seguiti personalmente dai soggetti predisposti alla sicurezza dell’azienda committente e di quella che effettua l’intervento, con il controllo della Medicina del Lavoro e dei rappresentanti dei lavoratori alla sicurezza, con un’attenzione molto particolare sui rischi presenti e sulla formazione dei lavoratori che intervengono soprattutto nei lavori in quota”.

“Riteniamo – aggiungono – che il coordinamento delle figure che operano in questo senso, la formazione mirata e    ripetuta sulla particolarità delle operazioni da compiere, la valutazione del rischio, il controllo degli organi di vigilanza, debbano essere una costante obbligatoria e insindacabile, rispetto ai costi e alle tempistiche di intervento”.

Per i sindacati Fiom e Fillea la sicurezza è l’obbiettivo primario a cui niente può essere sacrificato, la salvaguardia dei lavoratori rimane il principale obiettivo dell’azione sindacale.

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