29 Ott 2010
Modena, 27 ottobre 2010
Nella notte di lunedì 25 ottobre Frank Agyei, operaio ghanese di 37 anni, padre di famiglia e iscritto alla Fiom/Cgil, rinchiuso da un mese nel Cie di Modena, è stato trasportato all’aeroporto di Bologna per essere rimpatriato, per meglio dire deportato, in Ghana.
Frank era stato rinchiuso nel Cie per aver commesso il “gravissimo crimine” di essere senza permesso di soggiorno.
Ricordiamo che Frank attendeva l’aggiornamento, previsto per il 23 novembre, del procedimento penale per violazione della (odiosa) legge Bossi-Fini, ma non gli è stato dato il diritto di potervi presenziare. Si è pensato bene di cacciarlo dall’Italia, lasciando qui il fratello e la famiglia.
Ricordiamo, anche, che Frank ha versato per ben 14 anni contributi all’Inps alla faccia di chi dice che gli immigrati vengono nel nostro paese solo per delinquere.
Questa violenza che oggi si abbatte soprattutto sugli immigrati, se non viene contrastata, si dirigerà presto su chiunque voglia alzare la testa e lottare contro le ingiustizie di questa società.
Il contenuto politico della vicenda è chiaro: la legge Bossi-Fini e i Cie sono razzismo di Stato. Un razzismo di Stato che con la scusa della sicurezza terrorizza centinaia di migliaia di operai, muratori, infermieri ecc… che vivono e faticano vicino o assieme a noi, ma devono essere invisibili e privi di diritti.
Il Direttivo della Fiom di Modena, nell’esprime la propria vicinanza e solidarietà alla sua famiglia, richiede con forza il diritto per Frank di rientrare immediatamente in Italia e di poter continuare a fare il suo onesto lavoro in fabbrica.
Ordine del Giorno Comitato Direttivo Fiom/Cgil Modena
Approvato all’unanimità

