06 Dic 2010
Modena, 6 dicembre 2010
Le giuste attese del popolo Saharawi all’autodeterminazione, riconosciute anche dall’ONU, ritornano alla ribalta in queste ultime settimane e diventano occasione per un’iniziativa di dubbia legittimità, sopratutto se “sponsorizzata” da Ambasciata e Consolato del Marocco in Italia .
Anche a Modena sta circolando – con ampio sostegno del Consolato a Milano – una “petizione” inviata alle famiglie di lavoratori immigrati dal Marocco, con la quale si sollecita a sottoscrivere un appello “in nome di Allah misericordioso” e rivolto all’ONU ed al Consiglio d’Europa, per includere il Fronte Polisario (che si batte per il riconoscimento dell’autonomia territoriale del Popolo Saharawi) fra le organizzazioni mondiali del terrorismo !
I tragici fatti di tre settimane fa nel Sahara Occidentale occupato dalle truppe del Marocco, responsabili di una sanguinosa repressione contro la popolazione costretta nelle tendopoli, richiamano ancora una volta la necessità di dar corso ai ripetuti impegni e Risoluzioni ONU, in favore dei diritti alla autodeterminazione del popolo Saharawi .
Impegni e solidarietà, richiamate anche da prese di posizione – approvate da ampie maggioranze – dal Consiglio regionale dell’Emilia-Romagna e dal Consiglio provinciale di Modena .
Da qui, la “risposta” organizzata con l’ispirazione delle autorità diplomatiche marocchine nel nostro Paese, che interviene direttamente ed impropriamente sui capifamiglia degli immigrati per convincerli, con argomentazioni e pressioni di vario genere, ad aderire alla petizione pro governo marocchino, dimenticando che proprio su quella Monarchia pesa lo status di “occupante” e che il Fronte Polisario ha, da decenni, applicato forme di lotta pacifiche e non violente nel richiedere il rispetto e l’applicazione delle Risoluzioni ONU .
Franco Zavatti, Cgil Modena

