VERTENZA BENETTON-SISLEY: DELUDENTE L’ATTEGGIAMENTO DELL’ASSESSORE ZANCA

16 Gen 2026 assessore zanca, benetton sisley, modena, terranova, vertenza,

Si è svolto ieri, 15 gennaio 2026, l’incontro sul futuro occupazionale delle lavoratrici e dei lavoratori del negozio Benetton-Sisley in centro storico a Modena che chiude a fine mese, tra le sigle sindacali Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Uil, l’assessore con delega al commercio del Comune di Modena Paolo Zanca, i rappresentanti di Benetton-Sisley, quelli di Terranova (il brand entrante) e la Fondazione Collegio San Carlo proprietaria delle mura del negozio. Un confronto che, tuttavia, ha lasciato aperte forti criticità, a partire dal mancato esercizio di un reale ruolo di mediazione da parte dell’Amministrazione comunale.
Di fronte ad una vertenza che riguarda la difesa dei posti di lavoro e il futuro di decine di persone ci si sarebbe aspettati dall’Assessore un’assunzione chiara di responsabilità istituzionale, capace di richiamare le aziende ai propri doveri sociali e di farsi garante di un percorso concreto di tutela occupazionale, ma così non è stato.
L’incontro si è limitato ad un confronto formale, privo di impegni stringenti presi sotto la garanzia dell’Amministrazione che ha evitato, attraverso l’assessore presente, di porsi in una posizione di mediazione reale tra le parti: una scelta grave, secondo il sindacato, che rischia di lasciare lavoratrici e lavoratori di fronte ad una trattativa tra le parti che, a salvaguardia del posto di lavoro, non avrebbe nessuna base giuridica, con prospettive incerte e senza l’assunzione di impegni chiari con le organizzazioni sindacali.
Come sindacato abbiamo ribadito con forza che non è accettabile che eventuali riorganizzazioni o trasformazioni vengano pagate ancora una volta da chi lavora, Benetton-Sisley deve assumersi la responsabilità delle proprie scelte, ma le istituzioni non possono limitarsi ad osservare, non è questo il ruolo che ci si aspetta che ricoprano, ma al contrario ci si attendono interventi che mirino a pretendere risposte e costruire soluzioni, come peraltro previsto dal Patto per il Lavoro e per il Clima firmato in Regione, il cui aggiornamento è in discussione in questi giorni tra le parti firmatarie.
La disponibilità al confronto espressa da Terranova, seppur positiva, non è sufficiente in assenza di una base forte e autorevole che si auspicava fosse proprio quella politica. Senza un soggetto pubblico che si faccia realmente garante, il rischio è che il dialogo resti sterile. Non basta creare nuovi posti di lavoro, serve anche che diano garanzie a chi lavora: la Regione Emilia Romagna con i Comuni e le parti sociali hanno sottoscritto nel Patto per il Lavoro e il Clima un obiettivo per il lavoro stabile, adeguatamente remunerato e tutelato.
Chiediamo quindi che le istituzioni ripensino il proprio ruolo e lo svolgano fino in fondo, con una cambio di passo immediato; l’apertura di un vero tavolo di mediazione, con impegni chiari e verificabili, che metta al centro la salvaguardia dei posti di lavoro.
Il sindacato non è disposto ad accettare che il prezzo del cambiamento venga pagato dai lavoratori, e pur non tirandosi indietro davanti alla discussione che dovrà proseguire con l’azienda entrante Terranova, insisterà perché presso l’Amministrazione comunale la difesa dei posti di lavoro diventi un tema che non riguarda solo i lavoratori e le lavoratrici di Benetton-Sisley, ma il futuro occupazionale, sociale e di sviluppo dell’intero territorio modenese.

Lisa Cataldo
Filcams Cgil Modena

Lorenzo Tollari
Uiltucs Uil Modena e Reggio Emilia

Modena, 16/1/2026

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