30 Gen 2026 carpi, crisi aziendale, fiom, goldoni keestrack,
Sale la tensione fra i lavoratori della Goldoni Keestrack legata all’incertezza sulla nuova proprietà che dovrebbe subentrare per rilanciare la storica azienda di Migliarina di Carpi.
E’ da più di un anno che vanno avanti le trattative per il passaggio di proprietà ad un Gruppo turco, ma ad oggi, sindacato, Rsu e lavoratori non hanno nessuna notizia concreta.
La Goldoni Keestrack, che ha alle spalle due concordati per liquidazione (nel 2015 e nel 2020), ha aperto lo scorso 10 novembre la cassa integrazione straordinaria (Cigs) per cessazione di attività per un anno, sino al 9.11.26. Da diversi mesi l’azienda denunciava difficoltà finanziarie a causa della crisi del settore macchine agricole (produce trattori da frutteto e vigneto), che sta conoscendo in generale un problema di saturazione del mercato interno e estero.
“L’apertura dell’ammortizzatore sociale – afferma Leo Puca e Manuele Pelatti della Fiom Cgil di Carpi – è vincolato alla trattativa per il subentro di una nuova proprietà che era stato annunciato al sindacato e alla Rsu già lo scorso settembre, ma da mesi sollecitiamo una risposta senza alcun esito”.
“Abbiamo ripetutamente contattato i consulenti di Confindustria, il legale dell’azienda, lo stesso Tribunale coinvolto per la composizione negoziata legata alla vendita (per favorire il rientro del debito ed evitare la liquidazione giudiziale), ma ad oggi non abbiamo nessuna notizia certa dello stato di avanzamento della trattiva e sul contenuto di un’eventuale offerta” aggiungono Puca e Pelatti.
Ai tavoli istituzionali (ministeriale e regionale), la Goldoni Keestrack ha preso impegni per comunicare lo stato della trattativa con l’eventuale nuovo acquirente. Lo scorso settembre sembrava che la trattativa fosse alle fasi conclusive, “ma ad oggi – ripetono i sindacalisti Fiom Cgil – non sappiamo se è arrivata ufficialmente un’offerta, e neanche il contenuto di questa offerta, in particolare rispetto agli impegni sulla tenuta occupazionale (attualmente sono 95 i lavoratori in forza all’azienda). Siamo stanchi di chiedere sempre le stesse cose”.
Sindacato, Rsu e lavoratori vogliono notizie certe sull’offerta d’acquisto, sul rilancio del brand, sugli investimenti nello stabilimento di Migliarina di Carpi, sulle garanzie per la tenuta occupazionale.
Stanno montando rabbia e tensione fra i lavoratori che sono in cassa integrazione a zero ore, con poco più di 1.000 euro al mese, senza anticipi delle mensilità pagate direttamente dall’Inps con ritardi per la prima erogazione intorno ai 2/3 mesi. “Hanno paura di perdere il lavoro – aggiungono i sindacalisti – ricordiamoci che vengono da 10 anni di cassa integrazione e due concordati, quasi non sanno più cosa vuol dire avere uno stipendio pieno. Questa attesa snervante non aiuta, si rischia anche lo svuotamento di professionalità che sono indispensabili per l’eventuale ripartenza con una nuova proprietà e il rilancio del brand. Se va in porto la vendita, sarebbe il terzo passaggio di proprietà in poco più di 10 anni per un’azienda storica che festeggia proprio quest’anno i 100 anni sul territorio”.
A fronte di tanta incertezza, Fiom Cgil e lavoratori non escludono mobilitazioni.
Modena, 30/1/2026

